Con il termine realismo magico si indica sia uno stile pittorico sia un filone letterario. A noi interessa il secondo, caratterizzato dalla descrizione di un mondo realistico a cui si aggiungono elementi magici che confondono i confini fra realtà e fantasia. Detto in altri termini: nei romanzi di questo filone compaiono elementi magici in contesti del tutto realistici. Il testo di riferimento è Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, ma rientrano in questa categoria anche opere di Jorge Luis Borges, di Dino Buzzati e di E.T.A. Hoffmann, soprattutto quelle in cui il soprannaturale spunta quando meno te lo aspetti da contesti di vita quotidiana.
Di norma l’elemento magico, sovrannaturale o paranormale non viene mai spiegato del tutto: lo si intuisce e basta, e i personaggi lo accettano senza metterlo in discussione. Tra gli elementi tipici ci sono l’assenza dello scorrere del tempo, le distorsioni temporali, i cicli, il tempo che collassa in un loop infinito, la presenza di leggende e di elementi del folklore. Ecco, dunque, una selezione di frasi poetiche dal realismo magico e di citazioni tratte da romanzi e racconti del genere.
Frasi poetiche dal realismo magico latinoamericano
Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez: le frasi più belle
- «Quello che mi colpisce di te» sorrise «è che dici sempre esattamente quello che non va detto.»
- Non capiva perché avesse avuto bisogno di così tante parole per spiegare quello che si provava in guerra, se ne bastava una sola: paura
- Aureliano Buendía capì a stento che il segreto di una buona vecchiaia è semplicemente un patto onesto con la solitudine
- Non si muore quando si deve, ma quando si può
- Scavò così a fondo nei sentimenti di lei che cercando l’interesse trovò l’amore, perché tentando di farsi amare finì per amarla
Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado: citazioni tra amore e ironia
- Siamo i tuoi due mariti, i tuoi due volti, il tuo sì e il tuo no. Per essere felice hai bisogno di tutti e due. Quando eri sola con me, avevi il mio amore ma ti mancava tutto, e quanto soffrivi! Poi hai avuto solo lui: avevi tutto, non ti mancava nulla, ma soffrivi anche di più. Ora, sì, sei dona Flor intera come devi essere
- Per quanto tu possa essere insegnante, tesoro, in materia di spassarsi sei mia alunna. E sono tornato per terminare la tua educazione
- La felicità è parecchio scocciante, un bel po’ stufante, insomma, una rottura
- Quasi sempre fra la sapienza dei libri e quella della vita, è sempre la vita ad avere la meglio
- Un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto
Finzioni di Jorge Luis Borges: frasi su sogno, realtà e labirinti
- È inutile rispondere che anche la realtà è ordinata. Può darsi che lo sia, ma secondo leggi divine – traduco: secondo leggi inumane – che non riusciamo mai a percepire del tutto. Tlön sarà forse un labirinto, ma è un labirinto ordito da uomini, un labirinto destinato a essere decifrato dagli uomini
- Con sollievo, con umiliazione, con terrore, comprese che anche lui era un’apparenza, che un altro lo stava sognando
- Anche i libri sono diversi. Quelli di finzione hanno un solo argomento, con tutte le trasformazioni immaginabili. Quelli di natura filosofica contengono invariabilmente la tesi e l’antitesi, il rigoroso pro e contro di una dottrina. Un libro che non racchiuda in sé il suo controlibro è considerato incompleto
- Cieco verso le colpe, il destino può essere spietato con le più piccole distrazioni
La casa degli spiriti di Isabel Allende: citazioni sulla vita e sulla morte
- Non si può trovare chi non vuol essere trovato
- Capì che stava morendo vivo perché la libertà era per lui più importante dell’amore…
- “Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. Ma la paura è qualcosa d’interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento”
- Ma poi abbiamo deciso che la cosa peggiore è avere paura della paura
- Perché lontano da questa terra sarei stata come gli alberi che tagliano a Natale, quei poveri pini senza radici che durano un po’ di tempo e poi muoiono
Frasi poetiche dal realismo magico europeo
L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón: frasi sui libri e sull’anima
- Sono cresciuto in mezzo ai libri, facendomi amici invisibili tra le pagine polverose di cui ho ancora l’odore sulle mani
- I libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi
- Quel libro mi ha insegnato che la lettura può farmi vivere con maggiore intensità, che può restituirmi la vista
- “La gente è proprio cattiva.» «Non cattiva» replicò Fermín. «Idiota. È ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi» «È come la marea» disse. «La barbarie, intendo. Si ritira e uno pensa di essere in salvo, ma poi torna, ritorna sempre… e ci sommerge».
- Ogni libro, ogni volume che possiedi ha un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza
Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati: citazioni sul tempo e sull’attesa
- Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.
- L’ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita.
- Nel sogno c’è sempre qualcosa di assurdo e confuso, non ci si libera mai della vaga sensazione ch’è tutto falso, che un bel momento ci si dovrà svegliare.
- Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangono sempre lontani; che se uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l’amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.
- Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme. […] Gli occhi di Drogo fissavano come non mai le giallastre pareti della fortezza. Lacrime lente e amarissime calavano giù per la pelle raggrinzita, tutto finiva miseramente e non restava più nulla da dire.
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