Donna in libreria che sceglie un libro - come capire se un libro mi piacerà

Come capire se un libro mi piacerà: consigli pratici e filosofici per scegliere bene

L’eterno dilemma che colpisce tutti, anche i lettori più accaniti come noi, davanti a una novità o a un titolo sconosciuto, è: questo libro mi piacerà? E come faccio a capirlo al primo sguardo sullo scaffale della libreria o, ancora peggio, dallo schermo di un computer quando acquisto on line, senza prendere una fregatura?

La certezza matematica non esiste. Tuttavia oggi siamo qui proprio per darvi qualche consiglio su come capire se un libro ci piacerà o meno al primo o secondo sguardo, senza dimenticare che in questo campo la vera e propria fregatura non esiste. Siamo tutti diversi con gusti diversi, quindi ogni libro potrà comunque essere regalato, riciclato o inserito in un circuito di bookcrossing per dargli nuova vita!

Considerazioni generali per capire se un libro mi piacerà

Gli antichi greci ammonivano: “Gnozi sauton”, traslitterazione becera del motto “conosci te stesso” scolpito sul tempio dedicato ad Apollo a Delfi, che vale un po’ per tutto nella vita, compresa la scelta delle proprie letture.

Oltre a conoscere i propri gusti nel profondo e a fidarsi di questi senza vergognarsi se non sono sempre in linea con la moda o certe istanze radical-chic, è importante fidarsi dei consigli giusti, che arrivino da un recensore collaudato, un libraio di fiducia o un conoscente affine.

Detto questo, si può osare esplorando generi meno noti che magari possono nascondere piacevoli sorprese e utilizzare, appunto, la stampa specializzata e – speriamo – neutrale per essere sicuri almeno di aver comprato un libro, almeno, di qualità. Sì perché nell’orizzonte editoriale odierno in cui tutti o quasi scrivono – ma non si capisce per chi visto che sempre meno persone leggono – dobbiamo interrogarci a mio avviso anche sul perché leggiamo e su cosa vogliamo ottenere dal tempo che impieghiamo immersi tra le pagine di un libro.

Ognuno troverà in sé la risposta. Queste sono le mie. Certamente immedesimazione: un libro deve parlare alla mia vita, ai miei valori o almeno al mio stato d’animo di quel momento; deve sapermi suscitare un’emozione, una riflessione, essere capace se non addirittura di farmi cambiare prospettiva, perlomeno di mettermi in discussione e farmi crescere come nella narrazione dovrebbero crescere ed evolvere i suoi personaggi.

Consigli tecnici

E veniamo, ora, a qualche suggerimento utile quando siete lì davanti al famoso scaffale della libreria. Dopo aver letto la classica quarta di copertina per farvi un’idea della trama e dei temi, buttate un occhio all’interno, all’impaginazione, ai margini e alla grandezza del carattere. Soprattutto quando si va avanti negli anni e si inizia ad aver bisogno degli occhiali da vicino, infatti, questi aspetti sono importanti per far sì che la lettura sia una bella esperienza… senza mal di testa.

Fatto ciò, potete cercare i titoli che non avete ancora letto di un autore che conoscete e che vi piace nello stile e nel contenuto: quasi certamente confermerete il vostro gradimento. Fate attenzione anche alla casa editrice. Esclusi quelli grandissimi e generalisti, infatti, gli editori più piccoli in genere operano delle scelte di pubblicazione ben precise – di genere e non – che se già in passato vi sono piaciute è molto probabile che vi piacciano anche in seguito.

Consigli… filosofici

José Saramago diceva che tutti sanno e possono leggere, ma pochi sanno leggere davvero. E scusate se è poco. Il Nobel portoghese per la letteratura con questa affermazione intendeva dire che la lettura è un mezzo per arrivare “dall’altra parte”, che sia la profondità di se stessi, che sia la conoscenza del mondo e del prossimo, che sia quel che sia, è questa “altra parte” a essere il fine, la destinazione, l’obiettivo, non la lettura stessa.

A quel punto c’è anche Pennac che ricorda quanto imparare a leggere bene faccia risparmiare un sacco di tempo, tempo che se impiegato bene secondo i nostri gusti, dilata il tempo per vivere.

Perciò, nella scelta di un libro, fate come questi grandi. Entrate in contatto con voi stessi, ripulendo la mente da ogni tipo di sovrastruttura, non scegliete certi autori solo perché “vanno letti” o perché tutti ne parlano, non abbiate soggezione degli scrittori che studiavate a scuola, ma trattateli esattamente come gli altri, sottoponendoli ai medesimi criteri cui sottoponete le ultime uscite di uno scrittore sconosciuto.

Siate egoisti, ma non tronfi. Non cercate di cambiare il mondo con quello che avete letto, siate già soddisfatti se quello riuscirà a cambiare voi!

Se avrete fatto la scelta giusta, allora vedrete che la lettura innescherà in voi un processo creativo inarrestabile, capace di cambiare opinioni e visioni del mondo, anche tra le più radicate, e vi farà il regalo più bello: quello dell’ironia, l’unico strumento in grado di accettare anche le posizioni opposte alle nostre. Insomma: la lettura creerà accoglienza, oltre che dipendenza!

Come capire se un libro mi piacerà? Lo strano metodo della pagina 69 o 99

Ho lasciato volutamente in fondo questo paragrafo perché facendo le ricerche per questo articolo mi sono imbattuta in un curioso metodo che oltre a voler provare personalmente, ora voglio pure raccontarvi.

Ovviamente quando scegliamo un libro, tutti leggiamo la prima pagina, il cosiddetto incipit, perché lo insegnano in qualunque corso di narrativa e perfino di giornalismo (tra un po’ pure alle elementari) che se non scrivi un attacco accattivante nessuno proseguirà a leggerti. Detto questo, in effetti, proprio perché lo sanno tutti inizierei a diffidare delle prime pagine, un po’ come si fa delle vetrine piene di luce, che poi entri e nel negozio e trovi solo polvere e taglie piccole (il mio incubo).

Il sociologo e massmediologo McLuhan, per evitare ciò, ha teorizzato la lettura della pagina 69 di un libro in lizza per essere acquistato. Se questa supera la prova allora ok. Lo scrittore inglese Madox Ford, invece, indicava la pagina 99.

Metodi curiosi, certamente, ma occorre qualche considerazione: innanzitutto entrambe queste pagine potrebbero coincidere con l’inizio o, peggio, la fine di un capitolo e quindi questo criterio già si svuoterebbe di efficacia, ma potrebbero anche contenere solo dialoghi, invece per scoprire se uno scrittore e il suo stile ci piacciono, sarebbe meglio scegliere un passaggio descrittivo.

Infine, se si tratta di un romanzo non troppo lungo, le pagine suddette potrebbero contenere spoiler consistenti che comprometterebbero definitivamente la lettura, quindi, attenzione e… buona lettura!

Foto | DepositPhotos

Roberta Barbi

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