Thomas Mann
Thomas Mann

Thomas Mann: le frasi più significative del Nobel per la letteratura 1929

Thomas Mann – nome completo Paul Thomas Mann – nacque a Lubecca, in Germania, il 6 giugno 1875 per poi morire a Kilchberg, in Svizzera, il 12 agosto 1955. Nel 1929 vinse il Premio Nobel per la letteratura “principalmente per i suoi grandi romanzi I Buddenbrook e La montagna incantata” ed è considerato tra le figure di spicco della letteratura europea di tutto il Novecento.

Frasi di Thomas Mann

  • Certo è bene che il mondo conosca solo la bella opera, e non anche le sue origini, non le condizioni in cui venne formata; perché la conoscenza delle fonti da cui è scaturita, per l’artista, l’ispirazione, spesso sgomenterebbero, confonderebbero, neutralizzando così gli effetti dell’eccellenza. (Morte a Venezia)
  • Io porto in me il germe, lo spunto, la possibilità di tutte le capacità e di tutte le attività. (I Buddenbrook)
  • La felicità dello scrittore è il pensiero che riesce a diventare completamente sentimento, è il sentimento che riesce a diventare completamente pensiero. (Morte a Venezia)
  • La gloria dei viventi è una cosa oltremodo problematica: è consigliabile non lasciarsene abbagliare, anzi nemmeno stimolare. (Per il 50° compleanno, scritti autobiografici)
  • La partenza, non meno del ritorno, appare impossibile al disperato. (Morte a Venezia)
  • La solitudine mette in mostra l’originale, il bello rischioso e sorprendente, la poesia. La solitudine mostra anche l’insensato, lo sconveniente, l’assurdo e l’illecito. (Morte a Venezia)
  • Lo scrittore è un uomo che più di chiunque altro ha difficoltà a scrivere. (Tristano)
  • Noi cammineremo insieme, la mano nella mano, anche nel regno delle ombre. (Brindisi a Katja)
  • Non è ogni uomo un errore, un passo falso? Non cade in una prigionia tormentosa appena nasce? Prigione! Prigione! Barriere e legami dappertutto. (I Buddenbrook)
  • Socialismo non è altro che il doveroso proposito di non cacciare la testa nella sabbia delle cose metafisiche di fronte alle più urgenti esigenze della materia, della vita sociale, collettiva, bensì di mettersi al fianco di coloro che vogliono dare un senso alla terra, un senso umano. (Scritti politici)

Foto | Di pa/dpa (anonymous) (the author never disclosed his/her identity) [Public domain o Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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