Se fermo e immenso rimane il suo talento, ondivaga invece risulta, ieri come oggi, la sua fama. Anna Maria Ortese (1914-1998), da diverse parti considerata uno dei più grandi nomi della nostra letteratura, sembra vivere in un cono d’ombra o, meglio ancora, in un angolo mal illuminato, dove la luce arriva a lambirla solo a tratti e solo per poche, esigue ore al giorno.
La vita e il contesto di Anna Maria Ortese
Una esistenza la sua difficile, itinerante, diseguale, ma profondamente segnata dal dolore, da lutti laceranti (come le morti improvvise dei due amatissimi fratelli) in cui la sua scrittura affonda, ramifica le sue radici, sugge – trasformandoli in visione spesso dolentemente fiabesca – il bene e il male. Due forze primigenie chiamate a governare il mondo, a manovrare oscuramente i destini dell’uomo.
Un universo ora rabbuiato, ora magnificamente stellato, dove anche la caduta di uno spillo o il canto ripetitivo e desolato di un assiolo nel cuore della notte possono avere conseguenze inimmaginabili. Un’armonia della sofferenza e della gioia, del vivere e del morire magicamente insieme, dove ogni creatura, ogni oggetto (piccolo o grande poco sembra importare) è chiamato a parteciparvi, aderendo (volente o nolente) alla legge misteriosa che ne regola, sovranamente, tutti gli ingranaggi.
Le opere principali di Anna Maria Ortese
Angelici dolori
Una raccolta di racconti che nel 1937 segna l’esordio letterario dell’Ortese. Grazie all’interessamento di Massimo Bontempelli, grande sostenitore del talento della giovane scrittrice, Angelici dolori vide la luce presso Bompiani. I racconti, salutati come esempio di quel realismo magico caro all’autore di Gente nel tempo, rivelano già la vastità del pensiero e della visione sorprendentemente fiabesca e onirica di Ortese.
Il cardillo addolorato
Pubblicato nel 1993 da Adelphi, Il cardillo addolorato segna il ritorno trionfale di Anna Maria Ortese sulle scene editoriali italiane. Il romanzo ruota attorno a tre personaggi che, nel lontano ‘700, giungono in Italia dal Grande Nord per far visita a un guantaio di Napoli. L’incontro con la bellissima Elmina scombussolerà magicamente tutti i loro propositi.
Alonso e i visionari
Un altro grande visionario romanzo in cui ancora una volta gli animali sono grandi protagonisti. Un linguaggio fortemente simbolico – con una Ortese al punto forse più alto della sua vocazione di scrittore – dà vita e forma a universo dove bene e male si contrappongono. In Alonso e i visionari l’amore e il dolore si guardano splendidamente negli occhi.
Poveri e semplici
Il romanzo che ottenne nel 1967 il Premio Strega narra le vicende e i rapporti di un piccolo gruppo di amici che, poveri ma con diverse passioni artistiche al loro attivo, dividono un piccolo appartamento a Milano. Nonostante il premio vinto, secondo alcuni critici Poveri e semplici è il libro meno riuscito della grande scrittrice.
Il mare non bagna Napoli
Una delle opere più note e amate di Anna Maria Ortese. Le storie tutte ambientate a Napoli (città in cui la scrittrice visse e mai dimenticò) furono causa di profondi dissapori con l’intellighenzia napoletana, apertamente accusata dall’ autrice di bassezza e meschinità.
Foto | Anna Maria Ortese (1914-1998), http://rossellapompeo.wordpress.com/2011/10/06/io-sono-per-morire-e-nessuno/Uploader into it.wikipedia Fabio Matteo, CC0, da Wikimedia Commons
Disclaimer. Questo articolo contiene link di affiliazione. Libri e parole riceve una piccola commissione sugli acquisti effettuati tramite questi link, senza alcun costo aggiuntivo per te. Puoi comunque cercare gli stessi prodotti in libreria, sui motori di ricerca o acquistarli sul tuo store preferito.







Lascia un commento