Dorothy Richardson (1873-1957)

Dorothy Richardson: la scrittrice che anticipò Joyce e Woolf

Di Dorothy Richardson (1873-1957) Virginia Woolf scrisse ripetutamente nei suoi celebri diari, mentre il collega Ford Maddox Ford, deus ex machina delle lettere inglesi, già nel 1938 si meravigliava, costernato, dell’indifferenza di pubblico e critica nei suoi confronti. Un destino ingrato, non vi è dubbio, per la scrittrice che per prima, anticipando sia James Joyce sia Virginia Woolf, aveva sperimentato in Inghilterra il flusso di coscienza.

Dorothy Richardson: una vita difficile verso la letteratura

Alle sue spalle una vita difficile con una madre morta suicida nel 1895 e un padre alle prese con il doloroso fallimento della propria attività. Così, dopo aver fatto l’istitutrice, la segretaria in un ufficio dentistico ed essersi data al giornalismo e alla traduzione per sbarcare il lunario, Dorothy Richardson si trasferì nel quartiere londinese di Bloomsbury dove entrò in contatto con l’omonimo gruppo di scrittori e intellettuali, che oggi sono nella leggenda.

La rivoluzione letteraria di Pilgrimage

Ma è nel 1915, data da cerchiare in rosso sul calendario, che la scrittrice pubblicò Pointed Roofs, segnando di fatto una vera e propria svolta nella storia della letteratura. Un esordio che confluirà poi insieme ad altri dodici titoli in Pilgrimage. Titoli considerati dall’autrice come singoli capitoli di un unico vasto romanzo ovvero la vita (piuttosto comune) di Miriam Henderson.

Lo svolgimento psicologico della protagonista, le impressioni e le idee che le si formano nella mente, mentre la sua esistenza lentamente prende forma e si dipana, sono, in verità, un flusso in perenne divenire, volto – e questo fa certamente la differenza – a scardinare la tradizione del romanzo ottocentesco. A dare il la alla nascita del romanzo moderno.

Tuttavia, nonostante questo suo ruolo da pioniera, d’avanguardista della prima ora, Dorothy Richardson rimane ancora oggi un nome quasi sconosciuto ai più, nonostante gli sporadici tentativi, anche da parte di critici illustri, di farla riemergere dall’oblio o, se preferite, da quel crepuscolo, sempre un poco minaccioso, in cui la scrittrice e la sua opera da anni attendono la loro meritata resurrezione.

Foto | Everyman Magazine, Public domain, da Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

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