Le leggi fondamentali della stupidità umana

Le leggi fondamentali della stupidità umana, classico sempre godibile di Carlo M. Cipolla

Forse dai primi sapiens in avanti, ovunque ci siamo manifestati successivamente. Non è mai stupido tentare di recensire di nuovo Le leggi fondamentali della stupidità umana, testo che ha ormai sulle spalle oltre 45 anni e innumerevoli edizioni. Tanto più che quest’ultima contiene le illustrazioni di un grande vignettista e un’appendice con grafici ad personam, completabili dal lettore rispetto a persone (o gruppi) con i quali ha correntemente a che fare, in modo di adottare poi una linea d’azione razionale nei loro riguardi.

Le leggi fondamentali della stupidità umana

Fu scritto e pubblicato originariamente in lingua inglese, come regalo di Natale ai propri stretti amici, The Basic Law of Human Stupidity (1976), con una nota per il lettore, pochi essenziale concetti connessi a quella lingua (per la basilarità piena di senso “semplice” dell’inglese in ogni paese). Una “spiritosa invenzione” tradotta solo nel 1988 e disponibile insieme a un altro saggio altrettanto breve, scientifico con qualche “puntata ironica”, in un volume intitolato Allegro ma non troppo (ne ho almeno un paio di copie del 1989, una delle due con dedica a mia madre, recuperata dopo la sua scomparsa, mi capitava di regalarlo).

È un po’ come regalare un fiore, a sé stessi o ad altri. Niente di dotto o complicato. Un riassunto efficace e immediato di un punto di sostanza in tutte le relazioni identificate fra persone umane, da esporre e condire poi ciascuno a proprio modo.

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli stupidi in circolazione. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona. Una persona stupida è una persona che causa danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita (questa è la terza, aurea), e così via. Già.

L’arguzia di Carlo M. Cipolla

L’eccelso Carlo Cipolla (Pavia, 1922 – 2000) è stato un grande storico dell’economia, maestro pure di concisione. Dopo studi a Parigi e Londra, ottenne la cattedra a 27 anni a Catania. Ha insegnato in varie università italiane e negli Stati Uniti, soprattutto a Berkeley in California.

Nelle apprezzate pubblicazioni viene nominato come Carlo M. Cipolla a seguito di una sua invenzione già nel 1947, per evitare confusioni e omonimie, di un inesistente secondo nome. Il Mulino è l’editore di gran parte dei suoi libri in italiano, su epidemie e declino, istruzione e sviluppo, tecnologia e rivoluzione industriale, oltre che di questa chicca sulle regolarità quasi immutabili e ubique della stupidità umana.

Struttura de Le leggi fondamentali della stupidità umana

In tutto sono elencate cinque leggi fondamentali, distribuite in nove garbati capitoli, con qualche intervallo e digressione, qui bellamente accompagnate da quasi una ventina di vignette a colori di Staino.

Non aspettative un saggio corposo e filosofico. Sono poche sagge parole e frasi applicabili sia a egoisti che ad altruisti, per essere un pochino più consapevoli di almeno un paio di paradossi antropologici sapiens, poi la vita è tutta da evolvere.

Non pensate che parli solo degli altri da noi: sono stato talora stupido, continuerò purtroppo a esserlo, c’è molto di male in ciò ma poco da fare, quel poco vale introiettarlo prima possibile, esserlo meno spesso non risolve i problemi dell’umanità e degli ecosistemi, però.

Impariamo, dunque, a donare a quanti più altri incontriamo il meglio di quel che siamo, con gentilezza e senza iattanza, con ironia e senza prosopopea, con serenità conviviale, intelligentemente, conoscendo e riconoscendo che non sempre ci riusciamo ed è utile, non ci costa niente.

Il libro

Carlo M. Cipolla
Le leggi fondamentali della stupidità umana
illustrato da Sergio Staino
Il Mulino Bologna (1° edizione 1988), 2022

Valerio Calzolaio

Valerio Calzolaio

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