Copertina del libro Il tempo non ha pietà con la silhouette di un uomo nero su sfondo giallo

Segreti, faide e una Bologna rivoluzionaria nell’hard-boiled di Franco Foschi

Bologna, primavera 1980.

Il tempo non ha pietà

Modesto Momo Serra è un possente nero, di incarnato scuro, nemmeno trentenne, mamma eritrea tigrina morta dandolo alla luce, cresciuto nell’araba città di Massawa (Massaua) sul Mar Rosso col genitore militare italiano, ritrasferitisi presto insieme nella “loro” Bolognina (padre nato a settembre 1910, da cinque anni a Villa dei Fiori vicino Casalecchio per precoce malattia degenerativa del cervello, demenza senile).

Nella città emiliana ha finito di studiare, per diventare un teppistello, dapprima poliziotto pubblico un paio d’anni fra le carogne della Ditta (Divisione Investigazioni Trasversali Territoriali d’Azione), poi arruolatosi mercenario all’estero, ora investigatore privato ufficiale (locali nella centrale piazza Roosevelt, con segretaria).

Non ha alcun problema a picchiare e uccidere, bello ed elegante, egoista e insofferente, sciupafemmine individualista, cronicamente arrabbiato e reattivo, senza mai abbastanza tempo per la valutazione del rischio, trovando tuttavia sempre il tempo per andare a trovare il padre, anche più di una volta a settimana.

Terra, il maresciallo di polizia suo rispettoso ex capo, gli offre un caffè e gli chiede di indagare urgentemente per almeno dodici ore nel quartiere dove vive e conosce tutti. Deve essere successo qualcosa, tanti sono spaventati in questura, l’intera città potrebbe essere messa a ferro e fuoco, ma nessuno sa perché e come. Fatto sta che davanti e dentro l’ufficio lo aspettano due neri. Li neutralizza crudelmente e scopre che lo sta cercando L’Albero, Sem Fall, un pezzo di senegalese di due metri immischiato in ogni sporco affare (strozzinaggio, droga, gioco d’azzardo, prostituzione). Ci parla e quello gli chiede di ritrovare la scomparsa figlia 19enne Fatou Diallo, forse rapita dalla mafia.

Momo chiede aiuto a un giovane violento rivoluzionario nero, ribollono conflitti e tensioni da ogni parte. Già sopravvivere sarà un problema aperto.

L’hard-boiled di Franco Foschi

Il competente pediatra ed esperto scrittore bolognese Franco Foschi ambienta il suo nuovo noir (hard-boiled) nei mitici concitati quartieri multicolori bolognesi (Cirenaica e Bolognina) fra il movimento studentesco del ’77 e la strage fascista del 2 agosto 1980.

Dopo le sceneggiature e oltre alle trasmissioni radiofoniche, ha pubblicato ormai una ventina di romanzi e saggi, un paio con la stessa casa editrice svizzero milanese (nel 2008 e nel 2018, qui nella bellissima collana gialla, impostata e a lungo diretta dalla grande Tecla Dozio).

Stile e struttura de Il tempo non ha pietà

La narrazione è in terza varia al passato, molto su Momo, sulle cicatrici esterne e interne del protagonista; sugli incontri con l’altro sesso, arrapate conoscenti (di sesso) e splendide amiche (di affetto); e sugli intermezzi delle periodiche accorate visite (nell’apposita struttura residenziale) al padre, che continua a scrivere e abbandonare in giro bigliettini con storie di vita e frasi istruttive, senza logica compiuta (belle, le leggiamo in corsivo).

L’avventura è turbolenta. Osserviamo il maresciallo (spesso col buon questore), il pessimo incallito criminale reticente ma davvero interessato alla figlia, il predicatore invasato che motiva gli accoliti alla rivolta sociale, i mafiosi dedicati alla conquista armata di nuovi mercati. Quasi tutti sprizzano brutale violenza, lui dà e prende sacchi di botte.

Il ritmo incalzante lascia poco spazio alla riflessione introspettiva o alla dimensione sociologica in quegli anni, i colpi di scena sono continui, il grattacielo di vite perse andrà fatto bruciare fino in cima (o in fondo). E vari contesti si riconoscono dagli odori. La rabbia non si cova e potrà ancora accadere di tutto (come noto). La musica dei bar dell’epoca. Whisky, vodka e birra in gran quantità (certo non vini doc).

Il libro

Franco Foschi
Il tempo non ha pietà
Todaro, 2024

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Valerio Calzolaio

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