Vetrina libri: sette titoli da leggere consigliati da Valerio Calzolaio

Vetrina libri: sette titoli da leggere

Dal cosmo all’Italia del dopoguerra, dalla Svizzera italiana agli anni Settanta della critica letteraria: questa selezione di recensioni abbraccia sette libri molto diversi tra loro — un giallo canadese, un saggio divulgativo sull’astronomia, un raro racconto di Patricia Highsmith, una ricostruzione del caso Moby Prince, una raccolta di scrittura critica di Giorgio Manganelli, un memoir d’amore e sottomissione e un giallo poliziesco romano. Il filo che li unisce è la cura nella scrittura e la capacità di aprire finestre inaspettate sul mondo.

Vetrina libri: le recensioni di Valerio Calzolaio

Le sette recensioni che seguono sono firmate da Valerio Calzolaio. Buona lettura.

Mentre la vanga del becchino arrugginisce, di Alan Bradley

Toronto. 1953. Flavia, 14enne curiosa e brillante, occhi azzurri, udito sopraffino, talento chimico, va al cimitero con la bici Gladys.

Vorrebbe stare sola e tranquilla. Già orfana di madre, ormai da un anno è morto il padre, nobile colonnello de Luce.

Il fido ex attendente Dogger, tuttofare consigliere giardiniere protettore del maniero inglese di Buckshaw (nel villaggio agreste di Bishop’s Lacey), la manda a chiamare per il tramite della pestilenziale cuginetta Undine. Le sorelle non ci sono (Ophelia Feely in viaggio di nozze).

Pare che la cuoca signora Mullet abbia ammazzato qualcheduno, in particolare il pensionato maggiore Greyleigh, con funghi avvelenati per colazione. L’ispettore Hewitt la sta interrogando, la considera colpevole. Toccherà scagionarla.

Sempre godibile la serie iniziata nel 2009 dal canadese esperto d’ingegneria elettronica Alan Bradley (Toronto, 1940 – Isola di Man, 2026). Questo è l’undicesimo, Mentre la vanga del becchino arrugginisce, come sempre in prima persona al passato.

Alan Bradley
Mentre la vanga del becchino arrugginisce
traduzione di Alfonso Geraci
Sellerio, 2026

Perché il cielo di notte è buio?, di Emiliano Ricci

Alzando lo sguardo verso l’inquieto cielo notturno, mai immobile né rassicurante. La scienza non ha tolto poesia al cielo, ne ha aggiunta, non è un tempio ma il modo per ridurre talora l’oscurità. Ha permesso di scoprire che dietro la bellezza ci sono meccanismi di straordinaria raffinatezza e le domande fondamentali restano le stesse: “Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Siamo soli?”.

Laureato in fisica con orientamento astrofisico, il giornalista e divulgatore scientifico Emiliano Ricci (Firenze, 1964) racconta il cosmo a partire da sette domande frequenti negli appuntamenti pubblici, una di queste è il titolo del saggio: Perché il cielo di notte è buio?.

Le altre riguardano l’incerto immenso numero di stelle (ognuna sarebbe una storia), i buchi neri, il formarsi e le biografie delle galassie, la “grandezza” dell’universo, che cosa c’era prima del Big Bang, la ricerca di altre forme di vita (per capire chi siamo). Ogni teoria è provvisoria: la fisica funziona perché provvisoria.

Emiliano Ricci
Perché il cielo di notte è buio? Curiosità, stranezze e misteri irrisolti dell’universo
Apogeo Feltrinelli, 2026

Un lungo cammino dall’inferno, di Patricia Highsmith

Riato (Lodano), Vallemaggia (sponda destra, finisce nel Lago Maggiore), Ticino. Anni Ottanta.

Il 40enne Luigi Barta è un tipo robusto dal grosso naso, con la moglie Maria hanno nove figli (uno morì piccolo), da generazioni produce vino (come il resto degli abitanti del paese), bottiglie per sé e da regalare. Il parroco Don Nicola gli dice d’improvviso che la striscia di terra (3 metri per 50) lungo il margine superiore è proprietà ecclesiastica. Nasce un problema delicato.

Come noto, la misantropa eccentrica Mary Patricia Plangman (Fort Worth Texas, 1921 – Aurigeno, 1995), molto ben conosciuta come Patricia Highsmith, una delle più straordinarie scrittrici del Novecento, visse gli ultimi decenni con amati gatti nella Svizzera italiana, primi approcci e soggiorni nell’estate 1975, trasferimento dalla Francia a fine 1980. Un lungo cammino dall’inferno costituisce l’unico racconto ambientato in Ticino, scritto su impulso del più importante settimanale francese.

Patricia Highsmith
Un lungo cammino dall’inferno. Un racconto dal vecchio Ticino
traduzione di Maurizia Balmelli (Locarno, 1970)
postfazione di Daniele Cuffaro (Mendrisio, 1981)
sette xilografie di Giovanni Bianconi (Minusio, 1891-1981)
Casagrande 2026

Moby Prince, di Patrizio Turi

L’estensore della sentenza della Corte di Appello di Firenze nel 1999 Patrizio Turi è andato in pensione nel 2011 e ricostruisce ora meticolosamente il caso Moby Prince.

Il traghetto Livorno-Olbia andò a collidere contro la petroliera Agip Abruzzo il 10 aprile 1991, dando luogo al più grave incidente della marina mercantile italiana, 140 morti tra passeggeri ed equipaggio. Sono trascorsi trentacinque anni senza giungere a una verità definitiva.

Nella prima breve parte l’autore riassume i dati di fatto, i tentativi di sabotaggio, i punti controversi o accertati, suggerendo infine un’ipotesi di lavoro per le indagini (sta indagando anche una commissione parlamentare, per la terza volta).

Nella corposa seconda parte vengono riportati la sentenza del 5 febbraio 1999, le relazioni della iniziale commissione senatoriale di inchiesta e della successiva commissione della Camera dei Deputati, una rassegna sito-bibliografica e un sentito post-scriptum sull’attuale politica della giustizia.

Patrizio Turi
Moby Prince. Un’indagine da proseguire
Compagnia dei Santi Bevitori, 2026

Laboriose inezie, di Giorgio Manganelli

Italia. 1970 – 1985. Partigiano, laureato in scienze politiche, traduttore, il grande scrittore Giorgio Manganelli (Milano, 1922 – Roma, 1990) dal 1953 si trasferì nella capitale, continuando a parlare di letteratura o arte italiana sull’Espresso e l’Europeo, Il Giorno e Il Corriere della Sera.

Nella raccolta significativamente intitolata alle “Laboriose inezie” troviamo una novantina di articoli, recensioni e saggi critici usciti su tali settimanali e quotidiani, alcuni molto brevi (Ovidio).

Si comincia con i classici, la biblioteca ideale e Omero, si finisce con Pinocchio e Carlo Collodi (Carlo Lorenzini, nel 2026 celebriamo il bicentenario della nascita), in mezzo di tutto e di più: Marco Polo e Giacomo Leopardi (un paio a testa, ma poi anche il padre Monaldo e l’amico Antonio del secondo), Manzoni e De Sanctis, Capuana e Artusi, Aretino e Imbriani.

In premessa “il firmatario” del volume ringrazia Ebe Flamini e Graziella Pulce per aver recuperato, ordinato, trascelto i testi.

Giorgio Manganelli
Laboriose inezie
Adelphi, 2026

Schiava di Malaparte, di Bianca Maria Fabbri

Roma e Forte dei Marmi. 1947 – 1952. L’attrice italiana Bianca Maria Fabbri (Milano, 1931 – Grosseto, 1994) fu per quasi cinque anni compagna del poliedrico giornalista toscano, militare e scrittore, Curt Erich Suckert (Prato, 1898 – Roma, 1957), in arte Curzio Malaparte. Oltre trent’anni di differenza quando si conobbero. Lui celebre e raffinato, gelosissimo e tiranno, lei appena maggiorenne e splendida; un rapporto contraddittorio e totalizzante.

Lo lasciò alla fine del 1952 “con un gettone del telefono in tasca e una valigia in mano, odiandolo con tutte le mie forze. Come si cambia! Oggi non lo lascerei, lo capirei e lo amerei”, scriverà decenni dopo, definendosi come “Schiava di Malaparte” in una sorta di autobiografia. Apparve poi in molti film fra il 1953 e il 1957, con regie anche di Majano, Steno, Gassman e Rosi. In appendice una parte delle loro foto d’epoca, in compagna con illustri personaggi che appaiono talora anche nella narrazione (da Silvana Mangano a Oriana Fallaci).

Bianca Maria Fabbri
Schiava di Malaparte. Memorie di passione e sottomissione
note iniziali di Arduino Sacco, Enzo Giannelli, Davide Lajolo, Giancarlo Vigorelli
Arduino Sacco 2026

Intrecci fatali, di Andrea Nigro

Roma. Settembre. Tornando da New York col marito Fosco (alto dirigente statale), l’avvenente famosa ex attrice Serena scopre un furto nel loro villino. Lui chiama prima Walter poi il 112.

Qualche giorno dopo l’ispettrice “bonazza” Russo avvisa il saggio commissario Cataldis che c’è stato l’omicidio del 38enne Enrico Mariani, professione muratore, forse modesto ladro di appartamenti, un cane sciolto estraneo al crimine organizzato. La moglie è una linda commessa, hanno due figli.

Poi anche Serena viene trovata morta, violentata pure. Lentamente (fino a novembre) gli investigatori fanno emergere gli Intrecci fatali.

Nuovo episodio letterario seriale (quattordicesimo dal 2017) per lo scienziato Andrea Nigro, antico laureato in fisica e già professore di Fisica Sperimentale preso l’università Sapienza di Roma, ora in pensione, da sempre lettore appassionato di gialli di ogni genere, capace a un certo punto di iniziare a scriverne di propri. La narrazione è in terza varia al passato.

Andrea Nigro
Intrecci fatali. Le indagini del vice questore Cataldis – Vol. 14
Amazon 2025

Vetrina libri: sette storie, sette voci

Sette libri, sette mondi: la buona letteratura non smette di sorprendere. Questa vetrina libri ne è la conferma — dalla narrativa al saggio, dalla memoria al giallo, c’è sempre qualcosa che vale la pena leggere.

Foto | DepositPhotos

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Valerio Calzolaio

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