Rosetta Loy

Rosetta Loy, la scrittrice della memoria e del tempo che passa

Il mio primo incontro con Rosetta Loy (1931-2022), scrittrice romana della cosiddetta Generazione degli anni Trenta, risale a molti anni fa quando lessi per la prima volta e tutto d’un fiato All’insaputa della notte, una raccolta di racconti ambientati alla vigilia dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Istantanee di famiglie in vacanza, di pittori che eseguono ritratti, di ragazze che sbiciclettano lungo un sentiero di campagna e il tutto catturato in un agosto assolato. Azzurro. Apparentemente immobile ma già solcato da una crepa destinata a crescere vistosamente, ad allargarsi fino a inghiottire l’Europa intera. A farne nel giro di una manciata di anni un cumulo di macerie.

Perché leggere Rosetta Loy

Del resto tutti i libri di Rosetta Loy si dipanano sul filo instancabile della memoria. Una memoria sia privata che pubblica. Da La bicicletta (premio Viareggio per l’opera prima nel 1974) alle Strade di polvere (il suo romanzo più acclamato, coronato sia dal Viareggio che dal Campiello), passando per Sogni d’inverno e Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria, il passato viene raccontato attraverso il fragore sommesso (scusate l’ossimoro) degli istanti che nascono, vivono, passano, ma la caducità delle cose, il senso di perdita che le pervade sono come una goccia iridescente che tenacemente indugia sul palmo di una mano. Ha solo (ed è questo che più conta) un istante prima di evaporare nel silenzio. Di perdersi nell’oblio, ma è un istante, badate bene, che proprio per la sua transitorietà (ombre e polvere, luci e sguardi, fiori e vento) diventa caparbiamente eterno. Senza fine.

Nell’evocare l’attimo che passa, la fugacità dell’esistere (e dell’uomo) pochi hanno avuto in Italia l’abilità e (e lo affermiamo con sicurezza) la maestria di Rosetta Loy.

Le sue opere

Qui di seguito un elenco delle sue opere.

  • La bicicletta, Einaudi 1974.
  • La porta dell’acqua, Einaudi 1976.
  • L’estate di Letuchè, Rizzoli 1982.
  • All’insaputa della notte, Garzanti 1984.
  • Le strade di polvere, Einaudi 1987.
  • Sogni d’inverno, Milano, Mondadori 1992.
  • Cioccolata da Hanselmann, Rizzoli 1995.
  • La parola ebreo, Einaudi 1997.
  • Ahi, Paloma, Einaudi 2000.
  • Nero è l’albero dei ricordi, azzurra l’aria, Einaudi 2004.
  • La prima mano, Rizzoli 2009.
  • Cuori infranti, Nottetempo 2010.
  • Gli anni fra cane e lupo. 1969-1994. Il racconto dell’Italia ferita a morte, Chiarelettere 2013.
  • Forse, Einaudi 2016.
  • Cesare, Einaudi 2018.

Foto | WikiCommons (immagine elaborata digitalmente)

Giorgio Podestà

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