T.S. Eliot

Le opere più celebri di T.S. Eliot e il loro significato nel Novecento

Se il Novecento ci appare come il secolo della modernità, degli schemi infranti, delle rivoluzioni sociali e politiche, la figura di T.S. Eliot (1888-1965) non può che reclamare allora a gran voce un posto di rilievo nella storia della sua letteratura.

Il ruolo di T.S. Eliot nella letteratura del Novecento

Poeta, drammaturgo, saggista e chi più ne ha più ne metta, Eliot, non v’è dubbio, giganteggia su entrambe le sponde dell’Atlantico. Tuttavia attorno a questa sua gloria di raffinato modernista, di artista dal molteplice talento, innamorato di Dante e via via intriso di una religiosità sempre più intransigente e ossessionata, le ombre non sembrano certo mancare.

In primis quella della prima moglie Vivien, fatta sinistramente rinchiudere, in apparente combutta con il cognato Charles, in un manicomio di Londra. Questo, secondo almeno l’accurata ricostruzione della biografa Carole Seymour-Jones. Va da sé che non siamo qui per istituire un tribunale, appoggiare questa o quella versione dei fatti o indagare troppo minuziosamente nella vita privata di Eliot.

Le opere più influenti di T.S. Eliot

Ancora una volta preferiamo, infatti, scindere (quando è possibile) l’uomo dal poeta, l’artista dal marito, concentrandoci unicamente sulla sua opera. Buona lettura.

Assassinio nella cattedrale

Probabilmente il suo dramma teatrale (in versi) più noto e apprezzato. Venne rappresentato per la prima volta nel 1935 nella cattedrale di Canterbury. Il martirio dell’arcivescovo Thomas Becket viene ampiamente e sottilmente analizzato da Eliot. La figura dell’alto prelato – entrato in urto con il re d’Inghilterra e i suoi cavalieri – torna qui a vivere in tutta la sua viva e pia umanità.

Il libro dei gatti tuttofare

Un titolo (almeno in qualche modo) noto anche a chi non legge poesia. L’opera di Eliot, in origine semplici lettere scritte per divertire i nipotini, ha infatti ispirato uno dei musical di maggior successo di tutti i tempi: Cats.

Mercoledì delle ceneri

Uno dei più importanti poemi religiosi del Novecento, Mercoledì delle ceneri venne scritto da Eliot dopo la propria conversione all’anglo-cattolicesimo. Un’opera complessa, impegnativa, a tratti oscura in cui si mescolano suggestioni e influenze di primissimo ordine, dalla Bibbia a Dante, passando, naturalmente, per l’immancabile William Shakespeare.

La terra desolata

Considerata un’opera cardine del Novecento, La terra desolata venne pubblicata nel 1922. Il suo incipit: “Aprile è il mese più crudele” è uno dei più citati e noti di tutta la letteratura angloamericana.

Un testo vasto, arduo, nato subito dopo la fine della Grande Guerra. Un evento che si trasformò (e come sarebbe potuto essere altrimenti?) in un tragico spartiacque.

Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock

Scritto tra il 1910 e il 1911 e pubblicato nel 1917, Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock, Eliot lo dedicò all’amico Jean Verdenal, morto durante la Prima Guerra mondiale e per il quale, almeno secondo alcuni biografi, nutriva un sentimento che andava ben oltre la semplice amicizia. L’opera è una profonda critica alla contemporaneità. Alla divorante crisi che investiva l’uomo e la società da lui edificata.

Via | Interesting Literature
Foto | The Miriam and Ira D. Wallach Division of Art, Prints and Photographs: Print Collection, The New York Public Library. “T.S. Eliot.” New York Public Library Digital Collections.

Giorgio Podestà

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