Due mariti di spicco della cultura italiana come lo scrittore Guido Piovene e il critico letterario Carlo Bo, un’infanzia agiata ma non priva di strappi laceranti come la separazione dei genitori, quando era solo una bambina, e in mezzo, tra l’una e l’altra cosa, una carriera di giornalista e scrittrice che nel 1978 la portò a vincere il premio Stresa di Narrariva per La sconosciuta, di fatto il suo ultimo romanzo. Nessun altro titolo uscì infatti dalla penna di Marise Ferro (1905-1991), complice forse il grande dolore per l’improvvisa morte della sorella in un incidente d’auto.
Una autrice oggi quasi dimenticata, ma che in quegli anni di passaggio e di grandi trasformazioni sociali cercò sempre di mettere in primo piano il ruolo della donna, sottolineandone le difficoltà che incontrava sulla via per l’emancipazione, richiamando costantemente l’attenzione su quel suo intimo dibattersi in gabbie tanto anguste da arrivare a soffocarla. Prigioni fisiche o mentali da cui cercava disperatamente di scappare, incespicando però ogni volta in ostacoli pronti a ingarbugliarle il passo. A rimescolare insolentemente le carte.
Due imperdibili romanzi di Marise Ferro
Per invogliarvi alla riscoperta di questa (ennesima) scrittrice immeritatamente dimenticata vi invitiamo alla lettura di due suoi titoli – La ragazza in giardino e La violenza – ripubblicati di recente da Eliot. Buona lettura a tutti.
La ragazza in giardino
La storia di Luisa una ragazza della ricca borghesia che cresce accanto a un padre gaudente e una madre senza nerbo e poco interessata alla figlia. Solo la presenza della governante della nonna e di una vicina giornalista le sono di aiuto e stimolo per rompere il cerchio di un’esistenza ferma e senza orizzonti. Grazie a loro e al giardino in cui trova ogni giorno asilo, Luisa diventerà una donna diversa.
La violenza
L’odio della giovane Antonia per il padre despota e maschilista nutre per intero questo romanzo pubblicato dalla Marise Ferro sul finire degli anni ‘60. Un decennio tumultuoso e di rabbiosa rivolta. Pagine dove ancora una volta le donne, prigioniere di una società retriva e patriarcale, si trovano di fronte a porte sbarrate. Divieti. No insormontabili. L’aiuto per l’emancipazione ancora una volta verrà dall’esterno.
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