Roma, Treviso, Ancona, Vietnam e anche altrove. Novembre 2018.
Quella sera in tv c’è l’esordio della terza stagione del programma Il gioco delle Moire, seguitissimo. Lo vuole vedere nella loro casa di Ancona, zone Torrette la 14enne Giada, figlia dell’impiegata Marta Coppo (ora alla sede Inps di Fermo), che riceve una telefonata dal Vietnam ma non risponde.
I killer non mangiano la pizza ai funghi
L’agente Barbato è ad Anagni dai genitori della 28enne fidanzata Samantha. Lei vorrebbe parlare del matrimonio previsto per il maggio 2021. Fortunatamente la trasmissione inizia, lui va al computer (software all’avanguardia) e scopre che c’era stata una resa dei conti fra l’Agenzia di Londra (colpita) e quella di Parigi.
A Treviso, mentre la coinquilina ultra40enne Alba è andata al lavoro all’obitorio, l’anziana bizzarra veggente non vedente Lucia Danielutto appare inquieta dopo l’anteprima dei personaggi della prima puntata. Avverte una presenza negativa, si mette in ascolto.
Come anche a Vicenza, “costretto” dalla moglie, il generale Battisti, che però legge sul giornale di un attentato in Vietnam e capisce che deve prepararsi a partire subito per Roma con l’elicottero. Stanno per andare a prenderlo.
La 29enne slava Sasha Stephanovic, intanto, soprassiede l’inizio della trasmissione, porta la cioccolata alla presentatrice Alexia, con cui quella si cosparge l’ano e si sporca le mutande. Poi vanno in diretta. Il complicato format prevede nove concorrenti in collegamento a distanza da località ignote, i volti pixelati, i quali, nelle successive serate, in gruppi di tre poi di due, raccontano vicende di vita vissuta, insistendo sul terribile destino personale. Difficoltà, fatiche e dolori, pur senza arrivare all’oggi. Via via vengono eliminati dalla giuria di esperti, dal pubblico e dalle Moire (Parche nella mitologia greca).
Walter Galati, killer poliglotta di successo, irreprensibile e spietato, si è però salvato in Vietnam e i vari destini sono destinati a reincontrarsi. Con perdite. Ne succederanno di tutti i colori, per la seconda volta quasi quattro anni dopo.
Un sequel
Esce il divertente seguito sui killer che non erano riusciti ad andare in pensione. Questa volta emerge che sono sconsigliatissimi (almeno per loro) la polenta concia, il pasticcio di maccheroni e, soprattutto, la pizza ai funghi, i quali possono essere trifolati o fritti, velenosi oppure avvelenati con sostanze di provenienza fungina o no (da cui il titolo), piatto che però piace all’iracondo padre di Samantha.
Il noir di Francesco Recami
Il compianto Francesco Recami (Firenze, 1956-2025) torna sui protagonisti del lungo avventuroso romanzo uscito nel 2022 (un po’ commedia, un po’ hard-boiled) con un testo nello stesso stile, pubblicato postumo.
Personaggi, stile e struttura del romanzo I killer non mangiano la pizza ai funghi
Al centro restano Galati e la Colomba. Lui il killer più stimato sulla faccia della Terra, ora forse al termine della carriera lavorativa e sotto tiro. Lei un personaggio infernale, di altissimo livello, crudele e spietato, temutissima e irraggiungibile.
La narrazione in terza persona (dieci parti e una settantina di capitoli) alterna loro due, spesso per il tramite di Sasha lei (che nessuno ha mai visto e nessuno sospetta chi davvero sia), e gli altri principali soggetti coinvolti, soprattutto: il giovane agente Barbato, il Papa (ovvero il generale), i quartieri generali delle Agenzie, Alba e Lucia che riescono a intuire molto, le Moire della trasmissione televisiva (Cloto, Lachesi, Atropo).
Innumerevoli morti, su commissione e in guerra, pure accidentali.
Segnalo ottimi vini: Chianti e Aglianico in Italia, Crémant e Chinon in Francia.
All’obitorio per disperazione Alba si mette a ballare con Donna Summer, le viene vietato. Per commentare musicalmente alcune scene, la redazione mette un pezzo anni Sessanta con il testo più idiota probabilmente mai concepito, Surfin’ Bird dei Trashmen, omaggio a Kubrick.
Il libro
Francesco Recami
I killer non mangiano la pizza ai funghi
Sellerio, 2026
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