Scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi
Scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi

12 scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi

Siamo tutti ben consapevoli dell’importanza della formazione accademica. Al di là degli insuccessi scolastici, gli esperti assicurano che a una maggiore istruzione corrisponde un minor tasso di disoccupazione. Eppure nella storia della letteratura ci sono casi di grandi scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi e hanno realizzato delle opere che sono diventate fondamentali per la letteratura di tutto il mondo.

Senza dubbio i titoli accademici sono di aiuto nel conseguire molte mete. Però per essere grandi c’è bisogno di quel quid in più che nessuna università potrà mai insegnare. Lo dice chiaramente il motto dell’Università di Salamanca: “Quod natura non dat, Salmantica non praestat”.

Alla scoperta degli scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi

Ecco 12 scrittrici e scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi e hanno avuto successo nel mondo letterario per via del loro amore per la letteratura.

Charles Dickens (1812-1870)

Il suo abbandono degli studi fu forzato, in realtà. Nei suoi primi anni Dickens ha goduto di un’educazione privilegiata perché la sua famiglia apparteneva alla classe media, ma i debiti del padre gli hanno precluso questa possibilità e a dodici anni ha dovuto smettere di studiare. Da allora ha lavorato in una fabbrica di bitume e, anche se riprenderà gli studi in un secondo momento, tale esperienza lo ha segnato profondamente ed è stata fondamentale per la scrittura di alcuni suoi titoli più celebri.

Mark Twain (1835-1910)

Costretto dalle circostanze, il giovane Samuel Langhorne Clemens (questo è il vero nome di Mark Twain) lasciò gli studi a dodici anni, quando morì suo papà e lui con i suoi fratelli dovette farsi carico di portare avanti la famiglia. Suo fratello maggiore, Orion, era tipografo e Twain apprese quest’arte.

George Bernard Shaw (1856-1959)

Lo scrittore, drammaturgo, aforista, linguista e critico musicale irlandese errò di scuola in scuola nel corso della sua giovinezza fino a quando, a quattordici anni, capì che quello non era il suo ambiente ideale. La sua vera palestra di formazione fu la Galleria Nazionale di Dublino. Lì apprese tutto quello di cui aveva bisogno nel campo dell’arte, della storia e della letteratura per diventare quell’eccezionale scrittore che poi fu. Nel 1925 vinse il Nobel per la letteratura “per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza”. Nel 1939 vinse l’Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film Pigmalione diretto da Anthony Asquith e Leslie Howard.

H. G. Wells (1866-1946)

Come per Dickens e Twain, anche l’autore de La guerra dei mondi non ebbe altra scelta che abbandonare gli studi. Wells, infatti, aveva undici anni quando, a seguito di un incidente, suo padre si fratturò il femore e lui dovette lasciare la scuola per aiutare economicamente la famiglia. I molti lavori che svolse da allora hanno ispirato i romanzi The Wheels of Chance (1896) e Kipps (1905). Anche lui, quindi, finisce nella nostra lista di scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi.

Jack London (1876-1916)

Il papà di Zanna Bianca lasciò la scuola quando aveva tredici anni, alternando a mille esperienze lavorative un’incessante lettura di qualunque libro gli capitasse a tiro. Nel 1900 pubblicò il suo primo racconto – Il figlio del lupo – mentre nel 1902 due romanzi – La crociera del Saetta e La figlia delle nevi – per poi dare alle stampe, nel 1903, Il richiamo della foresta, uno dei suoi romanzi più celebri.

William Faulkner (1897-1962)

La sua personalità non è mai andata d’accordo con la disciplina e per questo rientra nella lista degli scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi. Durante l’adolescenza non era molto interessato alla scuola che poi lasciò a quindici anni. Qualche anno dopo si dimise dall’ufficio delle poste, in cui faceva tutto fuorché lavorare. A ventidue anni abbandonò l’Università del Mississippi solo dopo un anno che vi si era iscritto. Nel 1949, comunque, vinse il Premio Nobel per la letteratura “per il suo contributo forte e artisticamente unico al romanzo americano contemporaneo” e ci ha lasciato in eredità opere provocatorie e complesse.

Octavio Paz (1914-1998)

Lasciò l’università prima di laurearsi. Le sue inquietudini, tanto grandi e ambiziose che non potevano essere contenute dalle pareti delle aule, lo portarono nello Yucatan, a Valencia, a Parigi e in altri luoghi fino all’Accademia di Svezia che gli diede il Nobel per la letteratura nel 1990 “per una scrittura appassionata, dai larghi orizzonti, caratterizzata da intelligenza sensuale e da integrità umanistica”.

Ray Bradbury (1920-2012)

ritenuto uno dei grandi nomi del genere fantascientifico, Ray Bradbury non frequentò l’università e, come egli stesso affermò, nel 1928 si “laureò in biblioteca”. Il suo immenso amore per la letteratura si può vedere in romanzi come Fahrenheit 451 o Cronache marziane.

Jack Kerouac (1922-1969)

Uno degli scrittori più rappresentativi della Beat Generation era destinato a essere l’eroe della squadra di rugby Università della Columbia. Ma, a quanto pare, lui aveva altri progetti. Un pessimo rapporto con l’allenatore e la frattura della tibia lo spinsero fuori dall’università e lo fecero camminare su una strada radicalmente diversa.

Harper Lee (1926-2016)

L’autrice de Il buio oltre la siepe, libro che ha vinto il Pulitzer nel 1961, lasciò gli studi in legge alla fine del primo semestre quindi decise di trasferirsi a New York per diventare una scrittrice. Cosa che poi ha fatto.

Harvey Pekar (1939-2010)

Il celebre fumettista underground statunitense ha frequentato solo un anno della Case Western Reserve University; poi la abbandonò per via delle enormi pressioni che gli creavano le lezioni di matematica. Congedatosi dalla Marina, dove era entrato a dopo aver lasciato gli studi, tornò a Cleveland, sua città natale. Lì ha lavorato come archivista presso il Veteran Administration Hospital e si è dedicato alla propria formazione letteraria.

Augusten Burroughs (1965)

Rientra nella lista degli scrittori famosi che hanno abbandonato gli studi perché tredici anni volle lasciare la scuola. Lo aiutarono nel suo intento la madre e lo strizzacervelli di lei. Gli diedero una mano per fingere un tentativo di suicidio sì da lasciare gli studi… A diciassette anni superò i General Educational Development tests e dopo aver cambiato legalmente il suo nome (il suo vero nome è Christopher Robison) si iscrisse allo Holyoke Community College, dove venne subito bocciato. Alla fine si è trasferito a New York e ha trovato lavoro presso un’agenzia pubblicitaria. A trentasette anni ha pubblicato il suo primo bestseller, Correndo con le forbici in mano, romanzo autobiografico, da cui nel 2006 Ryan Murphy ha tratto il film omonimo con Gwyneth Paltrow, Annette Bening e Joseph Fiennes.

Via | The AtlanticPijama Surf
Foto | Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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