Firenze. Febbraio 2022.
Valeria Parri, 35enne pubblico ministero a Firenze, si trova nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale di Massa. Sta programmando l’indispensabile futuro intervento per David, il figlio di appena due mesi con cardiopatia congenita evidenziata dall’ecografia al sesto mese di gravidanza, poi avvenuta lì con parto cesareo monitorato costantemente.
La chiama l’amica Giulia Gori, giornalista d’inchiesta al quotidiano La Notizia e le spiega che non ha avvisato il marito Mario, ingegnere e professore universitario, che l’aveva tradita con una dottoranda e non aveva scelta. Lasciato quindi dopo quasi dodici anni di relazione a altri due figli, Emma (8) e Saul (5).
Poi scambia due parole con una paziente che l’ha riconosciuta (grazie ai due casi di omicidio affrontati con molti risvolti pubblici), capisce che è stata menata dal marito noto commercialista e le lascia il numero di cellulare.
A Firenze gira voce
In tribunale si sta svolgendo il processo per bancarotta fraudolenta della società di software Safe Word, se ne occupa proprio Valeria. Dopo la sentenza e le dure condanne, le due prendono un caffè alla macchinetta, insieme all’altra amica coetanea poliziotta Erika Martini, capelli ricci rossi, fisico magro ed energico. Sta per raggiungerle pure la brillante commercialista Monica Giusti, curve generose, occhi scuri e diretti, frequenti tumultuose relazioni, visto che il compagno di università Carlo Sforza è riuscito a presentarle il bel giudice Federico Ristori, delegato ai fallimenti, in vista di un incarico. D’improvviso, rumore di spari.
L’amministratore delegato della Safe Word Ernesto Salimbeni è andato via di testa. Ha ferito tre persone e si è barricato nella stanza proprio del giudice Ristori. Sostiene che è stato danneggiato da un complotto, Erika riesce a neutralizzarlo. Ma circolavano voci su un comitato d’affari nelle bancarotte fraudolente. Qualcuno viene ucciso.
Le quattro donne dovranno indagare guardandosi a vicenda le spalle da segreti e pericoli, inganni e abusi.
L’indagine sui lungarni di Christine von Borries
La brava scrittrice Christine von Borries, spagnola di nascita (Barcellona, 1965), madre italiana e padre tedesco, dopo la laurea in Giurisprudenza ha vinto il concorso in magistratura, lavorando poi come pubblico ministero ad Alba, Prato, Palermo e, da oltre venti anni (2005), Firenze.
Il primo interessante romanzo risale a circa un quarto di secolo fa. Continua ora la bella recente serie dedicata alle quattro leali amiche, giunta al terzo romanzo.
Stile e struttura del noir A Firenze gira voce
La narrazione è in terza varia, quasi sempre su loro, da sole o insieme (qualcuna o tutte), sempre variamente in contatto. Il punto di vista di donne intelligenti sulle cose e sugli uomini, tutte madri ora abbastanza single, con vite sentimentali complicate e professioni assorbenti.
Ritmo e tensione funzionano, raramente con qualche refuso. Emerge il volto ambivalente dell’amministrazione della giustizia, addolcito da donne acute e determinate, accanto alle dinamiche di una pervasiva corruzione.
Il titolo – A Firenze gira voce – richiama le pur vaghe voci che da qualche mese circolavano fuori e dentro il tribunale, tra amici e conoscenti, tra commercialisti e avvocati, sui tenori di vita di affascinanti maschi influenti e di fatali donne interessate.
Il sottotitolo – Un’indagine sui lungarni – conferma che siamo a Firenze, cittadina affettuosamente e spietatamente descritta nei quartieri e nei locali, soprattutto nei tanti vizi e nelle rare virtù dei ricchi. Puntate all’isola d’Elba. Segnalo il cuoco Darwin.
Vini, aperitivi, spumanti, liquori abbondano. Le canzoni che emergono sono quelle che ascoltano i bambini e le bambine, in una vita di badanti accurate oppure di mamme costrette spesso all’assenza (e sempre in pensiero).
Il libro
Christine von Borries
A Firenze gira voce. Un’indagine sui lungarni
Piemme, 2025
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