Charlotte Brontë aveva a quanto pare idee molto chiare sulla letteratura. Non lesinava mai il suo parere su questo o quel romanzo, su questo o quel collega, rivelando di volta in volta una personalità ferma e decisa che rifuggiva da ogni possibile compromesso. Non mancò, per esempio, di esprimere giudizi poco lusinghieri su Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, considerato, nel suo insieme, sbiadito e spento come un dagherrotipo.
I libri amati da Charlotte Brontë
Tuttavia, visto che di norma preferiamo i complimenti alle critiche, l’elogio al biasimo, il bello al brutto, ci occuperemo (almeno qui, almeno questa volta) solo dei libri che l’autrice di Jane Eyre e Shirley professava pubblicamente di amare.
Harriet Beecher Stowe, La capanna dello zio Tom
Nel 1852 il romanzo abolizionista della Stowe creò grande scalpore su entrambe le sponde dell’Atlantico. Le simpatie della Brontë andavano a quelle popolazioni finite da tempo sotto il giogo della schiavitù. Un tema che tuttavia, sottolineò la scrittrice inglese, poteva essere affrontato solo da chi, come Harriet Beecher Stowe, conosceva veramente a fondo l’argomento.
Walter Scott, Waverley
Lo scrittore scozzese era una delle grandi passioni letterarie di Charlotte Brontë e Waverley, considerato oggi dai critici uno dei primi romanzi storici, non solo fu largamente ammirato dalla scrittrice di Jane Eyre, ma in una lettera indirizzata a Ellen Nussey, la Brontë va ben oltre, invitando l’amica a leggere tutti i romanzi di Walter Scott. Opere definite, senza alcuna incertezza o dubbio, di qualità superiore.
William Makepeace Thackeray, Vanity Fair
Charlotte Brontë ebbe sempre parole di grande rispetto per Thackeray. I due scrittori si erano anche incontrati di persona, ma la timidezza della Brontë aveva impedito che tra i due potesse stabilirsi una vera e propria amicizia. Non mancarono però gesti e parole d’encomio, soprattutto nei confronti di Vanity Fair, una delle opere più celebri e amate di William Thackeray.
Charles Dickens, David Copperfield
Un altro romanzo amato da Charlotte Brontë. Del resto David Copperfield e Jane Eyre hanno diversi punti in comune. Entrambi raccontano, infatti, la formazione e l’emancipazione di due giovani rimasti orfani in un mondo ostile. Chiamati dal destino a fronteggiare una lunga serie di difficoltà, David e Jane verranno alla fine premiati.
Elizabeth Gaskell, Mary Barton
Le miserie dei lavoratori di Manchester, le loro tragiche condizioni di vita nell’Inghilterra della Rivoluzione industriale vennero raccontate senza sconti da Elizabeth Gaskell in Mary Barton. Le due scrittrici strinsero anche una profonda amicizia, culminata con la “biografia omaggio” che la Gaskell scrisse subito dopo la scomparsa dell’amica.
Via | Mentalfloss
Foto | DepositPhotos







Lascia un commento