Venti'anni senza Lira (e pochi Euro)

Vent’anni senza Lira (e pochi Euro): i disegni umoristici della collezione di Oscar Sacchi

Quanti di noi ricordano la lira, rammenteranno anche che le banconote di piccolo taglio fossero spesso scarabocchiate. Le 500 lire, finché sono esistite, hanno praticamente rappresentato il block notes per mezza Italia, seguite, poi, dalle 1000 e così via, fino al massimo: le 10.000 lire. I pezzi da 50 e 100 mila erano raramente annotati: si erano guadagnate rispetto per la loro importanza!

Poi è arrivato l’euro che, per quanto io ne sappia, resta intonso anche con il passare degli anni, nonostante sia molto più diffuso della lira. Forse per via della cartamoneta con cui è realizzato – anche se Dino Aloi mi ha fatto notare che al pennarello non c’è euro che resista!

Vent’anni senza Lira (e pochi Euro)

È stato, pertanto, un tuffo al cuore sfogliare il libro Vent’anni senza Lira (e pochi Euro) di Dino Aloi e Oscar Sacchi. Come recita il sottotitolo si tratta di una raccolta di “disegni umoristici nella collezione da Guinness di Oscar Sacchi”.

Tutto inizia dalla celebre collezione del Sacchi che ha iniziato a metterla insieme nel 1977, al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera. Gli assegnini, prima, e le lire dopo servivano a Sacchi come carta per farsi fare gli autografi e i disegni dagli umoristi presenti alla celebre manifestazione. Da lì, la collezione si è andata ingrandendo fino a quando Gigi Sabani si interessò alla raccolta e la presentò in televisione. Fu un successo! Tanto che Oscar Sacchi si vide arrivare banconote disegnate da ogni parte d’Italia. Ne raccolse così tante che nel 1993 entro nel Guinness dei primati.

“L’idea è bellissima e unica – scrive Dino Aloi nell’introduzione al libro –, oltretutto irripetibile in quanto le banconote non sono più in circolazione”. Ed è anche in questo il fascino del libro che, pagina dopo pagina, risveglia i ricordi di chi ha vissuto parte della sua vita sotto il segno della liretta.

Il fascino della cara, vecchia lira

Vent’anni senza Lira (e pochi Euro) è diviso in due parti. Nella prima sono riprodotte varie banconote scarabocchiate da alcuni dei nomi più famosi dell’umorismo italiano; nella seconda troviamo “Banconote dedicate a Oscar Sacchi”, quelle cioè che gli sono arrivate a seguito delle sue varie apparizioni televisive.

La maggior parte delle banconote riprodotte in questo libro-catalogo sono le 1000 lire con Maria Montessori. E la “povera” Montessori è oggetto delle più fantasiose rivisitazioni. Alla fine, forse siamo tutti d’accordo con il signor Rossi di Bruno Bozzetto che, togliendosi il cappello, dice alla celebre educatrice: “Beata Lei, che vive in mezzo ai soldi”.

Altri tagli molto gettonati sono le 1000 lire con Marco Polo e quelle con Giuseppe Verdi; le 2000 lire con Marconi; qualche 5000 di Bellini e rare 10mila lire di Alessandro Volta. Ci sono anche alcuni assegnini da 50 e 100 lire. Tutti, naturalmente, chiosati!

Il bello di Vent’anni senza Lira (e pochi Euro), edito da Il Pennino, è che si tratta di un modo perfetto per addentrarsi senza fretta nell’umorismo: le pagine – sebbene riproducano al massimo due banconote – vanno gustate con il giusto tempo.

Il libro

Dino Aloi e Oscar Sacchi
Vent’anni senza Lira (e pochi Euro)
Disegni umoristici nella collezione da Guinness di Oscar Sacchi

Il Pennino, 2022

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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