Riflettevo da un po’ su che risposta dare alla domanda nel titolo, quando ho avuto un’illuminazione. La domanda corretta non è perché leggere Cesare Pavese ancora, ma perché leggerlo… finalmente! Molti di noi, infatti – me compresa – che sono già entrati negli “anta” probabilmente non sono arrivati col programma di letteratura per la maturità fino al grande autore piemontese. È da ritenere verosimile, perciò, che una buona fetta della popolazione italiana non abbia letto neppure una riga di Pavese. E noi, ora, li convinceremo a farlo… finalmente!
La scrittura sublime di un’anima inquieta
Ci sono sempre delle etichette da poter appiccicare a un autore. Tuttavia, quando parliamo della grandezza di Cesare Pavese, secondo me non parliamo di correnti poetiche, bensì della sua capacità di penetrare nelle pieghe dell’animo umano.
Mi spiego meglio. La migliore etichetta che si possa attaccare a Pavese è “esploratore dei sentimenti umani”, soprattutto l’amore, che attraversò per tutta la vita… non corrisposto. A sfogliare la sua biografia, a ricorrere più di tutto, oltre all’amore non corrisposto di cui parlavamo prima, anche la morte. Quella prematura di tre fratelli e poi del padre, addirittura il suicidio di due coetanei… Tutti fatti che certamente lo scossero in profondità e contribuirono a forgiare quella sensibilità fuori dal comune da cui è scaturita, come acqua cristallina da una sorgente, tutta la sua produzione poetica.
Cesare Pavese: un invito, d’eccezione, a riflettere
Ecco, io interpreto proprio così la grandezza di Pavese quando mi capita di leggerlo. Le sue parole sono un invito a riflettere con onestà intellettuale sulla condizione umana, sul senso dell’esistenza, sulla verità e in generale su tutte le risposte da cercare dentro e fuori di noi.
Mi girano sempre in mente le sublimi e insieme tragiche parole che lasciò come testamento nel biglietto d’addio quando si suicidò nel 1950. Scrisse che non ci si suicida per l’amore di una donna, non almeno perché non si è contraccambiati, ma perché provare quell’amore ci ha aperto gli occhi e fatto vedere come siamo davvero nel profondo. E probabilmente non tutti riescono a sopportarlo.
Quando ci vuole ci vuole
Vi ho detto prima che un’etichetta si può appiccicare praticamente a chiunque e quindi perché non a Pavese?
Sicuramente, visto anche il suo stile sobrio ed essenziale, fu un seguace del neorealismo, la corrente che si proponeva di rappresentare la realtà in quanto tale, in modo autentico, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista umano. Temi quali la ricerca della propria identità (e chi, mai, l’ha trovata?!) e l’incomunicabilità ne fanno anche un autore tragicamente attuale, ma un altro grande contributo che dette alla letteratura internazionale sta nelle sue traduzioni dagli autori americani, che amava particolarmente e che insegnò ad amare anche qui da noi.
Un suggerimento o due sui libri di Cesare Pavese
Non è un post che si rispetti quello che parla di un autore senza dare suggerimenti utili a chi, magari incuriosito dalle mie divagazioni, ora vuole avvicinarvisi. Eccovi accontentati.
La luna e i falò
Imprescindibile certamente La luna e i falò, anche se è un po’ come cominciare dalla fine, dato che Pavese lo scrisse nel 1949 e venne pubblicato poco prima della sua morte. Ambientato nella sua campagna piemontese, in parte autobiografico in parte no, il romanzo è un filo che riunisce i ricordi di Anguilla, un viaggio di vita che vuol dire famiglia, appartenenza, paese, casa.
Il mestiere di vivere
Io non mancherei di leggere anche Il mestiere di vivere. In pratica un diario iniziato negli anni del confino, cui era stato condannato perché antifascista e concluso pochi giorni prima di farla finita.
Le poesie di Cesare Pavese
Se preferite i versi, invece, non trascurate Lavorare stanca. È una raccolta di 45 poesie sui temi più disparati, divise in sei sezioni e pubblicate nel 1936. Un ultimo suggerimento: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, altra raccolta di poesie: è come leggere una dichiarazione d’amore struggente dopo l’altra. Poche volte ho letto cose migliori.







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