Margherita Guidacci

Margherita Guidacci, una voce poetica fuori dall’Ermetismo

L’infanzia di Margherita Guidacci (1921-1992) fu segnata da eventi luttuosi, perdite precoci che si schiusero nella sua anima in boccio come foglie dolorose. Getti bui, ma con la forza inaspettata e miracolosa di illuminare. Di aprire un dialogo serrato con la natura. Dio. Il mistero fitto e mormorante delle cose che la circondavano. Un misticismo che, come una corrente circolare, fluiva e ritornava inesorabilmente alla propria fonte sorgiva senza mai, neanche per un istante, intorbidire o dissolversi nel nulla.

Il suo esordio nel mondo della poesia avvenne presso Vallecchi nel 1946 con La sabbia e l’angelo. Componimenti dove il talento della giovane Guidacci spicca il volo ad ali spiegate. Diventa canto mosso e tangibile di una voce che, fin dai suoi primi passi, mostra una personalità decisa, in discreta ma innegabile polemica con l’Ermetismo in quegli anni imperante.

Margherita Guidacci, una voce controcorrente fin dall’esordio poetico

Alla poesia e all’insegnamento (prima nei licei poi presso l’università di Macerata e la Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma), Margherita Guidacci accostò la traduzione di poeti e scrittori del calibro di Emily Dickinson, Joseph Conrad e Mark Twain.

Una vita professionale, dunque, intensa, pronta a conciliare esigenze diverse, a moltiplicare i propri sforzi nel nome di una coesione che, nel corso degli anni, diede frutti ghiotti. Una realtà composita destinata, però, a scontrarsi di nuovo con il dolore e una debilitante depressione il cui esito oscillò lungamente nell’incertezza, portando la poetessa a un solo passo dall’abisso. La degenza presso una clinica svizzera le ispirò, tuttavia, una delle sue raccolte forse più note: Neurosuite.

Tra insegnamento, traduzioni e il dolore della rinascita

Nonostante la salute malferma (nel 1990 era stata colpita da un ictus), Margherita Guidacci continuò a lavorare indefessamente fino alla fine, trovando in sé la forza di dare alle stampe Anelli del tempo, ultima testimonianza di una poesia chiamata a vincere – senza mai mettere il piede in fallo – uno dei più grandi nemici dell’uomo: il tempo.

Qui sotto una selezione delle raccolte poetiche pubblicate da Margherita Guidacci nel corso degli anni:

  • La sabbia e l’angelo, Vallecchi, Firenze 1946
  • Morte del ricco: un oratorio, Vallecchi, Firenze 1954
  • Giorno dei santi, Scheiwiller, Milano 1957.
  • Neurosuite, Neri Pozza, Vicenza 1970.
  • Terra senza orologi, Edizioni Trentadue, Milano 1973.
  • Taccuino slavo, La Locusta, Vicenza 1976.
  • Brevi e lunghe, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1980.
  • Il buio e lo splendore, Garzanti, Milano 1989.
  • Anelli del tempo, Città di vita, Firenze 1993.

Foto | http://www.margheritaguidacci.it/foto/, Public domain, da Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

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