Natale nelle distopie

Natale nelle distopie: come le distopie trattano il Natale

Che il Natale sia uno dei periodi più magici dell’anno non vi sono dubbi. Ma come viene trattato il Natale nelle distopie? Un argomento di grande interesse specie per chi ama catapultarsi avanti nel tempo immaginando, magari, un mondo in cui molti dei valori tipici del Natale corrono un grande pericolo e in cui prevale un’immane nostalgia verso tempi passati.

Il Natale nelle distopie, tra consumismo e speranze

Conoscere il Natale in romanzi distopici rappresenta un’esperienza unica nel suo genere. Fantascienza e Natale, infatti, si mischiano sempre in questi romanzi. Le storie sono destinate a lasciare il segno e far riflettere su quello che è il reale senso della vita.

Il Natale nelle distopie viene rappresentato attraverso una serie di elementi che è possibile definire “comuni” a moltissimi dei racconti in questione. Al contrario di quanto avviene con le utopie (dove immaginiamo mondi migliori), con le distopie creiamo nella mente l’idea di un mondo futuro negativo, dove perderemmo la libertà, la speranza in un domani migliore sarebbe solo un lontanissimo ricordo, seppur comunque presente, e sofferenza e paura andrebbero per la maggiore. A proposito: conosci la curiosa origine della parola “distopia”?

Come coniugare i sentimenti propri del Natale con atmosfere di questo tipo? Semplice. Il Natale in romanzi distopici viene sempre visto come un momento meramente commerciale, legato al business dove il consumismo vince sulla religione e sulla tradizione. La perdita di valori viene spesso identificata con la nostalgia che i protagonisti di questi racconti provano paragonando il Natale odierno con quello del passato. Nei romanzi più “duri” persino figure buone per antonomasia come Babbo Natale possono trasformarsi in demoni o portatori di morte.

Ma attenzione. Anche se fantascienza e Natale si mescolano, rimane pur sempre un piccolo spiraglio per la speranza che il valori del Natale tornino quelli di un tempo. Sono i personaggi, in tal senso, a impegnarsi perché questo accada.

Natale in romanzi distopici, esempi imperdibili

Per capire fino a fondo come venga trattato il Natale nelle distopie, è fondamentale immergersi nella lettura di alcuni racconti. Tra i più conosciuti in assoluto, Il racconto dell’ancella, un’opera di Margaret Atwood, in cui il Natale viene quasi demonizzato e vietato perché associato all’idea di una società libera che non esiste più. Ma attenzione, la speranza per un futuro migliore esiste ed è portata avanti dalle donne che, in segreto, trovano il modo di professare la loro fede.

Significativa la lettura di due titoli pubblicati dalla Graphe.it edizioni. Il primo è Luci di Natale, con un racconto di Grazia Deledda e uno di Daniele Mencarelli. Quest’ultimo ci trasporta nell’anno 2953, in una società stravolta e controllata da nuovi poteri e in cui ci si interroga sul futuro. Impossibile non emozionarsi immergendosi tra le sue parole e ripercorrendo con lui i sentimenti propri del Natale come l’amore, la speranza e l’affetto familiare.

E che dire di E venne il Natale di Eleonora Carta e Paolo Valera? Un’antologia che raccoglie diverse storie, varie atmosfere e che tratta il senso del Natale in varie sue sfaccettature. Una lettura perfetta per riflettere ed emozionarsi, ad esempio, con l’esperienza dei detenuti in carcere, luogo di sofferenza in cui le emozioni del Natale si amplificano e in cui questo particolare momento dell’anno viene vissuto con un senso di drammaticità completamente nuovo.

Foto | Hirgon via Depositphotos

Alessia Hetman

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