Quando si parla di recensioni lampo libri, la sfida è catturare l’essenza di un’opera in poche righe, restituendo al lettore tutta la forza del testo. In questo articolo, esploriamo quattro titoli molto diversi tra loro: un saggio sulle spie del Trinity College, un viaggio nella psiche e nella letteratura con Giorgio Manganelli, un romanzo corale che svela le ambiguità dell’Unione Sovietica di fine anni Ottanta, e un noir implacabile ambientato tra i deserti del Nord Africa.
Recensioni lampo libri: una selezione da tener presente
Ecco le recensioni di quattro libri, curate da Valerio Calzolaio, che ci accompagnano in epoche e luoghi lontani, spaziando tra storia, letteratura e noir.
Le spie di Stalin
Cambridge. Dai primi anni Trenta a inizio anni Settanta. Forse il Trinity College sembra ed è un mondo a parte, il meglio dell’aristocrazia intellettuale anglofona, fondato da Enrico VIII nel 1546, finora 34 Premi Nobel e innumerevoli altri riconoscimenti conquistati da suoi allievi e docenti. Ha sfornato anche il più alto e il più pericoloso numero di traditori della Corona, cinque famosi nel Novecento, soggetto di tanti romanzi e film: Kim Philby, Donald Maclean, Guy Burgess, Anthony Blunt, John Cairncross.
Il bravissimo giornalista Giorgio Ferrari (Milano, 1954), oggi apprezzato inviato ed editorialista di Avvenire, ne racconta la storia in Le spie di Stalin. Sposarono l’ideologia comunista e idealizzarono Stalin come unico leader per contrastare l’avanzata dei fascismi e del nazismo. Furono esteti armati del tradimento, ritagliato a misura del proprio egonarcisismo. La loro sorte, fra l’alcolismo e un torbido esilio, ha il sapore acre del finale di una dramma elisabettiano.
Giorgio Ferrari
Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia
Neri Pozza, 2024
Il vescovo e il ciarlatano
Roma. 1969-1987. La letteratura trattata come centrale diventa molesta, perché tutto ciò che è centrale è intollerabile; diventa centrale solo quando si capisce che è periferica. Probabilmente dal 1958, il 36enne povero scrittore Giorgio Manganelli (Milano, 1922 – Roma, 1990) inizia a frequentare lo psicoanalista apolide Ernst Bernhard (Berlino, 18 settembre 1896 – Roma, 29 giugno 1965), non lo può pagare e lui gli insegna comunque a mentire. Nel 1973, di fronte a una platea di psicologi e studiosi (convenuti per discutere di Jung nella cultura europea), Manganelli pronuncerà una memorabile apologia dell’incubo profondo, del carattere luciferino e visionario della letteratura, dell’isolamento sociale dello scrittore.
Le conversazioni con Caterina Cardona, un ventennio di articoli e interviste su quotidiani e periodici, vengono ora raccolti quasi in un unico saggio tematico sull’inconscio e la letteratura Il vescovo e il ciarlatano: biografie illustri e casi clinici, sogni e simboli.
Giorgio Manganelli
Il vescovo e il ciarlatano. Inconscio e letteratura: l’incontro con Ernst Bernhard
postfazione e cura di Emanuele Trevi
Sellerio, 2024
Romanzo russo
Mosca e Russia. 1987-1991. Le vite parallele di Viktor, direttore dell’Istituto di Storia del Pcus, e della giovane Tanja impegnata in una tesi su un argomento forse proibito; del giudice Nazar, che mantiene umanità mentre indaga su crimini efferati; dell’attore Mark Kaufman, ossessionato dal romanzo che sta scrivendo sullo sterminio degli ebrei di Odessa, fino alla fine impegnato a travestirsi e salvarsi. Le trame sono destinate a riunirsi nel ben ritmato intrigo giallo noir Romanzo russo, lasciando intuire tanti torbidi presenti e fiutare, come ammonisce un verso del poeta Mandel’štam, vittima di Stalin, “i futuri supplizi”.
L’espediente romanzesco del grande storico Alessandro Barbero (Torino, 1959) è un narratore che ha ritrovato il lungo manoscritto (un paio di anni prima seppellito da alcuni di loro artisti e intellettuali a Zjuzino) e ci consente di ricostruire l’epoca attraverso il vissuto quotidiano, pensieri e memorie dell’ultimo ambiguo decennio dell’Unione Sovietica.
Alessandro Barbero
Romanzo russo
Sellerio, 2024
L’incarico
Al-Hakim (Nord Africa), anni ottanta. Scompare Tina, moglie del noto psichiatra Otto von Lambert. Sono stati trovati i resti, qualcuno ha violentato la donna, lasciando che sciacalli ne dilaniassero le spoglie. Dopo la sepoltura, lui chiama la giornalista televisiva F. e le si dichiara colpevole, Tina era afflitta da gravi depressioni ed era scappata dopo aver avuto casualmente sott’occhio gli appunti professionali. Le chiede comunque di ricostruire il delitto, pur se “l’esecutore non rappresentava che un dato casuale”. Attraverso l’obiettivo asettico e glaciale di una macchina fotografica, di una telecamera o di un satellite, ecco l’osservazione postuma e fittizia dei fatti: la giornalista s’addentra in un universo tecnologico e primordiale, scopre un intrigo golpistico internazionale, si cala nei labirinti del deserto con apprendisti stregoni.
L’incarico è un altro noir implacabile del grande drammaturgo Friedrich Dürrenmatt (1921-1990), uno degli ultimi romanzi prima della morte.
Friedrich Dürrenmatt
L’incarico ovvero sull’osservare di chi osserva gli osservatori. Novella in ventiquattro frasi
traduzione di Giovanna Agabio e Roberto Cazzola
Adelphi, 2024
Una panoramica veloce sulle recensioni lampo libri
Quattro titoli, quattro viaggi letterari diversi, accomunati dalla qualità della scrittura e dalla capacità di suscitare riflessioni profonde. Ogni recensione offre uno spunto per scoprire mondi e autori che arricchiscono il panorama culturale.
Foto | serezniy via Depositphotos







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