Poesie sull'albero di Natale
4 poesie sull'albero di Natale

4 intense poesie sull’albero di Natale

L’albero di Natale è uno dei simboli di questa festa e le poesie sull’albero di Natale contribuiscono a rendere più particolare questo giorno.

Spesso lo si trova nelle case insieme al presepe oppure lo si preferisce da solo, in una sorta di Natale laico.

Tuttavia i due simboli convivono senza alcun problema anche in seno al cristianesimo (basti pensare all’albero di piazza San Pietro in Vaticano che svetta accanto al presepe).

Le più belle poesie sull’albero di Natale

Diamo uno sguardo ad alcune belle poesie sull’albero di Natale. Si tratta di testo che hanno come fulcro del componimento l’albero di Natale in sé.

La coltivazione degli alberi di Natale, di Thomas Stearns Eliot

Diversi poeti, infatti, hanno celebrato l’albero di Natale: celebre, a tal proposito, è la poesia La coltivazione degli alberi di Natale di Thomas Stearns Eliot (1888-1965). La traduzione è di Giovanni Giudici.

Vari gli atteggiamenti verso il Natale,
e possiamo alcuni trascurarne:
il mondano, l’apatico e quello commerciale,
il triviale (le bettole aperte tutta la notte),
e il bambinesco – ma non quello del bambino
per cui la candelina è una stella e l’angelo
dorato ad ali tese in cima all’albero
non è ornamento soltanto, ma è un angelo.
Guarda il bambino all’albero di Natale:
fate che in lui continui questo spirito
del Prodigio, evento e non pretesto;
sicché il fulgente rapimento, il fascino
di quando lo scoprì la prima volta,
le sorprese, delizia dei suoi nuovi
possessi (ognuno col suo proprio odore).
l’attesa dell’anatra e del tacchino
e il previsto stupore quando apparvero,
sicché la deferenza e la gaiezza
non dimentichi nell’età adulta
nella grigia abitudine, nel logorio, nel tedio,
nel sapere la morte, nel conoscere
d’esser fallito,
o nella devozione del convertito
che può guastarsi d’una vanità
che spiace a Dio e offende i bambini
(e qui io ricordo pure con dolcezza
Santa Lucia, la sua canzone e la corona di fuoco);
sicché prima della fine, al Natale ottantesimo
(intendendo per tale quello ultimo)
l’emozione degli anni accumulata
nella memoria si raccolga in una
grande gioia che sia grande timore,
come nell’occasione che discese
il timore nell’anima di tutti:
perché il principio ci farà ricordare della fine
e il primo avvento del secondo avvento.

Gli amici le portano un albero di Natale, di William Butler Yeats

William Butler Yeats (1865-1939)ha nel suo corpus poetico una poesia con questo titolo: Gli amici le portano un albero di Natale (traduzione di Mary de Rachewiltz).

Perdona grande nemica,
Senza pensiero irato
Abbiam portato l’albero,
E qui e lì comprato
Per adornare ogni ramo,
E lei dal letto rimiri
Cose graziose che rallegrino
Una fantasiosa mente.
Un po’ di grazia donale
Anche se un occhio ridente
Ha spiato il tuo volto –
che muore

Alberello, di E E Cummings

Più natalizia in senso classico è la poesia di E E Cummings (1894-1963) dedicata all’albero di Natale (anche qui la traduzione italiana è di Mary de Rachewiltz):

Alberello
piccolo zitto alberello natalizio,
sei così piccolo
assomigli più a un fiore

chi ti trovò nella verde foresta
e ti è tanto dispiaciuto andartene?
vedi ti consolerò
perché hai un dolce profumo

bacerò la tua fresca scorza
e t’abbraccerò forte e stretto
come farebbe tua madre,
ma non aver paura

guarda la laminetta
che dorme tutto l’anno in una scatola scura
sognando di poter uscire a brillare,
le palle le catenelle rosse e oro e fili di neve,

solleva le piccole braccia
e te le darò tutte da tenere
ogni dito avrà il suo anello
e non vi sarà angolo scontento o buio

poi quando sarai vestito
starai alla finestra e tutti ti vedranno
e che occhi faranno!
oh ma tu sai molto orgoglioso

e la mia sorellina ed io ci daremo la mano
e guardando il nostro bell’albero
balleremo e canteremo
«Noel Noel»

L’albero di Natale, di Nazim Hikmet

Nazim Hikmet (1902-1963) scrive L’albero di Natale dicendoci luogo e data della composizione: Tallinn, dicembre 1961. Ne riportiamo una parte nella traduzione di Joyce Lussu.

A sud del golfo di Finlandia la notte
vicino al mare brumoso
l’albero di Natale scintilla
tra oscure torri gotiche
corazze di cavalieri teutoni
e ciminiere di fabbriche
l’albero di Natale
l’albero di Natale canta
sulla piazza bianca di neve
canzoni dell’Estonia
lunghissimo scintillante
pagliuzzato d’oro
l’albero di Natale

tu sei nella palla di vetro rosso
i tuoi capelli son paglia gialla le ciglia azzurre
sono io che l’ho appesa
mettendotici dentro
il tuo collo bianco è lungo e rotondo
ti ho messa nella palla di vetro rosso
con i miei dubbi
con le mie ansietà con le mie parole
le mie speranze le mie carezze
a tutti gli alberi di Natale a tutti gli alberi
a tutti i balconi le finestre i chiodi le nostalgie
ho appeso la palla di vetro rosso.

Foto | Євгенія Височина via Unsplash

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

x

Check Also

Libri fuori catalogo

Libri fuori catalogo: cosa sono e dove trovarli

Leggi cosa sono i libri fuori catalogo e scopri come trovarli per poter avere tra le mani un buon testo che non è più in catalogo.

Inverno

L’inverno nelle frasi, citazioni, poesie e aforismi

Scopri l'inverno nelle frasi, citazioni, aforismi e poesie celebri e leggi anche i proverbi sulla stagione più fredda dell'anno.