Copertina del libro Il pappagallo muto di Maurizio de Giovanni

Il pappagallo muto: Maurizio De Giovanni racconta il nuovo incarico di Sara e Andrea

Napoli e Roma. A cavallo del 1990 e oggi (primavera, aprile).

Il pappagallo muto

Teresa Bionda Pandolfi e Sara Mora Morozzi erano due fanciulle appena assunte (reclutate) da una riservata Unità dei servizi nazionali, impegnata a Napoli in attività non autorizzate di intercettazione e dossieraggio, fondata e guidata da Massimiliano Tamburi, agente del servizio segreto militare (fisico atletico, carisma, aria trasandata), molto coadiuvato dal braccio destro Andrea Catapano (cieco, posato, ipersensibile), di cinque anni più giovane e innamorato del capo.

I due avevano appena ricevuto un buon rapporto delle due, ove tuttavia l’elemento più rilevante segnalava un venditore di sanitari pressoché analfabeta che chiedeva a un assessore di un Comune della provincia quanto voleva per vendere un terreno inutilizzabile al limite di una discarica.

Tamburi intuiva che c’era dell’altro e accennò una barzelletta a Catapano, ma presto la questione cadde nel dimenticatoio.

Ora ormai il capo è morto da tempo, avendo avuto una lunga bella storia d’amore con Mora. Il 75enneAndrea è andato in pensione da un po’. Teresa è divenuta la dirigente. Sara fa la nonna del quasi 4enne Massi, dopo vicende molto travagliate.

Un nuovo caso

Però al museo partenopeo il Principe (dei servizi) dà appuntamento alla nuova leva Bianco, poco più che trentenne, arruffati capelli rossi e iridi verdi, due lauree magistrali e due master certificati a Londra e Langley, inquadrata nei reparti d’efficientamento delle strutture, e quindi defilata rispetto a un pericolo di infiltrazione esterna. L’incarico è di seguire un incontro fra potenti in un hotel di lusso su pericolosi affari energetico-commerciali, protetto da schermature impossibili da superare. Lei pensa che solo Sara con il labiale e Andrea con altri sensi possano capirci qualcosa.

Un anno dopo aver affrontato in parallelo il drammatico evento del Bombardiere, quattro mesi dopo aver pericolosamente gestito il sequestro di Teresa, vecchi colleghi si ritrovano a collaborare. Non fanno in tempo a riferire il risultato. Vengono investiti, in coma Andrea (però è in città il chirurgo romeno Nico), ferita e nascosta Sara (con l’aiuto di Viola e Davide Pardo).

La letteratura noir sentimentale di Maurizio de Giovanni

Si consolida sempre più l’efficacia e il successo dell’interessante serie di Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958), letteratura noir sentimentale (finora un racconto lungo e sei romanzi 2018-2023, questo è il settimo).

Sara Mora Morozzi

Sara risolve sempre insieme tristi intrighi e controversi dilemmi, sia antichi che contemporanei, ancora nella stessa città metropolitana del tifosissimo autore (al quarto scudetto).

Mora era una brillante graduata della Polizia di Stato, sposata con prole, prima di entrare nella sede napoletana dell’unità speciale che veglia sulla sicurezza nazionale e poi di innamorarsi del bravo leale democratico Capo, Massimiliano, più vecchio di 23 anni, intensamente ricambiata. L’amore sbocciò nel 1993. In potenziale attesa di lui, Sara aveva già abbandonato un marito fedele e un pargolo piccolo, conducendo poi con fermezza e coerenza un’altra esistenza in coppia, nel lavoro e fuori, finché si era ammalato.

Sara aveva così lasciato tutto, ritirata a vita privata per assisterlo, custode segreta di un fantastico meticoloso archivio, utile anche in questa avventura.

Da qualche anno sono morti Massi, 76enne e il figlio Giorgio. Lei, “vedova”, si è nascosta da tutto e tutti, donna socialmente “invisibile”, pur colta e vivace, riservata e sostanziosa (in copertina la si mostra in ospedale con lo sguardo sull’amico ed ex collega in coma, lo ha coinvolto quando è stata richiamata, se ne è pentita), tuttora vigile investigatrice e adesso sorprendentemente stimolata a nuove emozioni (forse per la riapparizione di Nikolaj Nico Popov).

Stile e struttura de Il pappagallo muto

La narrazione è come al solito in terza persona varia al passato, un poco su tutti i vari personaggi (torna ovviamente pure il Contadino Giardiniere, potente e crudele; scopriamo meglio i suoi trascorsi), in prevalenza su Sara, filo conduttore di tante esistenze.

La prima parte contiene vari inserti ambientati circa 35 anni fa intorno alla barzelletta del pappagallo muto (da cui il titolo), le indagini sul passato si ricollegano a quelle in corso, criminali e interiori.

Risultano opportune, al termine del testo, le schede sui personaggi principali, destinati comunque a tornare: quattro donne, quattro uomini e un cane.

Il mood musicale è jazz (pianista in smoking nella sala dell’incontro), mentre i due in “vacanza” bevono Falanghina del beneventano.

Il libro

Maurizio de Giovanni
Il pappagallo muto. Una storia di Sara
Rizzoli, 2025

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Valerio Calzolaio

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