Lipari ed Eolie, prevalentemente. 17-28 agosto.
Durante la notte di domenica 17 a poppa l’esperto ragazzo maggiorenne isolano regola la velocità del motore fuoribordo e supera l’ultima caletta. Appaiono maestosi i Faraglioni di Lipari sotto la luna argentea. Sentinelle mute: due scogli di formazione vulcanica, uno alto e imponente, l’altro tozzo e squadrato.
La ragazza è stesa a prua accanto al secchiello pieno di ghiaccio con una bottiglia di vino bianco. Una sedicenne in vacanza con le amiche di liceo che ha deciso di scopare quella sera per la prima volta, finalmente.
Buttata l’ancora si baciano, lei protende il braccio oltre il bordo della barca, sente qualcosa di molliccio. Ben presto urla: è un cadavere!
Giallo Lipari
Eppure da quelle parti non accade mai nulla di giallo o noir, dice il sessantenne commissario Rino Laganà all’appena arrivato ispettore 33enne Giorgio Garbo, ‘U milanesi, che amerebbe metropoli e palazzi, montagna e sci, ma è stato inviato lì dove hanno deciso di aprire un apposito commissariato di polizia.
Quel lunedì, trascorsa una settimana esatta dalla nomina, si è imbarcato a Linate, è atterrato a Palermo, ha raggiunto Milazzo in pullman e, tramite un vecchio aliscafo, è sbarcato insieme a una gran massa di turisti. Lui in giacca e completo di lino, occhi cerulei tendenti all’azzurro e sguardo triste.
Il personale inquirente è ridotto ai minimi termini, con loro la viceispettrice messinese 36enne Milena Russo, un metro e settanta in divisa, snella e nervosa (rimasta male per la mancata promozione e dovrà pure fare gli onori di casa), due agenti scelti e un cambio di guardia.
Allertano il tribunale e la Polizia Scientifica del capoluogo provinciale. In tre si recano sul posto: corpo ritrovato su una spiaggia a cinque chilometri, venti minuti a bordo della volante a sirene spiegate, meglio la motovedetta (anche per chi soffre di mal di mare, ma non può dirlo).
Non si capisce subito che è un omicidio, ben presto emergono altri fattacci: traffico di fentanyl, prostituzione, stupri. Wow!
I noir di Francesco Musolino
Il giornalista culturale e scrittore Francesco Musolino (Messina, 1981) prosegue la recente bella carriera di romanziere.
Questa volta inizia una serie (da cui anche il primo titolo), il nordico milanese golden boy della polizia, forzatamente trasferito al caldo del sud insulare.
L’ispettore Giorgio Garbo
Il protagonista non era mai stato in Sicilia, prende nemmeno duemila euro al mese, veste comunque elegante, appunta tutto (nomi e luoghi) sulla Moleskine, tifa Milan, fuma di continuo i sigari (Toscanello), cura un fisico asciutto, è biondo con i capelli pettinati all’indietro, ha i baffetti e da un anno una cicatrice sulla coscia destra (lo fa leggermente zoppicare quando s’affatica). Ha lasciato la Guzzi V7 classic in Lombardia.
S’ubriaca spesso da solo con la vodka liscia. Soffre per una recente brutta storia familiare ormai alle spalle dopo un’infanzia abbastanza felice e benestante (poi padre interista ludopatico ricoverato, madre in giro, fratello tossicodipendente).
I personaggi femminili
Le prime sere gestisce alloggi di fortuna, poi una stanza in pensione, tirato via dalle continue emergenze e dalle varie interlocutrici femminili: la vice; la 25enne Fatimah Boufal, incarnato scuro, capelli neri, occhi all’orientale, molto bella (quasi androgina, gender fluid), nata lì e di nazionalità italiana (padre e madre originari del Marocco), che fa l’influencer e sta subendo cyberstalking; la tenente di vascello della Guardia Costiera, Nina Vitale-Berg, comandante della locale capitaneria, nubile e lesbica (come racconta brevemente in corsivo); la dottoressa Nicoletta, psicologa del Niguarda, che lo ha seguito quasi dal momento dell’implosione familiare e che ora sente via schermo a distanza; la brava giornalista Rossana Cincotta, che lo tallona per le notizie, pur con acume e rispetto.
Lo stile di Giallo Lipari
La narrazione è in terza varia al passato, prevalentemente su Garbo. Trenta capitoli con una breve frase in esergo per ciascuno.
Due schizzi iniziali di mappe delineano l’arcipelago e l’isola più grande (isola carcere, come noto, luogo di confine durante il regime fascista).
Vari vini all’occorrenza, bollicine, Nero d’Avola, malvasia, lambrusco. Giorgio ama molto Jannacci.
Il libro
Francesco Musolino
Giallo Lipari
Edizioni e/o, 2025
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