Amata dal pubblico e applaudita dai critici, Jane Austen gode ormai da decenni di una stima unanime che l’ha rapidamente trasformata in una sorta di stella polare delle lettere inglesi. Schiere di giovani scrittrici hanno trovato in lei la loro fonte di ispirazione, lo stimolo per lanciarsi in carriere di successo, da Georgette Heyer che esordì nel lontano 1921 con La falena nera a Julia Quinn oggi popolarissima grazie all’osannata saga dei Bridgerton.
Le quattro scrittrici che hanno lasciato il segno in Jane Austen
Ma chi ispirò Jane Austen? Di norma si nominano Samuel Richardson e William Shakespeare. Tuttavia accanto a questi due celebri autori andrebbero aggiunte quattro scrittrici di cui oggi, ahimè, si parla molto di rado. Quattro donne che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato un inconfondibile segno nell’opera (e nell’animo) di Jane Austen.
Frances Burney
Nata e cresciuta in una famiglia dove i libri e la letteratura erano di casa, Frances scrisse il suo primo romanzo a quindici anni. Tuttavia il successo arrivò soltanto nel 1778 con Evelina, un’opera che, con sarcasmo e irresistibile, ironia, si scagliava contro la società patriarcale. Quattro anni dopo fu poi la volta di Cecilia, dove per la prima volta comparvero, una accanto all’altra, le parole “orgoglio e pregiudizio”, una accoppiata destinata a sedurre (fatalmente) la nostra Jane Austen.
Maria Edgeworth
Una scrittrice oggi quasi dimenticata, ma un tempo popolarissima. Ammirata da Jane Austen, Maria Edgeworth scrisse romanzi in cui le convenzioni sociali, le relazioni interpersonali, le dure difficoltà della vita di quegli anni venivano raccontate con meticolosità e profondo acume. Non per nulla la Austen la citerà in Northanger come esempio da seguire. Un apprezzamento, del resto, confermato anche in una lettera privata che Jane Austen scrisse alla nipote nel 1814.
Charlotte Smith
Scrittrice e poetessa di talento, Charlotte Smith esercitò una costante influenza su Jane Austen. Non solo sui suoi scritti giovanili, ma anche sulle sue opere maggiori. Personaggi come Marianne Dashwood di Ragione e sentimento o Fanny Price di Mansfield Park sono ricalcati sulle protagoniste dei romanzi di Charlotte Smith. Donne spesso prigioniere di matrimoni infelici, di leggi ingiuste che ne limitavano i diritti, soffocandone puntualmente tutte le aspirazioni. Una realtà che la Smith, per anni ed anni, aveva vissuto – drammaticamente – sulla propria pelle.
Elizabeth Inchbald
Arguta e intelligente, Elizabeth Inchbald fu causa di grande scalpore quando nel 1798 portò in scena a Londra la sua commedia più celebre e amata: Lovers’ vows. Commedia che, con i suoi intenti polemici nei confronti delle ipocrite norme morali del periodo, Jane Austen fa mettere in scena ai protagonisti di Mansfield Park, creando di fatto un abile gioco di tensioni, uno sfondo mosso e cangiante dove si dipanano rapidamente impulsi e ipocrisie. Inganni e pregiudizi.
Via | Mentalfloss
Foto | WikiCommons







Lascia un commento