Alessandro Borghese

Alcune frasi famose di Alessandro Borghese

Fra gli chef più amati d’Italia c’è sicuramente lui. Stiamo parlando di Alessandro Borghese, chef e conduttore televisivo che più rock di così non si può.

Chi è Alessandro Borghese, in breve

Figlio di un imprenditore napoletano e dell’attrice Barbara Bouchet, è simpatico, estroverso e ha dato vita a tantissimi tormentoni televisivi.

Come chef, nel 2017 ha aperto a Milano il ristorante Il lusso della semplicità, mentre la sua carriera televisiva è iniziata nel 2005 come conduttore di Cortesie per gli ospiti.

Dopo una breve comparsata nel 2012 nel mitologico Camera Café, dal 2015 conduce il programma Alessandro Borghese – 4 Ristoranti. Altre suoi trasmissioni celebri sono Cuochi e fiamme, Fuori menù, Junior MasterChef Italia, Kitchen Sound, Cuochi d’Italia, Kitchen Duel, Piatto Ricco e Game of Talents.

Piccola curiosità: nella serie d’animazione Star Wars Rebels, Alessandro Borghese ha doppiato Morad Sumar.

Frasi celebri e tipiche di Alessandro Borghese

Ma andiamo a vedere quali siano le citazioni, frasi famose e aforismi celebri di Alessandro Borghese.

  • Nulla è ancora deciso, manca il mio voto che potrebbe confermare o ribaltare il risultato!
  • Mi piace.
  • Al mio tre… scateniamo l’inferno!
  • Quel che è cotto è cotto, quel che è fatto è fatto, e quel che è impiattato è impiattato!
  • Cucinare è un atto d’amore.
  • A volte il destino ci cambia i giorni senza chiedere il permesso.
  • Bianco d’estate, rosso d’inverno e bollicine tutto l’anno.
  • Cucinare è il mio modo di comunicare, il mio strumento di creatività, è tutto il mio essere ricco di spontaneità, il mescolare sapori incredibili con odori semplici ma a volte sorprendenti. È continuamente una sfida.
  • Quando si vogliono esplorare le nuove frontiere gastronomiche, alla ricerca di inventiva per nuovi piatti, spesso si va in Norvegia, in Spagna, in Inghilterra, ma prima di arrivare in uno di questi Paesi è obbligatorio fermarsi a Parigi. Questa città è un insieme di tradizioni e di conoscenze culinarie assolute.
  • Il suono del cibo in cottura ti comunica l’armonia tra gli ingredienti, e il loro equilibrio ti fa assaporare le note del gusto che rivelano meravigliose sensazioni. Sembra un “riff”: quando il cibo è cucinato bene, regala un piacere immediato; l’uso di ingredienti freschi è fondamentale e, se la tecnica è è perfezionata dalla pratica, la riuscita della ricetta è assicurata! L’unica cosa a cui non puoi rimediare quando cucini è il troppo sale, per questo bisogna assaggiare continuamente. In una canzone basta quel “pizzico” di accordo confuso e si rovina del tutto l’armonia
  • L’arte del cibo è un’avventura della mente.
  • Ci dev’essere un’idea, una costruzione dietro ogni menu. Dal primo e fino al dolce. Le materie prime devono essere freschissime, le portate devono invogliare al piatto successivo. E poi se posso dare una mano con una chicca, beh lo faccio. […] Il piatto è un atto d’amore. Il cuoco deve essere curioso e deve mostrare amore verso la propria tradizione regionale.
  • Cucinare è il mio modo di comunicare, lo strumento per dare sfogo alla mia creatività, è il dono che mi permette di esprimere spontaneità. Ma è anche una sfida, perché richiede di mescolare sapori e odori in modo sempre nuovo e sorprendente, nella speranza che chi assaggerà il piatto capisca e apprezzi la ricetta.
  • Un piatto può essere rivisitato senza perdere la sua tradizione, la cucina è fantasia, ma ci vuole sempre tecnica e studio per creare una personale variante.
  • Le papille gustative devono essere viziate, stuzzicate, risvegliate: il rock’n’roll è novità, originalità, espressione, per alcuni stranezza, come la cucina. Per me è un’arte che risveglia l’anima, apporta cambiamenti e rivoluziona, saziando anche lo stomaco. Il rock non puoi certo toccarlo, e nemmeno “mangiarlo”, ma stranamente ti resta dentro, facendoti sentire appagato. Pensa al tuo piatto preferito mentre ascolti la tua canzone, non è una combinazione perfetta? Stay rock.
  • Io combatto, soffro, cado e mi rialzo. So cosa vuol dire perdere, ma non mi rassegno mai alla sconfitta. E alla fine ce la faccio.
  • Poi c’è il rock! Il rock lo sento più vicino, t’invade e forse a qualcuno, come me, rapisce anche l’anima e la fa sua. Non c’è vita senza ritmo e senza cibo! […] Il potere evocativo della musica, come per il cibo, dona sensazioni particolari dettate dalla sola e semplice percezione personale. Basta poco. Ci vogliono istinto e creatività.
  • Ci sono ricette che hanno una storia, un segreto, una tradizione, e a seconda del Paese in cui vengono cucinate, possono cambiare e modificare il sapore e l’aspetto, pur mantenendo lo stesso nome.
  • Un piatto può sedurre la vista e far sentire appagato chi lo guarda ma non può ingannare il palato. Gli occhi mangiano per primi, ma è nella bocca che il gusto vince.
  • La cucina è un posto straordinario, non un posto come un altro della casa. Perfetto per le invenzioni, il posto giusto dove usare l’ingegno per le proprie ricette.
  • Ogni viaggio ti regala grandi ricordi e intense emozioni. Quando si parte si visitano posti lontani da casa, si incontrano persone diverse per cultura e stile di vita, si possono scoprire lingue differenti, abitudini curiose, tradizioni insolite; viaggiare apre la mente e l’anima.
  • Cucinare è un gesto quotidiano per tutti, per me è una grande fortuna fare quello che amo, svegliarmi la mattina e potermi dedicare alla mia passione.
  • Lavorare nel mondo del vino è un ottimo modo per unire piacere e dovere. Il vino è fantasia.
  • L’Italia è un Paese con un’alta tradizione gastronomica, ogni Regione ha i suoi piatti tipici e anche tra città ci sono rivisitazioni di alcune ricette. Sono molto contento che finalmente la televisione stia dando ampio spazio alla cultura della nostra cucina.
  • Nel mio lavoro, è necessario conoscere gli ingredienti per un buon piatto, distinguerne i sapori e a volte trasformarli con brio.
  • Io dico sempre che Gordon Ramsay e Jamie Oliver non sono dei veri fenomeni ai fornelli quanto i migliori cuochi italiani ma sono stati capaci – grazie ai media – di creare un business planetario, sfruttando la cucina mediterranea.
  • Solo oggi mi rendo conto di quanto fosse preziosa e giustificata la disciplina che pretendeva. Si lavorava a ritmi serrati, anche 16 ore al giorno, in un estenuante lavoro di squadra. Perché in una cucina tutto sia perfettamente funzionante bisogna muoversi con la massima coordinazione, come un’orchestra sotto il palco di un grande teatro, in cui ognuno ha un preciso ruolo, separato ma non indipendente dagli altri. Non per niente si parla di brigata di cucina, un termine che sottolinea l’unità e lo sforzo collettivo per raggiungere un obiettivo comune. A bordo lavoravo molto, ma l’orgoglio di far parte di quell’universo chiuso, al riparo da distrazioni, era più forte della fatica, e svolgevo i miei incarichi con dedizione assoluta. Ero accaldato. Adrenalinico. Sporco. Soddisfatto.

I libri dello chef

Per chi volesse approfondire le frasi di Alessandro Borghese, un buon modo è quello di leggere i suoi libri, oltre a guardare i programmi tv.

  • 4 ristoranti, Il libro guida ai ristoranti del programma (Mondadori Electa, 2019)
  • Cacio & Pepe. La mia vita in 50 ricette, in collaborazione con Angela Frenda (Solferino, 2018)
  • Kitchen sound (Mondadori Electa, 2017)
  • Tu come lo fai? I tuoi piatti preferiti in più di 100 ricette dello chef (Mondadori, 2013)
Foto | Emacontino21, CC BY 3.0, attraverso Wikimedia Commons
Nymeria

Nymeria

Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?

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