Dubbi ortografici
Alcuni dubbi ortografici

Dubbi ortografici: anzi o ansi? Beneficenza o beneficienza? Obiettivo o obbiettivo?

I dubbi ortografici sono sempre dietro l’angolo. Si dice anzi o ansi? Come si scrive correttamente? E ansia o anzia? Beneficenza o beneficienza? Rabbia o rabia? Obiettivo o obbiettivo? Facciamo un po’ di chiarezza.

Addentriamoci anche nel mondo dell’olio e del vino e poniamoci alcune domande: si scrive oli o oliiOliveto o uliveto? E poi alcol o alcool?

Risolviamo alcuni nostri dubbi ortografici

Cerchiamo di capire meglio, allora, come stanno le cose e risolviamo i dubbi ortografici che ci possono venire in mente.

Anzi o ansi?

Per la grammatica anzi può essere una preposizione, nel qual caso avrebbe il significato di davanti, o un avverbio, con significato di prima o al contrario, invece. L’unica forma accettata è anzi con il grafema z; ansi è da considerare errore. Interessante notare che, mentre nell’Italia centrale spesso la s incontrando un’altra consonante si trasformi foneticamente in z: borza invece di borsa, penzo invece di penso, al nord è la z ad essere pronunciata s (geofoni).

Si scrive ansia o anzia?

Non fatevi prendere dall’ansia, la risposta è ansia con la s, anche se molto spesso nella lingua parlata di alcune zone d’Italia si senta pronunciata anzia che però va considerata errore.

Beneficenza o beneficienza?

Se volete davvero donare qualcosa agli altri, allora meglio privarvi di quella i di troppo. Si scrive infatti beneficenza, senza la i!

Si scrive obiettivo o obbiettivo?

Con una o due b? La forma corretta, da preferire, sarebbe obiettivo con una sola b, tuttavia è frequentissima la forma con la consonante geminata – raddoppiata – obbiettivo che, anche se poco raccomandata, oggi è accettabile e attestata anche nel dizionario Treccani.

Si scrive rabbia o rabia?

Ci va una sola b o due? Se siete davvero arrabbiati, inserite due b. Si scrive rabbia e non rabia.

Oli o olii?

Il plurale di olio è oli con una sola i o olii con due belle i? La forma accettabile è oli.

Le due i, esito del plurale dei sostantivi in -io sono cadute in disuso. Per un certo periodo di tempo è esistita la forma olî, in cui l’accento circonflesso indicava la contrazione delle due i. Tra l’altro la grafia î è ancora in uso nell’Enciclopedia Italiana Treccani. Per concludere, scriviamo oli.

Oliveto o uliveto?

Entrambe le forme sono accettabili e può essere utile ricordare che l’oscillazione o-/u- si perde nella notte dei tempi. In questo caso molto dipende dall’area di provenienza di chi pronuncia il termine. Nelle regioni meridionali è più frequente la forma oliva, così come in ampie zone del nord. In Toscana ad esempio, in alcune zone domina u-liva, in altre è o-liva ad avere la meglio.

Alcol e alcool

Sono varianti di uno stesso vocabolo: quindi come è meglio scrivere alcol o alcool? La versione con la vocale semplice oggi tende a soppiantare quella con due o anche nei derivati: alcoòlico e alcoolismo. Esiste la variante alcole particolarmente frequente nel linguaggio chimico sia al singolare che al plurale (alcole-alcoli).

Altri dubbi ortografici?

È lecito avere dei dubbi ortografici: del resto non possiamo sapere tutto! Se sorgono tali questioni ricordatevi di consultare un buon dizionario. Oppure, se volete, anche la nostra rubrica di grammatica che contiene tanti suggerimenti utili per scrivere e parlare meglio.

Foto | Gerd Altmann via Pixabay

Natale Fioretto

Natale Fioretto

Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.

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