i re magi

Franco Cardini approfondisce i re magi

L’Epifaniapiù ancora del Natale, è vista come la festa dei bambini. In Italia, poi, dove il termine greco ha dato origine alla figura della Befana, la festa del 6 gennaio è vista, dai più, come un noioso prolungamento delle feste natalizie. Oltre alla loro conclusione (finalmente!). Eppure a ben guardare tutto è fuorché una festa per i più piccoli, a cominciare dalla figura dei Magi (più noti come i re Magi) di cui, in realtà, sappiamo poco o niente.

La figura dei tre saggi

Il vangelo secondo Matteo, l’unico a parlare dei Magi, è molto scarno in proposito:

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo (Mt 2,1-2).

Eppure a dispetto di queste e poche altre righe la figura dei Magi ha avuto un enorme successo nella storia della cristianità.

Dalla pericope evangelica si evince chiaramente non si parla di re, ma solo di Magi. Matteo ci dice che sono “alcuni“», mentre la tradizione li ha identificati in tre e ha dato loro anche i nomi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Insomma, i Re Magi che conosciamo pare non abbiano poi così tanti punti in comune con i Magi evangelici.

I Re Magi di Franco Cardini

Per mettere un po’ d’ordine nella questione e cercare di chiarire i punti più oscuri, Franco Cardini, tra i maggiori storici italiani, ha pubblicato uno studio sui magi. Il testo, uscito per i tipi di Marsilio nel 2000 e nel corso degli anni ha avuto vari aggiornamenti. Parliamo de I Re Magi. Leggenda cristiana e mito pagano tra Oriente e Occidente.

Leggenda cristiana e mito pagano tra Oriente e Occidente

Si tratta di un saggio molto ben strutturato, che segue passo passo lo svilupparsi della questione, a partire da alcune domande basilari:

Chi erano, con precisione, questi magi? Che cosa rappresentavano? Da dove venivano, al di là di un generico “Oriente”? Quanti erano? Come si chiamavano? Che senso avevano i loro ricchi doni? Quando si erano messi in viaggio? Quanto era durata la loro avventura? Con quali mezzi avevano viaggiato? Quali strade avevano percorso? Com’era il loro aspetto fisico? E le loro vesti? Che cos’era, in realtà, la “stella” che essi avevano seguito?

Franco Cardini si muove in lungo e in largo nella storia del cristianesimo, ma anche di altre religioni. Confronta testi – scritti, in primis, ma anche iconografici – e mette a fuoco la questione “scomoda“»” dei Re Magi che pone il brano di Matteo:

Per i cristiani di origine ebraica che si sarebbero voluti, almeno sulle prime, considerare come il fiore degli eletti “e circumcisione”, il testo di Matteo era imbarazzante: erano “e gentibus”, erano “goim”, anzi erano addirittura degli scrutatori delle stelle e dei servi di false divinità quelli che, per primi, si erano inchinati dinanzi al Fanciullo Divino e che, con la loro “proskynesis”, l’avevano riconosciuto almeno, forse, addirittura Dio.

Non manca uno sguardo sull’oggi che, come dicevamo, tende di sovente a dimenticare le radici culturali comuni. E in questo non fanno eccezione i Re Magi che, comunque, continuano il loro cammino. In senso metaforico, certo. Ma anche, e soprattutto, culturale.

Il libro

Franco Cardini
I re magi. Leggenda cristiana e mito pagano tra Oriente e Occidente
Marsilio, 2022

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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