Ritratto di Alfred de Musset

Alfred de Musset e George Sand: un amore immortale

Alfred de Musset morì nel maggio del 1857, anno in cui videro la luce due pietre miliari della letteratura francese come Madame Bovary di Gustave Flaubert e I fiori del male di Charles Baudelaire.

La vita breve ma intensa di Alfred de Musset

A soli 46 anni, lo scrittore de Le confessioni di un figlio del secolo, la sua opera oggi più celebre, concludeva la propria parabola di uomo e artista sotto un sole nero e capriccioso. Un astro volubile che aveva nel corso del tempo illuminato e adombrato, acceso e oscurato un’indole caparbiamente romantica, destinata a sfibrarsi in amori fatali. In ossessioni febbricitanti. In parossismi da teleromanzo.

George Sand e Alfred de Musset: una relazione leggendaria

La sua tempestosa relazione con George Sand, altro grande nome delle lettere d’oltralpe, non poteva, dunque, non trasformarsi in leggenda. In mito da plasmare, ritagliare su misura, adattandolo a un pubblico avido di sensazioni e dettagli sempre più pruriginosi e affocati.

Un amore, il loro, nato a Parigi, ma condannato a ricevere il colpo di grazia a molti chilometri di distanza, in una Venezia umbratile e guardinga, dove la scrittrice, non meno vulcanica dell’amante, cadrà tra le braccia di un affascinante medico italiano, convocato per curare urgentemente lo scrittore, da alcuni giorni ormai in preda alla febbre.

Le confessioni di un figlio del secolo: un’opera generazionale

Una passione quella tra de Musset e George Sand, debordante, chiamata però ben presto a dipanarsi tra sospetti e tradimenti, fughe e ritorni. Una vicenda complessa, dal forte chiaroscuro, che rivive in tutta la sua cupa magnificenza nelle pagine de Le confessioni di un figlio del secolo, l’indiscusso capolavoro di Alfred de Musset. Un’opera che non è solo, badate bene, la storia di un amore impetuoso e tormentato ma anche l’affresco, il grido lancinante di un’intera generazione dolorosamente in bilico sul nulla.

Un’epoca in bilico: il grido di una generazione perduta

Le parole dell’autore nelle primissime pagine del romanzo non sembrano del resto lasciarci a questo proposito alcun dubbio: “Allora si sedette su un mondo in rovina una gioventù pensierosa”. Un inizio che, in verità, ci appare già come una sconsolatissima chiusa.

Foto | Deplanque, Jules (Arras, en 1819), photographe, CC0, da Wikimedia Commons

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Giorgio Podestà

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