Libri che hanno cambiato leggi: il potere della letteratura che abbatte barriere

Libri che hanno cambiato leggi: quando la letteratura trasforma la società

È molto bello il tema che affrontiamo oggi, soprattutto per noi che amiamo la lettura, perché dimostra la forza della letteratura che sapientemente incanalata può cambiare il mondo! Parliamo, infatti, di libri che hanno cambiato leggi prima nei loro Paesi, ma che poi sono riusciti a fare talmente pressione sull’opinione pubblica e le loro idee si sono talmente diffuse con il passaparola, da aver cambiato addirittura il modo di pensare. Insomma: sono libri che nel loro piccolo – non troppo piccolo – hanno fatto bene all’umanità, e sono più di quanti immaginiamo.

La capanna dello zio Tom e l’abolizionismo

Questo romanzo della scrittrice Harriet Beecher Stowe ha visto la luce nel 1852. Allora negli Usa era ancora in vigore lo schiavismo e ben due anni dopo la promulgazione della legge sugli schiavi fuggitivi secondo cui questi, se trovati in Paesi liberi, dovevano essere arrestati e riconsegnati ai proprietari nei Paesi d’origine. Per fortuna questo libro, il cui protagonista è un afroamericano profondamente abolizionista, è arrivato a influenzare gli atteggiamenti degli americani e ad acuire il conflitto che sfociò, poi, nella guerra civile.

Si tratta di uno dei romanzi più venduti del XIX secolo – 300mila copie solo nel primo anno d’uscita – tanto che il presidente Lincoln, incontrando l’autrice la salutò come “la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra”.

Il secondo sesso e il femminismo

Facciamo un salto nello spazio e nel tempo e arriviamo nella Francia del 1949, quando Simone de Beauvoir dà alle stampe questa immensa opera che diventerà la Bibbia del movimento femminista.

Più di un romanzo, più di un trattato, il libro è diviso in due parti: fatti e miti e l’esperienza vissuta. Si comincia analizzando la donna dal punto di vista biologico e psicanalitico, in particolare assumendo il punto di vista dell’uomo che la relega in una posizione di eterna subordinazione. Si affronano, poi, i ruoli che la tradizione vuole la donna ricopra nella società: sposa, figlia, madre, moglie, prostituta, narcisista, mistica, innamorata. vengono interrogati in merito i più influenti studiosi contemporanei, per arrivare alla conclusione che la donna deve essere integrata nella società con gli stessi diritti dell’uomo, affinché la società funzioni davvero. Niente di più vero e banale, direte voi, eppure la lotta al patriarcato è ancora attuale…

Primavera silenziosa e l’ecologia

Rachel Carson scrive questo volume nel 1962 e gli dà questo titolo poetico che in realtà racchiude il dramma: la primavera è ormai più silenziosa perché ci sono meno animali. Il libro, infatti, è una sorta di manifesto ambientalista ante litteram, in cui si citano ricerche e forniscono dati scientifici sui danni irreversibili che arrecano all’uomo e al pianeta il ddt e in generale i fitofarmaci.

Anche qui, con l’autorevole parere di studiosi, si spiega come l’inquinamento si propaghi nei corsi d’acqua danneggiando l’ecosistema e anche nell’ambiente, con pericoli per la fauna, la flora e le catene alimentari. L’autrice, inoltre, mette in evidenza come l’uso sconsiderato di pesticidi chimici non sia una necessità, ma da far risalire solo a maggiori guadagni economici.

Quest’opera ha innescato la messa al bando del ddt negli States nel 1970, ispirato la nascita dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e addirittura la celebrazione della prima Giornata della Terra, sempre nel 1970.

Foto | DepositPhotos

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Roberta Barbi

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