Gennaio, febbraio, marzo. Li pronunciamo ogni giorno senza pensarci, ma l‘origine dei nomi dei mesi che usiamo affonda le radici in una civiltà di oltre duemila anni fa. Dietro ogni nome si nasconde una divinità, un imperatore o un semplice numero d’ordine — e la storia che collegava questi pezzi è molto più avvincente di quanto si possa immaginare.
Le origini: il calendario di Romolo
Secondo la leggenda romana, il primo re di Roma, Romolo — lo stesso del mito di Romolo e Remo, allevati da una lupa — istituì intorno al 738 a.C. un calendario di soli dieci mesi: Martius, Aprilis, Maius, Iunius, Quintilis, Sextilis, September, October, November, December. Un anno di 304 giorni in cui i restanti 61 venivano semplicemente ignorati, come se l’inverno non esistesse.
Gli storici moderni considerano Romolo più una figura leggendaria che storica, ma il calendario a dieci mesi è ritenuto autentico nella sua struttura di fondo.
I mesi degli dèi: da Gennaio a Giugno
Sei dei dodici mesi del nostro calendario prendono il nome direttamente dal pantheon romano. Eccoli uno per uno.
Gennaio
Il nostro anno inizia con un omaggio a Giano, divinità romana delle porte e dei passaggi, raffigurata con due volti contrapposti — uno rivolto al passato, l’altro al futuro. In latino era Ianuarius. Non faceva parte del calendario originario di Romolo: fu aggiunto in seguito, insieme a febbraio.
Febbraio
Il nome deriva da Februalia, un’antica festa romana di purificazione in onore della dea Giunone nella sua veste di Februa, divinità dell’amore. Fu il re Numa Pompilio, successore di Romolo, ad aggiungere gennaio e febbraio intorno al 700 a.C., portando il calendario a dodici mesi. Febbraio occupava originariamente l’ultima posizione, dopo dicembre, e venne spostato all’attuale collocazione solo nel 452 a.C.
Marzo
Martius, il mese di Marte, dio della guerra. Era il primo mese dell’anno nelle versioni più antiche del calendario romano — e questa eredità sopravvive ancora oggi nei mesi “sfasati” che vedremo tra poco.
Aprile
Aprilis era sacro a Venere. L’etimologia è discussa: potrebbe derivare da Aphrodite (il nome greco della dea) oppure dal latino aperire, aprire — in riferimento al risveglio della natura e al dischiudersi dei boccioli in primavera.
Maggio
Maius prende probabilmente il nome da Maia, dea romana della fertilità.
Giugno
Iunius è dedicato a Giunone, sposa di Giove e protettrice delle donne, del matrimonio e della maternità.
I mesi degli imperatori: Luglio e Agosto
Qui la storia si fa politica.
Luglio
Si chiamava Quintilis — letteralmente “quinto mese” — perché nella sequenza originaria, che partiva da marzo, occupava la quinta posizione. Nel 44 a.C., dopo l’assassinio di Giulio Cesare, il Senato romano ribattezzò il mese Iulius in suo onore.
Agosto
Stesso meccanismo per Sextilis, il “sesto mese”. Intorno all’8 a.C., durante il regno di Augusto Cesare, venne rinominato Augustus per celebrare il primo imperatore di Roma.
L’origine dei nomi dei mesi numerici: da Settembre a Dicembre
Eccoci al paradosso più curioso del nostro calendario. Settembre, ottobre, novembre e dicembre vengono dal latino septem (sette), octo (otto), novem (nove) e decem (dieci) — eppure oggi sono il nono, decimo, undicesimo e dodicesimo mese dell’anno.
La spiegazione è semplice: quando il calendario era ancora quello di Romolo, l’anno iniziava a marzo. Settembre era davvero il settimo mese, ottobre l’ottavo e così via. Poi il calendario cambiò, gennaio divenne il primo mese, ma i nomi rimasero immutati. Li usiamo ancora oggi, con un “errore” di due posizioni che dura da oltre duemila anni.
L’origine dei nomi dei mesi: un’eredità che non passa
La prossima volta che scrivi una data sul diario o fissi un appuntamento, ricordati che stai usando un sistema ideato da re leggendari, rimaneggiato da imperatori e tramandato quasi intatto per duemila e cinquecento anni. L’origine dei nomi dei mesi è, in fondo, anche la storia di come il tempo stesso sia una costruzione umana — e quanto poco, alla fine, siamo disposti a cambiarla.
Via | Mentalfloss
Foto | DepositPhotos







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