Goliarda Sapienza (1924-1996)

Goliarda Sapienza tra cinema e letteratura

L’arte della gioia, il suo romanzo più celebre, fu ripetutamente rifiutato dagli editori più importanti. Per vent’anni, ci dicono le cronache biografiche di Goliarda Sapienza (1924-1996), giacque in una cassapanca quasi dimenticato.

Quella sua protagonista intraprendente, assetata di sapere e, forse, troppo dinamica (Modesta, pur di raggiungere i propri scopi, non indietreggia neppure davanti all’omicidio) aveva suscitato tra gli addetti ai lavori, chiusi in un moralismo da vecchia zia (ma l’arte non se lo può in alcun modo permettere), scandalo e un’ostilità, diciamolo senza inutili peli sulla lingua, del tutto inaccettabile. Quei dinieghi devono certo aver pesato sulla scrittrice che aveva speso quasi dieci anni di vita nella sua lunga e articolata stesura.

Goliarda Sapienza: una vita intensa e tormentata

Una vita intensa, quella di Goliarda Sapienza, ma anche difficile, angustiata spesso e volentieri da problemi economici. Un assillo terribile, con uscieri e ufficiali giudiziari che andavano e venivano dalla sua casa romana e che, nella più cupa disperazione, la portò a commettere il furto di alcuni gioielli. I mesi trascorsi in prigione le diedero tuttavia il la per un’altra sua celebre opera: L’università di Rebibbia in cui Goliarda Sapienza ci racconta tutta l’umanità, il calore, l’empatia incontrati (e vissuti) tra quelle mura così oscure.

Un’esistenza, dunque, tortuosa che dalla nativa Sicilia la portò a Roma e poi a Cinecittà dove insieme al compagno, il regista Francesco Maselli, realizzò diversi documentari. In quel dopoguerra fatto di sogni e grandi speranze lavorò saltuariamente anche come attrice, apparendo, tra l’altro, in Senso dell’amico Luchino Visconti.

Dal cinema alla scrittura: la consacrazione letteraria

L’amore per la letteratura la convinse a lasciare però il cinema e dedicarsi anima e corpo alla scrittura. Il suo esordio avvenne nel 1967 con Lettera aperta, ma non ebbe modo di assistere al successo di L’arte della gioia. La versione integrale del romanzo uscì infatti postuma nel 1998 solo grazie all’impegno del marito Angelo Pellegrino, ottenendo consensi prima all’estero (Francia e Germania) poi tra svariati tira e molla anche in Italia. Del resto, come dicevano gli antichi, nemo propheta in patria e Goliarda Sapienza ha dovuto attendere a lungo (troppo a lungo) prima che anche noi ci accorgessimo del suo straordinario talento di scrittrice.

Foto | WikiCommons

Giorgio Podestà

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