Le letture express che proponiamo, ci portano in un viaggio tra generi e stili diversi: dalla profondità filosofica di Giacomo Leopardi agli aforismi del commissario Montalbano, dalla poesia dialettale di Ignazio Buttitta ai thriller noir contemporanei ambientati tra Trieste e Roma.
Una selezione che spazia dalla saggistica letteraria alla narrativa di genere, dalla grande tradizione poetica siciliana ai misteri costruiti intorno all’arte e all’esoterismo. Cinque titoli che offrono prospettive diverse sul panorama editoriale italiano, unendo rigore culturale e piacere di lettura.
Letture express: scopri i nostri consigli
Le recensioni che seguono sono state curate da Valerio Calzolaio, che ci accompagna attraverso questi cinque percorsi di lettura con il suo sguardo attento e appassionato.
Giacomo Leopardi
Italia. 1832 – 1837, pure prima e dopo. Leopardi trascorse a Napoli gli ultimi intensi cinque anni dell’esistenza. Non furono certo i peggiori, sul piano letterario o sociale o enogastronomico.
Nell’interessante numero speciale di fine 2025 dedicato a Giacomo Leopardi dall’ottima rivista curata dal poliedrico Gianfranco Nappicon contributi vari, studiosi ed esperti(alcuni anche recanatesi e napoletani, da cui il sottotitolo)di molteplici competenze, troverete documentazione e saggi contemporanei che offrono spunti su vari aspetti culturali e biografici.
S’inizia con una lunga intervista a Pietro Ingrao effettuata proprio a Recanati il 12 giugno 1998, sul poeta filosofo scienziato, ripubblicata e, incredibilmente, ancora fertile e “moderna” (per esempio: “sento in Binni un po’ sottovalutate le Operette morali, che invece hanno delle pagine splendide, incantevoli”). Ghidetti scrive del “moralista e politico”, Martone del “drammaturgo segreto”, Tubelli dei piatti preferiti.
Pietro Ingrao, Piero Bevilacqua, Gianfranco Borrelli, Francesco Paolo Botti, Valerio Calzolaio, Mario Carassai, Iaia De Marco, Marco Ferri, Enrico Ghidetti, Mimmo Grasso, Cesare Luporini, Mario Martone, Gianfranco Nappi, Claudia Siano, Paolo Speranza, Antonio Tubelli, Rossana Valenti, Gianni Zagato
Giacomo Leopardi. Sguardi contemporanei tra Recanati e Napoli
Infinitimondi, Dicembre 2025
(supplemento speciale del bimestrale di pensieri di libertà, anno 9 numero 42)
La filosofia di Montalbano
Vigàta, decenni scorsi. Nel 2012 l’immenso Andrea Camilleri (1925-2019) ha pubblicato già 18 dei romanzi con protagonista Salvo Montalbano e fin dal 1999 milioni di italiani lo hanno scoperto anche grazie a Luca Zingaretti (calvo e senza baffi l’attore, però). In quell’anno matura l’idea di definire meglio i contorni del personaggio e approva il progetto di una raccolta di brevi brani solo sulla personalità di Salvo, rinviandone la realizzazione.
Ora La filosofia di Montalbano (quella che emerge dalla fiction letterale, non dalla ricostruzione culturale successiva) raccoglie dialoghi, frasi, battute dei romanzi, documentati e selezionati dal presidente del Camilleri Fan Club, in 28 voci: abitudini, amicizia, amore, burocrazia, carabinieri, carattere, comunicazione, donne, eros, età, filosofia, genitori, giustizia, lessico, letture, lingua, mafia, mare, matrimonio, morte, passioni e idiosincrasie, pensieri, politica, religione, sbirritudine, tavola, tecnologia, ulivo saraceno.
Andrea Camilleri
La filosofia di Montalbano
a cura di Filippo Lupo
con una nota finale di Gianfranco Marrone
Sellerio, 2025
Io faccio il poeta
Bagheria, Sicilia, mondo. Ilgrande poeta Ignazio Buttitta (Bagheria, 1899-1997) combatté durante la Prima guerra mondiale, poi nel 1923 esordì con una raccolta di versi in siciliano, preferì il silenzio durante il regime fascista, ricominciò a pubblicare dopo la Seconda guerra mondiale e con Io faccio il poeta vinse il Premio Viareggio.
Narrava le cose che gli capitavano, con metafore, immagini, ritmo corale (indimenticabile ascoltarlo prima ancora che leggerlo), nei “lazzaretti degli scarti”, “dalla parte del popolo” e degli ultimi in particolare: contadini poveri, lavoratori a giornata, zolfatari, emigranti.
Nella bellissima raccolta troviamo una quarantina di poesie o canzoni, a sinistra l’autotraduzione in italiano, a destra il testo dialettale, l’autore già consapevole che “la chitarra del dialetto perde uno strumento al giorno”. Sciascia sottolinea il carattere incidentale della scrittura di Buttitta: “la poesia va detta e non costretta su una pagina, sigillata in un libro”.
Ignazio Buttitta
Io faccio il poeta
con la nota iniziale originale di Leonardo Sciascia (1972)
in appendice alcuni scritti critici sul poeta (degli anni Cinquanta e Sessanta)
Sellerio, 2025
Gli omicidi dei tarocchi
Trieste. Settembre 2025. Maia Bellini cerca lavoro. Ha passato i quaranta, di formazione artistica (liceo e Accademia), creativa e appassionata di esoterismo, già impiegata come decoratrice di ceramiche, risponditrice in un call center, commessa di abbigliamento, non sposata e senza attività “fissa”. Durante il colloquio per un’azienda riceve messaggi dalla sorella Emma, li ignora ma se la trova sotto casa: non hanno un buon rapporto, la minore fa la commissaria di polizia, pragmatica e razionale. Vi sono stati omicidi e le vittime “conservano” una carta dei tarocchi, Temperanza, Ruota della Fortuna, ora Stella. Il mazzo era stato realizzato da Maia, che dice di averlo distrutto.
Nulla risulta facile quando un serial killer sceglie Gli omicidi dei tarocchi. Le due sembrano all’opposto, dovranno necessariamente collaborare, all’inizio loro malgrado.
Ottimo noir di Barbara Baraldi (Mirandola, 1975), finalista allo Scerbanenco 2025. In esergo Jodorowsky, The Cure suonano Disintegration.
Barbara Baraldi
Gli omicidi dei tarocchi
Giunti, 2025
La stanza delle ombre
Roma. Settembre 2025. Sul Tevere, sotto la mole del Gazometro e della basilica di San Paolo, viene ritrovato un cadavere di donna con bocca socchiusa e una (splendida) colorata messa in scena, come in un dipinto. L’esperto commissario Zuliani arriva con la sanguigna ispettrice Tiberi e capisce che deve convocare un esperto; il giovane amico Nemo Speranti, docente dell’Accademia, arriva suo malgrado e riconosce l’Ophelia di Millais; così come due settimane prima aveva visto Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi sulla scena di Palazzo Barberini con il cadavere del direttore. A Miriam il tipo non piace e alcuni indizi indicano addirittura lui come possibile colpevole. Fra l’altro, il quadro appena rubato non è autentico, bensì opera del più grande falsario del Novecento, Rufo Speranza, morto suicida pochi anni prima e padre di Nemo.
Delitti artistici nel bel noir sul concetto di vero dell’ottimo Mirko Zilahy (Roma, 1974). La stanza delle ombre è stato finalista allo Scerbanenco 2025.
Mirko Zilahy
La stanza delle ombre
Mondadori, 2025
Letture express: tra tradizione e contemporaneità
Queste cinque letture dimostrano come il panorama editoriale italiano sappia ancora sorprendere, mescolando i grandi classici della nostra tradizione culturale con le voci più fresche del noir contemporaneo. Da Leopardi a Buttitta scopriamo quanto la riflessione sul nostro passato letterario resti vitale e necessaria, mentre i thriller di Baraldi e Zilahy ci ricordano che il genere poliziesco italiano sa rinnovarsi attraverso ambientazioni suggestive e personaggi complessi. E in mezzo, il commissario Montalbano continua a regalare pillole di saggezza quotidiana che vanno ben oltre la semplice detective story. Una selezione che invita a non fermarsi mai a un solo genere, ma a esplorare la ricchezza della letteratura in tutte le sue forme.
Foto | Depositphotos
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