Philip K. Dick

Quanto conosci Philip K. Dick?

Philip K. Dick: un autore visionario e lungimirante. Un talento destinato ogni volta a mettere l’accento su pericoli impensabili ma che, in un modo o nell’altro, sembrano incombere sempre più da vicino sulla società moderna.

In primis le svariate manipolazioni della realtà e il continuo, maligno condizionamento della volontà degli individui. Romanzi come Il cacciatore di androidi (da cui venne poi tratto il film cult Blade Runner) rivelano l’immenso estro di questo scrittore che, con anni di anticipo, ha previsto e annunciato la china pericolosa su cui oggi il mondo si sta inerpicando, avvicinandosi, quasi senza accorgersene, quasi senza vederlo, al baratro.

8 curiosità sulla vita e sulla carriera di Philip K. Dick

Come avrete già compreso Philip K. Dick (1928-1982) merita incondizionatamente tutta la nostra attenzione. Eccovi allora 8 cose assolutamente da sapere sulla sua vita e sulla carriera. Buona lettura.

1. Philip K. Dick iniziò a leggere libri di fantascienza per errore

A dodici anni il futuro scrittore si recò in un’edicola per comperare l’ultima copia di Popular Science. Lo scaffale era desolatamente vuoto e ripiegò allora su una rivista chiamata Stirring Science Fiction. Da quel momento l’amore per la fantascienza non lo abbandonò più.

2. Pensava di sentire una voce che lo consigliava nei momenti cruciali della sua vita

Dick era convinto di essere guidato nei momenti cruciali della vita da una voce soprannaturale. La prima volta che questa voce (chiamata da lui Ruah) gli parlò era uno studente del liceo. Questa presenza andava e veniva, allertandolo anche di alcuni pericoli imminenti, inclusa una malattia del figlio.

3. Il suo primo romanzo gli fruttò solo poche migliaia di dollari

Nonostante Philip K. Dick sia oggi considerato uno degli scrittori di maggior spicco della letteratura di fantascienza, il suo primo romanzo gli fece guadagnare meno di ottomila dollari.

4. Per scrivere La svastica sul sole, Philip K. Dick lesse molti diari della Gestapo

La svastica sul sole è certamente uno dei romanzi più amati dello scrittore americano. Prima di scriverlo, Dick si documentò meticolosamente, leggendo i diari della Gestapo, ma l’esperienza fu così sgradevole che l’autore non riuscì mai a scrivere un sequel.

5. Dick odiava la sceneggiatura originale di Blade Runner

La sceneggiatura di Blade Runner, ispirato al suo romanzo Il cacciatore di androidi, deluse profondamente lo scrittore che si lamentò perché dall’adattamento cinematografico erano scomparse sfumature essenziali per comprendere il cuore della storia.

6. Dick rifiutò di scrivere una versione più cinematografica di Il cacciatore di androidi/ Blade Runner

I produttori di Blade Runner chiesero all’autore di “rivedere” il suo romanzo e renderlo più simile al film, ma Dick disse di no, rinunciando a introiti e guadagni stratosferici.

7. Tutti i maggiori adattamenti televisivi e cinematografici delle sue opere vennero fatti dopo la sua morte

Poco o nulla venne trasposto sul piccolo e grande schermo mentre lo scrittore era in vita. Dick prima di morire riuscì, tuttavia, a vedere alcune scene di Blade Runner, riconciliandosi di fatto con l’esito finale del film.

8. Nel 2005 Dick venne “trasformato” in un androide

Il progetto di creare un androide con le sembianze di Dick venne realizzato da Hanson Robotics nel 2005. Ogni dettaglio fu curato minuziosamente, dalla voce alle caratteristiche fisiche. Il pubblico poteva rivolgergli ogni tipo di domanda e l’androide rispondeva correttamente grazie anche all’archiviazione nella sua memoria dei diari e delle interviste di Philip K. Dick.

Via | Mentalfloss
Foto | WikiCommons

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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