Roma. Febbraio 1974-maggio 1978.
Una storia sbagliata
Uno degli addetti alle pulizie rinviene il corpo di una ragazza morta. Arrivano subito l’ambulanza e la volante del vicino commissariato Esposizione.
Né ferite, né sangue in evidenza, solo una siringa nel braccio. Il medico legale dice che è morta da poche ore, forse un arresto cardiaco, probabilmente morfina.
Il sostituto procuratore della Repubblica Gianfelice Agnello, talora scontroso e intrattabile, due figli adolescenti e il matrimonio con Lorella che si trascina stancamente, viene coinvolto la mattina dopo.
Si tratta della bella 22enne Lucia Barrafranca, di nobile famiglia catanese, studentessa a Filosofia.
Agnello è incerto sull’autopsia, sente la Narcotici, ma il commissario capo Ortenzi è poco collaborativo.
La vittima e i suoi contatti
Fra le cose sequestrate scopre che la ragazza aveva addosso un biglietto con nome e numero di telefono del vicecommissario della squadra Mobile Paco Durante – alto trentenne, capelli lunghi e occhi neri, uno bravo e intelligente col sorriso da canaglia, figlio di un insigne penalista e criminologo, da cui ha ereditato una grande austera casa.
Agnello lo convoca alla questura centrale di via Genova. Sì, la conosceva. Erano stati insieme per un anno finché lei all’improvviso lo aveva piantato dichiarando che non voleva stare con uno sbirro. Una settimana prima si erano per caso rivisti a un concerto jazz, lei era felice dopo aver trovato la persona giusta (studente a Medicina). Avevano scherzato, le aveva scritto il nuovo recapito telefonico, finito lì.
Paco è abbastanza sconvolto, si dà malato, indossa la tuta elastica e fa un lungo giro con la sua Ducati 750 SuperSport verde e argento, torna a tarda sera e trova Agnello davanti al portone: Lucia è morta per overdose di eroina, la nuova droga che sta invadendo l’Occidente e ormai anche l’Italia (evitano di vendere il fumo e la propongono a prezzi stracciati).
Il magistrato ha disposto l’autopsia e aperto un fascicolo a carico di ignoti; vuole indagare su spacciatori e mandanti, incarica direttamente Durante. Dovranno insieme immergersi nei misteri italiani, economici criminali politici, di cinquanta anni fa (e non solo).
Il giallo di Giancarlo De Cataldo
Il brillante ex magistrato e grande scrittore Giancarlo De Cataldo (Taranto, 1956) abbandona provvisoriamente la serie di gialli con il bel signorile melomane Manrico Spinori (dopo sei avventure ambientate nel 2018-2019) e torna agli anni Settanta (quelli anche di Romanzo criminale).
Stile e struttura di Una storia sbagliata
Si comincia tristemente con la morta, ma non è un’indagine classicamente “gialla”.
A infuriare sono altri “morbi”, storie brutte oltre a quella sbagliata (da cui il titolo): il narcotraffico e la criminalità organizzata, servizi segreti vari e agenti con accenti internazionali (come Jay Dark e Blue Moon) in combutta con potenti della finanza e delle istituzioni, retrogusti di mafia e di Cia, di geopolitica e di terrorismo. Tenendo sempre al centro i paralleli percorsi esistenziali di Durante e di Agnello, due perbene abbastanza e sempre più affiatati, la scansione dei capitoli fissa tre momenti cruciali: il travolgente “spaccio” dei primi mesi del 1974, il marzo del 1976 a pochi mesi dalle elezioni politiche dell’avanzata comunista, la connessa drammatica vicenda del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro.
L’agile magistrale narrazione è in terza al passato sui due, perlopiù negli ambienti della Capitale, con puntate nelle carceri, nelle ville e a Londra.
A un certo bell’ambivalente punto, Paco e Sara s’innamorano: lei è laureata in Medicina, specializzanda in Psichiatria (va pure spesso a Trieste per incontrare Franco Basaglia), militante. Lo introduce nel salotto di sinistra a casa Trebbi, gente del cinema, giornalisti, compagni di un po’ tutti i gruppi e anche del Partito. Capitò di frequentarli, con circospezione. E pure Jay Dark era lì, oltre ad aver frequentato anni prima la casa del professore inglese Laing (un altro di “quei pazzi che sostengono che non esistono i pazzi”, in parte non con tutti i torti).
Varcando controlli di sicurezza, Paco canticchia You Are My First, My Last, My Everything, non a caso.
Sauvignon ghiacciato con fave e pecorino.
Il libro
Giancarlo De Cataldo
Una storia sbagliata
Einaudi, 2025
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