Marco Aime, Ritratto di un’onesta utopia. La vita e l’eredità di Thomas Sankara, postfazione di Andrea de Georgio, Bollati Boringhieri, 2026

Ritratto di un’onesta utopia: la vita e l’eredità rivoluzionaria di Thomas Sankara nel libro di Marco Aime

Africa, Burkina Faso. 1983-1987.

Ritratto di un’onesta utopia

Thomas Isidore Noël Sankara (Yako, 21 dicembre 1949 – Ouagadougou, 15 ottobre 1987), madre coltivatrice mossi, padre gendarme e allevatore peul, terzo di dieci figli, per circa un quadriennio fu presidente cristiano del proprio paese, che prima si chiamava Repubblica dell’Alto Volta.

Terminato il liceo, continuò a leggere e studiare molto. Entrò nell’esercito, completò il corso ufficiali ad Antsirabe in Madagascar, il corso di paracadutismo a Pau in Francia e uno stage a Rabat in Marocco. Assunse il comando del nuovo Centro di addestramento paracadutisti di Pô, 150 chilometri a sud della capitale, al confine con il Ghana.

A luglio 1979 sposò Mariam Sereme, più giovane di quattro anni, musulmana poi convertita al cattolicesimo. Ebbero due figli, Auguste e Philippe.

Fu un ufficiale anticonformista in un periodo turbolento del Sahel, soprattutto per terribili siccità e continue svolte militari. Conobbe il carcere, divenne capo di Stato il 4 agosto 1983, impresse una considerevole mitica svolta sul piano geopolitico e africano, idrico ed ecologico, economico e culturale, sociale e morale, maschile e femminile.

Fu ucciso in carica, due mesi dopo avrebbe compiuto 37 anni.

La vita e l’eredità di Thomas Sankara

L’eccidio che lo colpì insieme alla scorta, a dodici ufficiali e membri del governo, fu provocato dall’antico amico e vice Blaise Compaoré, che poi rimase al potere per i successivi ventisette anni, eliminando anche altri.

Per comprendere bene quei quattro anni occorre valutare il contesto biografico ed etnico, le vicende coloniali e internazionali, gli atti e i discorsi che hanno scolpito Sankara nella storia del Novecento e nell’immaginario contemporaneo dei giovani “progressisti” di molti continenti.

Non fu un santo, ma uomo sincero e coraggioso. Forse utopista, ma spesso sono loro che vedono il futuro prima.

Il saggio di Marco Aime

Il grande antropologo europeo Marco Aime (Torino, 1956), docente all’università di Genova, racconta con competenza e passione l’onesta utopia di Thomas Sankara (da cui il titolo).

Parte dalle raffiche di kalashnikov che ne crivellano il corpo e poi ne ripercorre l’esistenza, il percorso intellettuale e l’eredità consolidata.

Struttura di Ritratto di un’onesta utopia

Diciannove capitoli narrati al presente descrivono eventi, scelte, comportamenti, atti, impostazioni e interviste del protagonista (in esergo frasi sue o di personalità coeve). I primi quattro sono dedicati all’infanzia, all’adolescenza, al lavoro, alle lotte e alle inclinazioni prima di diventare presidente. I successivi quindici al quadriennio storico del vertice istituzionale, un regime non violento e pluralistico, già nella scelta del nome: Burkina in lingua dioula significa “paese”, in moré Faso vuol dire “degli uomini integri”, il suffisso -bé per gli abitanti “burkinabé” include la lingua peul.

È incredibile leggere quante iniziative riformatrici strutturali (non solo e non tanto “normative”) furono prese in quanti campi in così poco tempo: ridimensionare le reti etniche e claniche, corruzione e privilegi;

  • nazionalizzare le terre e garantire acqua potabile;
  • combattere la desertificazione e rimboschire;
  • alfabetizzare e sanificare;
  • decentrare e contrastare il patriarcato dominante (poligamia, matrimoni forzati, prezzo della sposa, mutilazioni genitali, carenza di incarichi pubblici);
  • collocare l’Africa nell’attivismo antiapartheid oltre che nel rifiuto del neocolonialismo e del debito.

Ovviamente, emergono anche resistenze su modi e tempi, sottovalutazioni ed errori, ma dati e statistiche indicano una trasformazione pratica e profonda del paese.

Così, gli ultimi nove capitoli possono concentrarsi su quanti, perché, come, dove hanno voluto morto Sankara e sull’evidenza che i suoi pochi anni continuano a ispirare tanti.

Dalla fine del 2014 Compaoré è in esilio, sono continuati colpi militari e cresciuti sanguinari movimenti jihadisti. Nell’ottobre 2021 è iniziato il processo per la morte di Sankara. La gente amava il suo modo di vestire, la divisa austera ed elegante e il basco rosso (in copertina), la sua Renault 5, la passione per il ciclismo e la chitarra.

Nel 2023 gli è stato dedicato un Memoriale. Il suo nome e la sua immagine circolano orgogliosamente anche a livello internazionale. È un sobrio mito e Aime aiuta benissimo a ricordarlo seriamente fuori dal mito.

In appendice quattro lunghi discorsi di Sankara (New York, Parigi, Ouagadougou, Addis Abeba).

Seguono le minuziose note con ricchi esaustivi riferimenti bibliografici, non l’indice dei nomi.

Il libro

Marco Aime
Ritratto di un’onesta utopia. La vita e l’eredità di Thomas Sankara
postfazione di Andrea de Georgio
Bollati Boringhieri, 2026

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Valerio Calzolaio

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