Busto di Donata Doni

Donata Doni, voce poetica dimenticata del Novecento italiano

Un’altra voce inascoltata. Un altro nome dimenticato. L’Italia, del resto, è un Paese dove avere talento non basta per emergere o essere ricordati. Il destino di Donata Doni (1913-1972) pur non sorprendendoci, ci rammarica profondamente.

Chi è stata Donata Doni

Nata in Basilicata, ma cresciuta (almeno in parte) a Forlì, Donata Doni aveva, non vi è altro modo di metterla, la poesia nel sangue. Una vocazione che, come un fuoco sacro, alimentava i suoi giorni. Illuminava ininterrottamente la sua giovane vita, dove la fede, stagione dopo stagione, andava assumendo un ruolo sempre più dominante e fermo.

Fondamentali nella sua formazione furono, però, anche gli anni universitari a Padova e i legami che riuscì a costruire con alcuni insegnanti di valore, da Diego Valeri (che successivamente curerà anche la prefazione alla raccolta poetica Il fiore della gaggia) a Ramiro Ortiz di cui sarà spesso ospite nella sua casa in periferia (l’illustre docente di filologia romanza rimase, infatti, profondamente colpito dal talento e dall’acume della sua studentessa).

Tuttavia pochi sono i dettagli noti della vita di Donata Doni, al di là dei suoi anni di insegnamento o di quelli trascorsi presso il Ministero della Pubblica istruzione a Roma. Una presenza, la sua, discreta, ai margini, lontano dal chiasso salottiero che agevola le carriere.

Una presenza che ha lasciato però dietro di sé (la morte la coglierà a soli 59 anni) un’opera dolente e luminosa, profonda e sommessa che come un vento dolcemente rabbrividito attraversa tutte le sue poesie. Una voce pura, senza fronzoli, chiamata a creare ponti tra il cielo e la terra. Tra Dio e l’uomo.

Una sua poesia

Qui di seguito un breve assaggio del talento poetico di Donata Doni.

Paura dell’autunno

Stasera s’è fermato l’autunno
nella mia casa.
S’è piegato sulla mia bocca,
m’ha baciato in un soffio
di tristezza, di morte.

Respingilo, diletto,
respingilo con le tue braccia
calde di vita, con la luce
nei tuoi occhi diffusa,
col tepido respiro
dell’amore, respingilo!

Stasera s’è fermato l’autunno
nella mia casa!
Difendimi dell’ombra.
Ridestami alla vita!

Opere di Donata Doni

  • Amore di poesia, Carabba, Lanciano 1940.
  • Orme di nubi, Il Sentiero dell’Arte, Pesaro 1949.
  • L’alba che ignoro, Gastaldi, Milano 1954.
  • Neve e mare, Rebellato, Padova 1959 (nuova edizione accresciuta: Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1973)
  • Il pianto dei ciliegi feriti, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1963.
  • La carta dispari, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1968.
  • Il fiore della gaggìa, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1973.

Foto | Belardi.prof, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

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