Teresa Wilms Montt, Il cuore soffoca, traduzione e cura di Alessandra Pelizzaro, Storie Effimere 2024

Diari e scritti di Teresa Wilms Montt, donna libera e ribelle

Il cuore urla. Si ribella. Cerca una lanterna antivento con cui aprirsi un varco nella tempesta. Contro l’uragano che impazza, che, nero e spaventoso, avanza dal mare, risucchiando tra le sue spire cielo e terra. No, non c’è requiem o porto sicuro per quella viaggiatrice sempre più solitaria, costretta ormai all’esilio perpetuo. Al pubblico ludibrio da parte di una società falsamente arroccata sui principi di una moralità arcigna e disumana. Perbenista e cieca.

Il cuore soffoca, tradotto e curato da Alessandra Pelizzaro per le edizioni Storie effimere, raccoglie non solo i diari (l’ultima annotazione è quella che precede la morte della poetessa avvenuta il 24 dicembre 1921), ma anche una generosa selezione delle opere di Teresa Wilms Montt, da Inquietudini sentimentali a Mani giunte, da I tre canti al Diario di Sylvia. Pagine che feriscono, cadendoci addosso con l’incanto fermo e doloroso di un’anima divisa.

Il cuore soffoca

Un cuore, quello della scrittrice cilena, morta suicida a Parigi a soli 28 anni, assetato fin dall’infanzia d’amore e bellezza, ma subito dilaniato dalla sofferenza, condannato al vuoto, a una solitudine vasta e informe, chiamata a scavare in lei, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, città dopo città (Buenos Aires, Madrid, Londra, Parigi) un pozzo nero di cui non vedeva mai la fine.

I diari, così come le prose poetiche del resto, ci restituiscono di volta in volta l’immagine di una Teresa Wilms bellissima e tragica. Indomita e fragile come una figura di cristallo. Una squisita statuina di Sèvres guardata in tralice dalla madre (qui giace forse la radice di quel fondo malessere d’amore) perché troppo appassionata, ma adorata dal padre che, tuttavia, non farà nulla per aiutarla.

L’ostracismo della famiglia, aristocratica e tra le più in vista del Cile, sarà quasi assoluto. Mai le perdoneranno, infatti, il divorzio dal marito. Il talento di poeta. La sete d’infinito o, meglio ancora, se preferite, quel vizio del Meraviglioso che sin da bambina popolava le sue giornate. Sola, privata delle sue due figlie, Teresa Wilms è condannata ad andare raminga per il mondo. A sgranare i suoi giorni come perle che, lontane dalla luce, possono soltanto morire, una dopo l’altra.

Non vi è alcun dubbio: ne Il cuore soffoca è superbamente incastonato il ritratto nero e luminoso, sincero e mai cauto di un poeta che a tutti costi bisogna oggi salvare – con gesto caldo e risoluto – dall’oblio. Dal silenzio. Da quell’oscurità ignominiosamente nutrita di vite e talenti dimenticati. Caduti, con un tonfo sordo, oltre le nostre mani indifferenti o, forse, diciamolo questa volta con beneficio di inventario, solo troppo distratte.

Il libro

Teresa Wilms Montt
Il cuore soffoca
traduzione e cura di Alessandra Pelizzaro
Storie Effimere, 2024

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Giorgio Podestà

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