Delitti e cannoli. Racconti ai sapori di Sicilia, a cura di Roberto Mistretta, Fratelli Frilli 2026

Delitti e cannoli al nero di inchiostro: il dietro le quinte di un’antologia noir tra scrittura e arti visive

Cosa significa illustrare un’antologia di gialli, thriller e noir? Significa, fondamentalmente, accettare di infilarsi in un cul-de-sac insieme a una banda di scrittori sui generis.

Delitti e cannoli (Fratelli Frilli Editori) non è una semplice raccolta di racconti; è una storia condivisa, un viaggio a tappe nel cuore della Sicilia. A coordinare l’improbabile compagine troviamo Roberto Mistretta, che più che un curatore definirei un vero e proprio regista. Giornalista, biografo, romanziere e firma del giallo investigativo, Mistretta ha scommesso su un gruppo di autori eccellenti per raccontare i mille volti dell’isola: dalle luci accecanti alle ombre più fitte, tra miti greci, dominazioni normanne e sfumature arabe.

La scommessa? Mettere insieme non solo firme siciliane (che coprono l’isola dalle Madonie fino a Pozzallo), ma anche penne note provenienti da altre regioni. Il risultato è un viaggio nel tempo che spazia dal V secolo a.C. di Himera fino ai giorni infuocati del Risorgimento terminese, passando per i ricordi ragusani degli anni ’60 e una Palermo anni ’70 raccontata con una tagliente ironia.

Disegnare la Sicilia: l’estetica dietro l’antologia Delitti e cannoli

In questo progetto sono coinvolta sia come autrice (con il racconto L’omertà della penna e lo psicopompo) sia come illustratrice. Ogni storia ha infatti una sua copertina dedicata che deve interpretare e anticipare la trama. Ora, lavoro nel campo dell’illustrazione, della grafica e della critica d’arte da mezzo secolo. Non sono esattamente una neofita. Eppure… eppure questa antologia mi ha fatto sudare le proverbiali sette camicie. Quando hai di fronte autori così diversi, una sintesi formale rischia di essere penalizzante. Non dovevo disegnare un semplice “fatto”, ma catturare un modo di essere, un’atmosfera, uno stato d’animo che colpisse il lettore al primo sguardo.

Il lavoro di un illustratore inizia molto prima di impugnare la matita. Inizia con quella dolorosa, immensa e apparentemente infinita fase che si chiama documentazione. Costumi, luoghi, usanze, persino piatti tipici e inflessioni dialettali: tutto deve essere filologicamente coerente. Illustrare significa indossare la storia, farla propria anche quando a scriverla sono altri. Per me questa ricerca è stata un colpo di fulmine. Sono siciliana per scelta e per amore profondo; non sono nata qui, ma ho scelto di vivere a Pozzallo da qualche anno, trovando in Sicilia la mia casa di elezione, quella del cuore e della mente. Ho ancora tanto da conoscere e studiare.

Illustrare questa antologia mi ha permesso di viaggiare insieme agli autori. Ho scoperto dettagli storici e perle architettoniche che ignoravo: l’Albero del Paradiso (nel racconto di Simona Godano), la splendida palazzina Coppedè a Messina (nel testo di Eliana Camaioni), o i vicoli medievali rimasti intatti di Petralia Sottana.

Tra scrittori teutonici e nebulosi: i segreti del dietro le quinte

A questo punto, la visione poetica di questo “viaggio di carta” potrebbe far pensare a un percorso idilliaco, guidato solo dal sacro fuoco dell’ispirazione. Illusi! Se è vero che mi sono innamorata del progetto, la parte più complessa (e a tratti esilarante) è stata estorcere informazioni agli autori. Il genere umano degli scrittori si divide infatti in due categorie:

  • I teutonici: precisi, svizzeri, capaci di fornirti una scaletta dettagliata o una sinossi blindata su cui lavorare;
  • I nebulosi: quelli che alla richiesta di dettagli rispondevano: “Eh, ci sto pensando, ma più o meno è così…” (Così come?), oppure “Parla di uno che si ricorda una cosa in una casa di campagna” (Una cosa?).

Li ho braccati uno a uno, manco fossi il maresciallo Bonanno di Mistretta. Ho dovuto estorcere dettagli utili al disegno, informazioni sui luoghi, sullo schema narrativo. D’altronde, i dialoghi tra giallisti sono sempre un tantino surreali. Non è raro ricevere un messaggio in affanno: “Senti, ho cambiato idea su come uccidere la vittima… Hai già fatto il disegno?” Solo un’autrice (ma non dirò il nome nemmeno sotto tortura) alle mie domande si è stranita, quasi avesse paura di svelare la trama. Mi dava informazioni con molta reticenza, manco fossero segreti della CIA.

L’apprensione era tanta, anche perché avevo avuto, da Roberto Mistretta, la consegna del “segreto istruttorio”: nessuno avrebbe visto le tavole prima della pubblicazione. Ho obbedito, ma sentendo tutto il tempo il peso della responsabilità di interpretare il talento degli autori, non sempre abituati a un linguaggio visivo. Non sono i soli a pensare che un’illustrazione si limiti a impugnare una penna o una matita, ignorando che la fase progettuale è la più complessa.

Il valore del giallo sociale in Delitti e cannoli

Alla fine ne siamo usciti vivi. È stato un percorso parallelo: uno fatto di inchiostro e matite, l’altro fatto di nuove, splendide amicizie. L’Arte, in ogni sua forma, unisce e crea legami, diventando linguaggio condiviso e comunicazione costruttiva. Per me è stato un onore illustrare questo volume in cui ogni storia non è fine a se stessa. Il genere giallo, in tutte le sue variabili, può rappresentare la lucida cronaca del tempo e parlare di temi importanti e delicati. Questa antologia riprende e rilancia la traccia del giallo sociale nato in Svezia con Maj Sjöwall e Per Wahlöö. Ogni autore ha raccontato sentimenti, disagi, storie personali che diventano collettive attraverso personaggi tremendamente reali. Più che storie, mi sono ritrovata a illustrare concetti, rivendicazioni e denunce.

Delitti e cannoli ha permesso l’incontro di due generi espressivi che parlano alla società e la interpretano, invitando il lettore a lasciarsi trasportare nella splendida Sicilia, dalle Eolie a Pozzallo, passando per Messina e Termini Imerese, per stupirsi dell’aria che tira in montagna e della storia che ancora oggi determina questa misteriosa terra.

Un viaggio condiviso con i miei compagni di viaggio che non posso non nominare. Alla regia: Roberto Mistretta. In ordine di apparizione: Giusi Arimatea, Christian Bartolomeo, Maddalena Eleonora Battaglia, Wladimiro Borchi, Eliana Camaioni, Roberta Castelli, Claudia M. Cocuzza, Giorgio Lupo, Marzia Coluccelli, Daniele Fontani, Antonino Genovese, Simona Godano, Emilio Limone, Fiammetta Murino Rossi, Michele Rondelli, Marco Scarlatti, Daniele Scrofani Cancellieri, Gianluca Tantillo, Roberto Tedesco… e naturalmente io.

Il libro

Delitti e cannoli. Racconti ai sapori di Sicilia
a cura di Roberto Mistretta
Fratelli Frilli 2026

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Stefania Maggiulli Alfieri

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