Tra le tante case editrici come scegliere quella adatta al tuo libro

Come scegliere una casa editrice: cosa sapere prima di proporre un libro

Ed ecco che il vostro libro, dopo tanta fatica e il desiderio di portarlo dritto verso la parola fine, è finalmente terminato. Ora vi trovate davanti a una scelta importante: quale tra le tante case editrici contattare?

Come vi sentite? È una gran soddisfazione avere un progetto e riuscire ad andare fino in fondo, serve costanza, determinazione e tanta passione. Insomma, bisogna crederci ma anche lavorare sodo.

A questo punto, se siete certi di averlo fatto, vi sentite pronti per il passo successivo, ovvero contattate un editore.

Come scegliere tra le case editrici quella a cui proporre il proprio libro

Ma come scegliere una casa editrice? Ecco cosa sapere prima di proporre un libro, tenendo presente che non c’è una regola fissa per farlo al meglio, bensì alcune cose dettate anche dal buon senso. Forse non offriranno garanzie, ma aiuteranno a presentarvi al meglio.

Migliorare il più possibile si può e si deve

Siete certi di aver provveduto a un minuzioso lavoro di revisione e a infinite riletture? Bene, allora a questo punto vi dovete domandare quanto invece siate disposti ad accettare ulteriori modifiche e revisioni da parte di una casa editrice. Sì perché risulta veritiero quel detto napoletano “Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”! Soddisfatti del lavoro compiuto è possibile che non vi rendiate conto di ciò che potrebbe essere migliorato, o ancor peggio di ciò che proprio non funziona o è superfluo al punto tale che potrebbe essere tagliato via. Frasi, passaggi, brani, a volte purtroppo anche interi capitoli.

Insomma, quando vi rivolgete a una casa editrice, se avete la fortuna di risultare una penna interessante, dovete prepararvi anche a questo, senza sottrarvi indignati e incompresi. Perché una casa editrice seria, che vuole il bene del vostro libro, è colei che vi seguirà nel migliorarlo il più possibile.

Come capire se una casa editrice fa al caso tuo

Superato questo scoglio, sorge un nuovo problema: come scegliere una casa editrice? Su che cosa basarvi? Se vi inoltrate nei meandri della rete ne trovate tantissime, e ciò probabilmente non è d’aiuto…

Tuttavia, cominciate con il riflettere su quale sia il genere letterario da voi affrontato. Partendo da questo fate una prima cernita: se avete da proporre un giallo, per esempio, cercate di capire dalle informazioni sulla casa editrice se ha o no una collana dedicata ai gialli, o se comunque ne ha già pubblicati. E se così non fosse, evitate di pensare che il vostro però è talmente originale o intrigante che non potranno fare a meno di cambiare idea: non funzionerà.

Inoltre fate attenzione a chi vi chiede di metter mano al portafogli. Certamente si tratta di una vostra scelta personale non giudicabile, ma usate cautela almeno rispetto alle modalità di questo tipo di proposte, non siate avventati solo perché smaniosi di vedere il nome in copertina. Il vostro libro merità di meglio.

Case editrici serie cercano autori preparati

Un’altra cosa che potrebbe rivelarsi utile è quella di leggere gli articoli su quella determinata casa editrice, le recensioni che la riguardano, ascoltare attentamente le interviste all’editore per provare a capire meglio le motivazioni delle sue scelte editoriali, leggere qualche suo libro di punta, quali tematiche gli stanno a cuore e quali rifiuterebbe per coerenza intellettuale… Insomma, si tratta di una scelta importante perché da questa dipende il futuro del vostro libro. Metterlo in mano a chi non cura la distribuzione, per esempio, o a chi pubblica libri sgrammaticati perché più interessato alla quantità che alla qualità, rende poco seri anche voi come autori!

Invio manoscritti: il rispetto delle indicazioni

Attenzione: ogni casa editrice ha sue modalità di ricezione testi. In genere, le indicazioni da seguire  si trovano nel sito che state visitando alla voce “invio manoscritti”. Se, però, qualcosa non vi fosse chiaro nulla vi vieta di mandare una mail per avere maggiori informazioni. Molto meglio questo educato approccio che il fare di testa vostra. Questo non significa che un editore sia una specie di lupo mannaro con il quale andar sempre cauti! Il fatto è  che non sarete mai gli unici a contattarlo o a voler sottoporre un libro, dunque non far perdere tempo è solo un modo per evitare che anche voi ne perdiate.

Se la casa editrice chiede soltanto una sinossi dell’opera riservandosi di domandarvi l’intero manoscritto successivamente, non inviate tutta l’opera. Qualora la casa editrice riceva testi soltanto in alcuni mesi dell’anno, non inviatene proprio nei mesi restanti. Se nel suo sito è indicato che non ama i romanzi corali, o predilige la saggistica, o ancora non si occupa di poesia, ebbene non ignoratelo. Il vostro biglietto da visita sta anche nell’attenzione a questi dettagli che in realtà dettagli non sono.

Una buona lettera di presentazione

Come scegliere una casa editrice e cosa sapere prima di proporre un libro? Ecco un altro piccolo consiglio: una buona mail che lo accompagna. Non dilungatevi nell’osannare il vostro testo, non arricchite una vostra eventuale biografia con dettagli irrilevanti. Presentatevi con poche ma interessanti informazioni. Spiegate – sempre in poche parole – perché avete scelto proprio lei, non mostratevi come il più grande scrittore mai esistito perché l’enfasi eccessiva è anch’essa un errato biglietto da visita, così come in qualunque colloquio di lavoro. Porteste però aggiungere qualcosa sul messaggio che il vostro libro contiene tra le righe (ve n’è sempre uno), dando al vostro lavoro carattere di unicità.

Le attese: una spina nel fianco?

Non abbiate fretta: ogni casa editrice ha una gran mole di lavoro perché riceve tantissimi testi. Non dimentichiamo che in un paese in cui ancora troppo pochi leggono, quasi tutti scrivono! Quindi preparatevi a tempi non brevissimi (si arriva fino a 6 mesi di attesa) nonché al fatto che qualora il libro o la sinossi non abbiano suscitato interesse, non si riceverà una risposta negativa. E se ci pensate bene, è naturale che sia così ed è spesso indicato nel sito. Come abbiamo detto ma ci teniamo a ripeterlo, un editore riceve tantissimo materiale e per poter fornire una risposta a chiunque scriva per proporre il proprio libro, dovrebbe assumere davvero tanti dipendenti solo per occuparsi di questo.

Stroncature famose da parte di case editrici

A questo punto non sappiamo se nel cercare di spiegarvi come contattare una casa editrice e cosa sapere prima di proporre un libro, vi siamo stati utili o se vi abbiamo spaventato…

Per raddrizzare il tiro su quello che può sembrare un post severo, vogliamo ricordarvi qualcosa che di certo vi consolerà. Tante case editrici, nei secoli, hanno preso cantonate bocciando alcuni manoscritti o autori che poi hanno invece lasciato il segno. Moby Dick di Melville fu giudicato non adatto al mercato dei giovani. Dostoevskij dovette apportare importanti modifiche al suo Delitto e castigo pena la pubblicazione. A Proust venne detto che neppure si capiva ciò che scriveva. Cain con il suo Il postino suona sempre due volte, ebbe tantissimi rifiuti… E poi Moravia, Kafka, Tolkien, Stephen King e potremmo continuare ancora e ancora. E nella speranza di avervi risollevato il morale, vi invitiamo comunque a non dimenticare i nostri preziosi consigli. Scegliere tra le tante case editrici disponibili non è semplice, ma con consapevolezza e preparazione potrete trovare quella giusta per il vostro libro.

Foto | Depositphotos

Susanna Trossero

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