Libri su Gesù

Libri su Gesù: testi fondamentali della letteratura

Gesù Cristo, tra le figure più iconiche e influenti della storia umana, ha affascinato e ispirato scrittori di ogni epoca e pensiero. La sua vita, le sue parole e il suo messaggio hanno dato vita a una vasta gamma di opere letterarie che spaziano dall’enfasi religiosa alla speculazione storica e persino alla critica sociale. I libri su Gesù Cristo sono senza dubbio una lettura da fare per completare la propria formazione, indipendentemente dal proprio credo religioso.

Alcuni libri su Gesù che è necessario leggere

Esploriamo alcuni fondamentali libri su Gesù e sulla sua vita: narrazioni e poemi in cui la figura di Cristo è protagonista o ha grande rilevanza.

Il grande inquisitore, di Fëdor Dostoevskij

Molti hanno immaginato il ritorno di Cristo sulla Terra come un evento di grande maestosità e solennità, con un’ampia presenza di angeli, santi, demoni, salvati e condannati.

Tuttavia, il grande scrittore russo Fëdor Dostoevskij (1821-1881) la pensava diversamente. Nel suo romanzo del 1880 I fratelli Karamazov Dostoevskij incluse un famoso racconto breve in cui immagina Cristo che appare discretamente a Siviglia durante i tempi dell’Inquisizione spagnola. Il grande inquisitore del titolo lo arresta e prima di condannarlo al rogo lo critica aspramente per aver portato il libero arbitrio, ritenendo che non abbia fatto altro che causare miseria all’umanità.

Il Cristo di Velázquez, di Miguel de Unamuno

Nel Museo del Prado c’è forse la più famosa raffigurazione del Cristo crocifisso della pittura occidentale: è quello realizzato da Diego Velázquez intorno al 1632.

Quasi tre secoli dopo, nel 1920, questo dipinto ispirò un lungo poema in quattro parti al grande scrittore e saggista spagnolo Miguel de Unamuno. Attraverso i versi, Unamuno riflette sulla figura di Gesù come simbolo di sofferenza e redenzione. Questa opera unisce l’arte visiva e la letteratura per creare un ritratto affascinante del Messia.

Io, Gesù, di Robert Graves

Robert Graves (1895-1985) è uno dei grandi maestri del romanzo storico del XX secolo. È conosciuto soprattutto per il suo libro Io, Claudio, adattato con successo in una serie televisiva nel 1976.

Graves aveva l’abitudine di adottare posizioni polemiche ed eterodosse nei suoi libri. Nel romanzo del 1946 Io, Gesù, l’autore arriva a speculare sulla possibilità che Cristo fosse re d’Israele non solo in quanto discendente del re biblico Davide, ma anche perché nipote del suo assassino frustrato, Erode il Grande, in virtù del rapporto tra un figlio di questo sovrano e sua madre Maria.

L’ultima tentazione di Cristo, di Nikos Kazantzakis

“Dalla mia giovinezza, la mia prima angoscia, la fonte di tutte le mie gioie e amarezze è stata questa: la lotta incessante e implacabile tra la carne e lo spirito”, scrisse l’autore greco Nikos Kazantzakis (1883-1957) nel prologo del suo romanzo L’ultima tentazione di Cristo, pubblicato nel 1953 e che gli valse la scomunica dalla Chiesa ortodossa e l’inclusione nell’Indice dei Libri Proibiti del Vaticano.

Nel suo libro, Kazantzakis ritrae un Gesù angosciato e pieno di dubbi che affronta la più grande delle tentazioni: abbandonare la proprio missione messianica, avere una vita normale accanto a Maria Maddalena e formare una famiglia. Nel 1988, il regista Martin Scorsese adattò il romanzo per il cinema con Willem Dafoe nel ruolo di Cristo, Harvey Keitel come Giuda e il compianto cantante David Bowie come Ponzio Pilato.

Il Maestro e Margherita, di Michail Bulgakov

Lo scrittore ucraino Michail Bulgakov (1891-1940) fu per un certo periodo l’autore preferito del dittatore sovietico Iosif Stalin, ma cadde in disgrazia quando iniziò a criticare il regime nei suoi scritti. Nel 1928 iniziò a redigere il suo libro più famoso, Il Maestro e Margherita, che riscrisse diverse volte fino poco prima della sua morte nel 1940, ma non fu pubblicato fino al 1966.

Considerato uno dei capolavori del XX secolo, Il Maestro e Margherita è una satira fantastica e antitotalitaria in cui il diavolo visita Mosca negli anni ’30. Allo stesso tempo, il “maestro” del titolo scrive un romanzo storico in cui offre una visione eterodossa della passione di Cristo, che chiama Yoshuá Ga-Nozri.

Cristo in croce, di Jorge Luis Borges

Oltre all’infinito, alle paradossi filosofici, agli specchi e ai labirinti, il grande scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899-1986) provava una grande fascinazione per la teologia, che considerava “un ramo della letteratura fantastica”, e per la figura di Cristo, che secondo lui era “l’uomo più vivido ed straordinario della storia”. Racconti come Tre versioni di Giuda o La setta dei trenta ne sono testimonianza.

Ne I congiurati (1985), sua ultima raccolta di poesie, Borges incluse il testo Cristo in croce, in cui riflette sulla solitudine di Gesù al momento della morte sul Calvario.

Il vangelo secondo Gesù Cristo, di José Saramago

José Saramago (1922-2010), scrittore portoghese e Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, definì il suo romanzo del 1991 Il Vangelo secondo Gesù Cristo come “una storia dell’incontro di Gesù con Dio”.

Come fece decenni prima Kazantzakis con L’ultima tentazione di Cristo, Saramago offre una visione spersonalizzante di Gesù, il quale cerca di opporsi ai disegni del suo Padre Celeste di utilizzarlo per fondare una religione dal vero raggio universale… senza prestare attenzione ai sacrifici che devono essere compiuti in tale impresa.

L’importanza di leggere i libri su Gesù

La figura di Gesù Cristo ha suscitato una vasta gamma di reazioni e interpretazioni nei secoli, spaziando dalla devozione alla critica. I libri che esplorano questa figura offrono una finestra su questioni profonde come la fede, la moralità, la divinità e l’umanità. Attraverso l’arte della letteratura, gli autori hanno cercato di gettare luce su aspetti inesplorati di Gesù, invitando i lettori a riflettere su ciò che significa essere un essere umano divino.

Via | Culturizando
Foto | audioscience via Depositphotos

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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