Copertina del libro Il mostro sotto il letto con il disegno di un lampadario, un letto e sotto la figura di un mostro

Il mostro sotto il letto: combatterlo in due, anzi, in tre!

È un po’ insolito il libro Il mostro sotto il letto (Giraldi Editore) dello scrittore palermitano Salvatore Savasta, classe 1988.

Voi avete mai temuto, durante l’infanzia, di guardare sotto il letto? Io sì. Un antro nascosto dalle coperte, buio e tetro, che di certo fungeva da tana per un essere minaccioso pronto a ghermire i bambini non appena veniva spenta la luce e la casa si immergeva nel silenzio.

Il mostro sotto il letto però, così come diventa innocuo durante il giorno, perde la sua forza nel tempo: si cresce e lo si dimentica, o se torna in mente ci strappa un sorriso indulgente per i bimbi fantasiosi che eravamo.

Ma se si palesasse in età adulta? Di letti in fondo, sono piene le case.

Due genitori contro il mostro sotto il letto

E allora si può resistere come coppia quando si scopre che il tanto temuto mostro sotto il letto di cui durante l’infanzia non dubitavamo, si presenta realmente da adulti? Magari proprio quando si realizza il sogno di essere genitori?

Per Salvatore Savasta bambino, il mostro sotto al letto era davvero una storiella rispetto a quello che lui e sua moglie hanno scoperto di avere sotto un letto nella loro casa di adulti. La figlia Zaira fa parte di un numero ristretto di persone – 400  nel mondo, di cui venti in Italia, soprattutto bambini e adolescenti – affette dalla sindrome Helsmoortel-Van Der AA, conosciuta da chi la studia come ADNP, una malattia genetica rarissima dello sviluppo neurologico, causata dalla mutazione di un gene. Manifesta molteplici criticità legate al comportamento, alle capacità cognitive e a quelle riguardanti le relazioni sociali che non staremo a elencarvi ma che si fanno invalidanti anche di fronte alle più normali azioni quotidiane.

Un orribile compagno di viaggio

Quando un bambino ci sveglia in piena notte, dicendo che non riesce a dormire perché ha un mostro sotto il letto, noi ci abbassiamo, sdraiandoci per terra e sollevando il piumone, con la nostra granitica certezza che sotto il letto non ci sia nessuno. Questa è la nostra unica arma: la conoscenza.

Scrive Savasta, ma dice anche:

Il fatto è che noi, dopo esserci abbassati e aver sollevato il piumone, il mostro sotto il letto che tanto faceva paura a Zaira lo abbiamo visto davvero. Ci ha guardato dritto negli occhi, con aria di sfida, digrignando i denti aguzzi. Lo combattiamo da così tanti anni, ormai, che è diventato un compagno di viaggio.

Parole liberate, parole giuste

In una scrittura da flusso di coscienza, le pagine de Il mostro sotto il letto si snodano con una naturalezza tale che viene da domandarsi se l’autore abbia poi provveduto a una revisione/correzione/editing del suo testo, come sempre avviene a fine scrittura, e non certo perché al suddetto testo manchi una correzione bensì perché quando si parla a un altro a cuore aperto, non c’è spazio per le modifiche, non c’è necessità di abbellimenti, ci sono solo parole che vengono fuori da sole come chi da tempo attendeva d’essere finalmente liberato. E quasi sempre sono quelle giuste fin da subito.

Alessia e il perfetto incastro tra capo e collo

Sì, è un flusso di coscienza, una necessità che non ammetteva forse più ritrosie. Impossibile tirarsi indietro da questa libera valanga di pensieri che dovevano raggiungere la giusta destinazione: la compagna di vita di Salvatore, Alessia. È a lei che Il mostro sotto il letto, scritto sotto forma di lettera, è destinato, a lei che si rivolge Salvatore. Perché le scrive? Forse perché…

C’è qualcosa di perfetto nel modo in cui il tuo viso s’incastra sul mio collo. Come se fossimo stati creati con l’intento esplicito di stare chiusi in un lungo, costante, abbraccio”

Il mostro sotto il letto: un libro profondo, di vive parole

Ma anche e soprattutto – ipotizziamo – in un percorso fatto di battaglie da cui si esce spesso perdenti, l’autore ha compreso che a combattere in due, insieme, si vince sempre qualcosa anche quando si fa la conta dei caduti.

Paura, amore, figli, salute, gentilezza, denaro, sconfitta, rivincita. Queste sono solo alcune delle parole che ho appuntato leggendo Il mostro sotto il letto. Solo appuntate perché a renderle vive con il pensiero ci ha già pensato il Savasta.

Così scrive nella prefazione Gianluca Bota, il “non-amico” di Salvatore. E noi siamo d’accordo, Savasta non è riuscito a fregarci con quel suo sorrisetto: questo è un libro profondo.

La libera narrazione che non mente

L’ironia/armatura di Salvatore Savasta, quella che nelle pagine inserisce leggerezza, non basta a farci credere che sia ciò che lo contraddistingue. È abile simulazione di una grande profondità, vestito a festa di sensibilità e fratture intime che egli stesso mostra al lettore spesso denudandosi.

Ci saranno dei passaggi in cui qualcuno storcerà il naso, perché “troppo intimi” si dirà, in qualcosa che non è un romanzo, non è finzione. Ma se in questa narrazione della vita vera si accettano racconti goliardici, se si accettano brani divertenti e momenti di sconforto, beh allora anche le intimità raccontate devono essere accettate.

La scrittura da flusso di coscienza possiede un valore filosofico-psicologico, dunque non mente, non cela: libera. Affonda le mani ed i pensieri trascurando organizzazione o filo logico, crea collegamenti senza cercarne il motivo, ed è questo che la rende autentica testimonianza.

Ma di cosa ci stai parlando, Savasta?

E allora di cosa parla, questo libro? Possiamo già dirvi che lo si comprende verso la fine, quando dopo esserci divertiti e a volte commossi ma divorando con la stessa curiosità ogni pagina, prima di arrivare alle ultime cominciamo a chiedercelo davvero: di che caspita ci stai parlando, Savasta?

Poi, inaspettatamente, la risposta arriva in tutta la sua completezza ammutolendoci, facendoci venir voglia di tornare indietro e rileggere daccapo ora che abbiamo capito. Ecco perché definiamo Il mostro sotto il letto un libro originale. Che non è un romanzo, non un saggio, non parla di malattia, non di dolore né semplicemente di mostri. Parla d’amore, di quell’amore che forse i mostri non li sconfigge – se non nelle fiabe – ma che sa affrontarli tenendogli testa, giorno dopo giorno.

Prima di concludere, ci permettiamo di darvi un suggerimento. Se vorrete dare un volto ai tre componenti di questa famiglia e del libro – Salvatore, Alessia e la piccola magica Zaira –  o far sapere all’autore cosa pensate di questa sua ultima intima pubblicazione, vi consigliamo di visitare la pagina Facebook Savastascrivecose.

E, detto tra noi: mica solo quella è degna di nota, date un’occhiata ad Alessiaurlacose, la pagina di sua moglie.

Il libro

Salvatore Savasta
Il mostro sotto il letto
Giraldi, 2024

Susanna Trossero

Avatar Susanna Trossero

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