Tre libri su un tavolo illuminato da luce calda per introdurre le recensioni lampo

Tre letture necessarie: tra poesia civile e noir d’autore

Tra l’antologia poetica che ripercorre trent’anni di paternità di Umberto Piersanti, il grido collettivo dei poeti palestinesi sotto le bombe a Gaza e l’ultimo noir di Giorgia Lepore premiato allo Scerbanenco, emerge un filo conduttore legato alla fragilità e alla durezza del diventare adulti. Queste recensioni lampo attraversano generi e latitudini differenti. Offrono, inoltre, una sintesi critica su tre delle uscite più significative del 2025, tra versi che si fanno testimonianza civile e narrazioni di genere capaci di scavare nel passato dei protagonisti.

Recensioni lampo: lo sguardo di Valerio Calzolaio

Le brevi analisi che seguono, a cura di Valerio Calzolaio, presenano un punto di vista puntuale su queste novità editoriali, mettendone in luce la rilevanza letteraria e sociale.

Jacopo, di Umberto Piersanti

Intenso e spesso duro essere madre, quasi altrettanto talora essere padre. Jacopo è un trentenne civitanovese, figlio di Annie Seri e di Umberto Piersanti (Urbino, 1941). Si sono accorti del suo “male” quando aveva quattro anni e mezzo, diagnosticato come una delle forme dello spettro autistico. Capita così.

Il padre ha insegnato Sociologia della letteratura a Urbino ed è un grande poeta contemporaneo (foto in copertina), per qualche tempo gli è stato lontano. Dall’attesa della nascita ai giorni nostri gli ha dedicato in vario modo una sessantina di liriche in otto precedenti raccolte, tutte presenti nel prezioso delicato volume dedicato ad Annie. “La giostra” era in un’antologia del 2002, ora significativamente sul retro copertina:

figlio che giri solo
nella giostra,
quegli altri la rifiutano
così antica e lenta,
ma il padre t’aspetta,
sgomento ed appartato
dietro il tronco,
che il tuo sorriso mite
t’accompagni
nel cerchio della giostra,
nella zattera dove stai
senza compagni.

Umberto Piersanti
Jacopo. Poesie 1994 – 2025
Prefazione di Gianluca Nicoletti
Postfazione di Paola Severini Melograni
Interno Poesia, 2025

Il loro grido è la mia voce

Gaza, ultimi tempi, ancor più tristi. Dieci coraggiosi autori e autrici palestinesi hanno scritto alcune splendide poesie ora contenute (con successo di vendite e presentazioni) nella raccolta Il loro grido è la mia voce, perlopiù redatte a Gaza e pubblicate in rete tra ottobre 2023 e dicembre 2024. Si tratta di: Hend Joudah, Ni’ma Hassan, Yousef Elqedra, Ali Abukhattab, Dareen Tatour, Marwan Makhoul, Yahya Ashour, Heba Abu Nada (uccisa nell’ottobre 2023), Haidar al-Ghazali (da novembre 2025 può studiare all’Università di Macerata, 21enne) eRefaat Alareer (ucciso nel dicembre 2023).

Per ognuno, i bravi giovanissimi curatori hanno predisposto una breve nota bio-bibliografica, testo originale arabo a sinistra, traduzione italiana a destra.

Tutte costituiscono l’esito di una letteratura selvaggia… fraintesa, degradata, misconosciuta e, più colpevolmente, ignorata… La poesia ci richiama allora all’ascolto” proprio per non “considerare la Palestina una semplice espressione geografica!

Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza
a cura di Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini, Leonardo Tosti
prefazione di Ilan Pappé
con interventi (2024) di Susan Abulhawa e Chris Hedges
traduzione dall’arabo di Nabil Bey Salameh
traduzione dall’inglese di Ginevra Bompiani ed Enrico Terrinoni
Fazi, 2025
(per ogni copia venduta, 5 euro saranno donati a Emergency a Gaza)

Forse è così che si diventa uomini

Bari, dalle parti di Santa Candida. Una settimana recente tra fine marzo e metà giugno.

L’ispettore Gregorio Gerri Esposito ha preso due giorni per una missione rilevante. Intanto, davanti all’abside della chiesa rupestre, la collega della mobile Sara Coen e il vicequestore Marinetti osservano il cadavere robusto di un sessantenne con la testa sfondata. Trovano un serpente morto sulla pancia della vittima, nascosto nella camicia, e un’antologia di italiano, da adolescenti. Talora è dura per i bambini essere accolti, salvarsi, Forse è così che si diventa uomini, verrebbe purtroppo spesso da dire.

L’archeologa, storica dell’arte e docente pugliese Giorgia Lepore (Putignano,1969) prosegue con successo la bella serie in terza persona (varia ma vieppiù quasi fissa) sul suo inquieto protagonista Gerri, sempre sospeso fra passato e presente, infanzia zingara o sola e ragazzi ancora incontrati in affanno, qui alla quarta avventura, romanzo noir vincitore ex aequo del Premio Scerbanenco 2025.

Giorgia Lepore
Forse è così che si diventa uomini
Edizioni E/O, 2025

Lo stato dell’editoria attraverso le recensioni lampo

Questi tre titoli, pur nella loro eterogeneità, confermano la vitalità di un mercato editoriale capace di rispondere alle urgenze del presente. Attraverso queste recensioni lampo, abbiamo osservato come la parola scritta — sia essa in versi o in prosa d’indagine — rimanga lo strumento privilegiato per interpretare i nodi irrisolti della nostra società.

Foto | Depositphotos

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Valerio Calzolaio

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