Gennaio
Il mese di gennaio visto da Simon Bening (1483/1484 – 1561

Gennaio: frasi, citazioni, poesie e proverbi per il primo mese dell’anno

Gennaio è il primo mese dell’anno nel nostro calendario. Il suo nome deriva dal dio romano Giano, una divinità bifronte che con i suoi due volti può guardare il futuro e il passato e, in quanto dio della porta, può guardare sia fuori che dentro. Il nome ideale, dunque, per il mese che apre il nuovo anno eppure può ancora guardare al vecchio anno così tanto vicino.

I primi giorni del mese sono pregni di festa per via delle celebrazioni natalizie che proseguono con l’Epifania, per concludersi poi con il battesimo di Gesù, che si celebra la prima domenica dopo l’Epifania.

Dal punto di vista letterario segnaliamo che il romanzo La storia di Elsa Morante inizia proprio in questo mese:

Un giorno di gennaio dell’anno 1941, un soldato tedesco di passaggio, godendo di un pomeriggio di libertà, si trovava, solo, a girovagare nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Erano circa le due del dopopranzo, e a quell’ora, come d’uso, poca gente circolava per le strade.

Frasi sul mese di gennaio

  • È profondo gennaio. Il cielo è duro. Gli steli sono saldamente radicati nel ghiaccio. (Wallace Stevens)
  • Il giorno più corto è passato, e qualunque intemperia ci porti il mese di gennaio e febbraio, almeno notiamo che le giornate si allungano. Minuto per minuto si allungano là fuori. Ci vogliono alcune settimane prima che ci si renda conto del cambiamento. È impercettibile come la crescita di un bambino, giorno dopo giorno, fino a quando arriva il momento in cui, con una specie di felice sorpresa, ci rendiamo conto che siamo in grado di stare fuori casa al crepuscolo per un altro quarto d’ora prezioso. (Vita Sackville-West)
  • Il mese di gennaio è quello in cui si fanno gli auguri ai propri amici. Gli altri mesi sono quelli in cui gli auguri non si realizzano. (Georg Lichtenberg)
  • Nessuno ha mai considerato il primo di gennaio con indifferenza. È ciò da cui ognuno data il proprio tempo, e su cui conta ciò che rimane. È la natività del nostro comune Adamo. (Charles Lamb)
  • Ogni uomo dovrebbe di nuovo nascere il primo giorno del mese di gennaio e cominciare con una pagina nuova. Mettere un foro in più nella cintura, se necessario, o toglierne uno, a seconda delle circostanze. Ma il primo giorno del mese di gennaio ogni uomo indossi le sue vesti ancora una volta, con la faccia protesa in avanti, e si dimentichi il passato e le cose che erano. (Henry Ward Beecher)

Poesie per il primo mese dell’anno

Varie sono le poesie sul mese di gennaio. Eccone alcune.

Mimose di Bordighera, di Oreste Ferrari

Oreste Ferrari (1890-1962) invita a guardare questo mese attraverso le mimose della Liguria:

Siete mai stati sulle colline
belle e ridenti, di Bordighera,
quando gennaio, nelle mattine
chiare e nelle ore pomeridiane,
ha già un tepore di primavera?
Sui poggi aprichi, sui molli clivi
e sui declivi delle costiere,
tra i verdi opimi placidi ulivi
splendon le nuvole gaie e leggere,
fatte di buccole d’oro e odorose,
delle mimose gonfie di sole
e del respiro della marina.
Cantate a gara con le campane
squillanti a festa dalle lontane
chiese dei borghi, calde parole
d’amore, o trepide nuvole, accese
da un dolce miele solare, scese
forse dal cielo questa mattina,
ora impazienti che giunga sera
per risalirvi, poi tramontare
insieme al sole nel glauco mare.

L’eremita di Roma, di Giorgio Vigolo

Con Giorgio Vigolo (1894-1983) andiamo nella Capitale. Scrive, infatti, ne L’eremita di Roma:

Luna di gennaio
ti sono venuto a vedere
come splendi
questa notte sul cespo
delle fontane:
la cupola la prendi in un respiro,
la fai diventare cielo.
La piazza si solleva
col suo lastrico azzurro
verso la croce d’Orione.
Nera è la bocca del colonnato:
suona il campanone
come sugli ebbri sogni
della mia giovinezza,
quando nelle buie notti
qui venivo a conoscere
il viso del mio destino.

Ritorna ai Rami, di Attilio Bertolucci

Attilio Bertolucci (1911-2000) nella raccolta Verso le sorgenti del Cinghio scrive la poesia Ritorna ai rami:

Ritorna ai rami il fuoco di gennaio
intenerito, di neve i colli non lontani
rallegrano l’ozioso pomeriggio
alle porte della città.
Il giorno è popoloso sino a che s’accende
sul ponte il lampione
e inonda l’acqua di ferro fiorito.

Aria, di Roberto Sanesi

Roberto Sanesi (1930-2001) scrive un’Aria dedicata al primo mese dell’anno:

Anche la neve contribuisce all’idea
che ci si debba decidere.
Ma appena entrati nell’aria di gennaio,
che è come sempre forzare una porta
o sospingere un vetro con delicatezza,
non è più imbarazzante enumerare i sintomi
di quelle forme bianche rigorosamente
irregolari, contingenti, malgrado
la straordinaria chiarezza della luce, sul fondo,
che ci vediamo costretti a interpretare.
In questo senso la neve ci identifica: segno
Del movimento, incessante, compiuto
cominciamento.

Proverbi sul mese che dà inizio all’anno

Sono veramente tanti i proverbi che riguardano il primo mese dell’anno. Ne riportiamo alcuni.

Proverbi per gennaio

  • Se gennaio riempie i fossi, settembre colma le botti
  • Gennaio asciutto, contadino ricco
  • A mezzo gennaio metti l’operaio
  • Gennaio e febbraio sono la chiave di tutto l’anno
  • Il freddo di gennaio empie il granaio
  • Gennaio è per metà festaio
  • La mandorla sciocca, fiorisce a gennaio quando fiocca
  • Gennaio fa i ponti, febbraio li chiude o li rompe
  • La primavera di gennaio porta guai
  • Gennaio tiene i frutti nel solaio
  • Se gennaio riempie i fossi, settembre colma le botti
  • Non c’è gallina né gallinaccia, che di gennaio l’uova non faccia
  • Se gennaio sta in camicia, marzo scoppia dalle risa
  • Non ha timor dell’orrido gennaio, chi ha buona pelliccia addosso e doppio saio.
  • Raro come una mosca a gennaio
  • Se l’ape gira a gennaio, tieni da conto il granaio

I santi del calendario di gennaio

Alcuni proverbi di questo mese sono legati ai santi del calendario. Vediamoli insieme:

  • 5
    • San Ruggiero, amante dei forestieri
  • 17
    • Sant’Antonio dalla barba bianca, se non piove la neve non manca
    • Il barbato (Sant’Antonio abate – 17), il frecciato (San Sebastiano, 20), il mitrato (san Biagio, 3 febbraio): il freddo è assicurato
    • Sant’Antonio dalla barba bianca, se non piove, poco ci manca
    • Per sant’Antonio abate, maschere e serenate [nella tradizione, questa è la data di inizio del Carnevale]
    • San Lorenzo la gran calura, sant’Antonio la gran freddura, l’una e l’altra poco dura.
    • Sant’Antonio fa il ponte e san Paolo lo rompe
    • Se nevica il dì di sant’Antonio, ancora venti giorni di freddo poi.
    • S. Antonio sera e mattina, un passo di gallina
    • Sant’Antonio, la gran freddura; san Lorenzo, la gran calura; l’una e l’altra poco dura.
  • 20
    • A san Sebastiano, la violetta in mano
    • Per San Sebastiano, sali il monte e guarda il piano: se vedi molto spera poco, se vedi poco spera molto
    • Per san Sebastiano, un’ora abbiamo
    • San Bastiano, con la viola in mano
  • 21
    • Sant’Agnese, il freddo è per le siepi
  • 24
    • Se non piove per san Feliciano, vale più il sacco che il grano
  • 25
    • Delle calende non me ne curo, purché a san Paolo non faccia scuro
    • San Paolo chiaro e la Ceriola scura, dell’inverno non si ha più paura
    • Se il giorno di san Paolo è sereno, godrem l’annata e l’abbondanza in seno; ma se fa freddo guerra avremo ria, e se nevica o piova carestia

Foto | Simon Bening (1483/1484 circa–1561) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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