Le finestre non solo portano luce in una stanza, ma permettono di guardare fuori dall’interno. E anche di guardare all’interno da fuori. Leggere Le finestre di casa Orlando di Alessandro Trasciatti consente di avere questa doppia visuale.
Forse perché l’autore racconta spigolature della vita del professor Francesco Orlando (1934-2010) in quel di Pisa nello stesso periodo in cui io, per altri motivi, nella città toscana vivevo e, coincidenza, dall’enorme finestra della mia stanza trascorrevo notti insonni a studiare le finestre del palazzo di fronte. Forse perché il libro è un ricamo tra ricordi, pezzi di recensioni, poesie, racconti, foto. Forse anche per la bella illustrazione di Jonathan Calugi che c’è in copertina. Fatto sta che la lettura di queste pagine è andata giù come un bicchiere d’acqua fresca in una calda giornata estiva.
Al di là della narrazione, quello che si apprezza dello stile di Alessandro Trasciatti è una semplicità che sa di conquista e che permette di avvicinarsi a uno dei più grandi francesisti e critici letterari che abbiamo avuto in Italia proprio sbirciando da una finestra.
Quando l’autore racconta di come Orlando gli spiegasse una poesia, o gli scrivesse lucidamente sulla situazione cultural-editoriale dei suoi tempi si ha l’impressione di essere lì, ad ascoltare, con il rimpianto di non poter fare anche noi qualche domanda — perché del professor Orlando si dice che le lezioni fossero molto belle – come si legge nel testo e come è riportato lapidariamente in quarta di copertina. Una bellezza che riusciamo a percepire in queste pagine.
Le finestre di casa Orlando: uno sguardo sullo studioso
“Su di lui e sulle sue concezioni – scrive Trasciatti – sono stati scritti diversi libri, si sono tenuti convegni. […] Qui si offre un piccolo contributo (l’ennesimo, dirà qualcuno) da parte di chi lo ha frequentato per circa vent’anni prima come studente, poi come laureando, infine come amico”.
Orlando non era soltanto un grande studioso di letteratura francese: la sua teoria del “ritorno del represso” — mutuata da Freud e applicata ai testi letterari — lo aveva reso un punto di riferimento internazionale, e tuttavia il suo nome resta ancora meno noto di quanto meriterebbe al di fuori degli specialisti.
Uno dei meriti del libro di Trasciatti è proprio quello di restituirlo a una lettura più larga. Per questo noi che abbiamo a disposizione queste pagine siamo contenti di poter ammirare il grande “mosaico di memorie comuni”, quasi entrandovi a far parte, senza rimanere alla finestra.
Il libro
Alessandro Trasciatti
Le finestre di casa Orlando
Metilene, 2026
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