Bionda, sottile, aristocratica, Zinaida Nikolaevna Gippius (il Fato, si sa, ha i suoi inderogabili decreti) era destinata a essere il centro dell’attenzione ovunque andasse. Ma sotto quella patina tanto squisita, dietro quell’aria da noblesse oblige (splendidamente catturata dall’estro di Léon Baskt nel ritratto Hippius, ritratto in apertura di articolo) batteva – quasi all’impazzata – il cuore di una donna appassionata, i cui ideali, nonostante le antiche origini nobiliari, si opponevano con tutte le proprie forze al regime zarista.
Erano anni tumultuosi, con il malcontento popolare sul punto di deflagrare, fu così quasi inevitabile che il salotto di Zinaida Gippius (1869-1945) a Pietroburgo diventasse in men che non si dica il ritrovo dell’intellighenzia russa. La fucina di talenti pronti a forgiare una nuova Russia. A indicare una via per il futuro. Per un domani più giusto e luminoso.
Il salotto rivoluzionario di Zinaida Gippius
Tuttavia gli esiti della rivoluzione di Ottobre (la Gippius scrisse ben tre romanzi su questo tragico evento) non furono certo quelli auspicati dalla scrittrice che, insieme al marito, il poeta Dmitrij Sergeevič Merežkovskij, si vide costretta ad abbandonare il Paese e trovare rifugio prima a Varsavia, poi a Parigi, diventata nel frattempo il centro di raccolta e smistamento di migliaia di russi in fuga dal nuovo regime bolscevica.
L’arte poetica tra contrasti e dicotomie
La sua arte poetica, perché di questa vogliamo parlare (chiaro è ormai il nostro debole per la poesia), vive di profondi contrasti. Di dicotomie che sembrano tagliare in due l’esistenza umana. Di lacerazioni che tentano una possibile, ricercata conciliazione, come ci indicano, del resto, questi versi che sanno unire, in un colpo solo, la grazia della poesia alla perentorietà dell’ aforisma:
Attendevo il volo e l’esistenza
ma uno sparviero morto è la mia anima.
Alcune opere di Zinaida Nikolaevna Gippius
Qui di seguito, a riprova della molteplicità del suo talento, troverete una selezione delle opere di Zinaida Gippius. Opere che variano dalla poesia alla narrativa al teatro:
Poesia
- Raccolta di versi 1889-1903
- Ultimi versi 1914-1918
- Luccichii (Parigi, 1938)
Romanzi
- Il fantoccio del diavolo
- Il fascino della verità
- Lo zarevic Roman
Teatro
- Il sangue sacro
- L’anello verde
Foto | Léon Bakst, Public domain, da Wikimedia Commons







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